Stop al precariato nei call center

14/06/2006
    mercoled� 14 giugno 2006

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Stop al precariato nei call center:
    il ministero definisce le nuove regole

      Iniziativa di Cesare Damiano: �Per promuovere un’occupazione di qualit� distinguere il lavoro coordinato e a progetto da quello che di fatto � subordinato�

        Milano
        Lo aveva detto e ripetuto quando ancora lavorava alla stesura delle prime bozze del programma dell’Ulivo sulle politiche per il lavoro. E, tra gli esempi, aveva spesso richiamato quello dei call center, un settore in cui le regole erano ancora tutte da definire. Ora lo realizza da ministro: Cesare Damiano mette subito mano a uno dei pi� rilevanti settori del lavoro precario in italia.

        Per gli operatori dei call center si profila quindi un futuro meno precario. Con la circolare – che potrebbe essere emanata gi� oggi dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano – dovrebbe finalmente essere messo ordine nella giungla del settore. Ieri il provvedimento � stato illustrato dal ministro alle parti sociali.

        In particolare, l’obiettivo del provvedimento promosso da Damiano � quello di fare chiarezza su quale pu� essere considerata attivit� autonoma e quale, invece, lavoro subordinato. Interessati alle nuove regole sono circa 250mila operatori. Il principio � quello di considerare lavoro subordinato quello relativo al servizio al cliente e attivit� potenzialmente autonoma quella legata a campagne pubblicitarie e alla promozione in generale.

        Naturalmente non � solo l’attivit� in se che va considerata per stabilire il tipo di rapporto di lavoro, ma le modalit� con cui la prestazione si effettua (per esempio, se ci sono obblighi di orario o se c’� rapporto gerarchico).

        Si punta, quindi, a disciplinare un comparto finora privo di regole nel quale – secondo i dati dell’Assocontact (l’associazione del settore di Confindustria) – solo il 30% dei 250mila occupati ha un contratto di lavoro subordinato, mentre il 70% degli addetti lavora con un contratto di collaborazione.

        Se si considera la �massa� di lavoro complessiva che passa per questi centri, si pu� stimare nel 40-50% il lavoro di servizio al cliente e nel 50-60% quello di promozione varia. � probabile, quindi, che con l’arrivo delle nuove norme, che dovranno fornire indicazioni agli ispettori del lavoro, saranno resi stabili parte dei rapporti di lavoro ora precari.

        �Si tratta di un passo fondamentale – sottolinea una nota del ministero del Lavoro – di una strategia che ha l’obiettivo di promuovere, anche in questo settore, un’occupazione di qualit�, nel senso di una definizione chiara di ci� che pu� essere considerato lavoro coordinato e a progetto e ci� che invece � tipicamente lavoro subordinato�.

        �Il sistema delle imprese – prosegue il ministero – sar� sostenuto da una pluralit� di azioni di informazione e di accompagnamento che impegneranno le direzioni regionali e provinciali del ministero oltre a Inps e Inail�.

        Anche secondo Almaviva, la pi� grande societ� del settore, che gestisce i call center di Telecom, Sky e Alitalia, � un �passo fondamentale verso un sistema di regole comuni. L’obiettivo di offrire servizi che premino la qualit�, oltre che il prezzo, non pu� che trovare la nostra societ� totalmente d’accordo�.