Stop al polo di Esselunga

12/03/2013


Il mega polo logistico Esselunga da 20o milioni e 40o posti di lavoro appeso a un filo. Il Consiglio di Stato potrebbe emettere la sentenza il prossimo 19 marzo. Prima però c`è stata una telenovela lunga 3 anni tra due giunte comunali di orientamento diverso, con le proteste dei comitati popolari. Poi il Tar e la prima pronuncia del Consiglio di Stato che, con varie argomentazioni giuridiche, hanno sostanzialmente avallato la voglia di tranquillità e l`avversione al traffico dei cittadini di Azzano Mella e dei centri limitrofi.
Nel remoto comune del Bresciano, con i suoi 4mida abitanti, si replicaun copione già visto in tanti angoli d`Italia: si tratti di un rigassificatore, di un termovalorizzatore, di un centro merci, di una strada, di una centrale a biomasse o di un capannone la risposta è la stessa: no.
Roventi le polemiche tra vecchia e nuova giunta comunale di Azzano Mella. «La precedente amministrazione – commenta Silvano Baronchelli, sindaco ed esponente della maggioranza di Progetto futuro (centro-sinistra) – ha commesso gravi scorrettezze amministrative e ha dilapidato i 5 milioni di euro in oneri urbanistici del polo logistico. Il mio Comune non può cedere 11 5% della superficie per un polo delle merci collocato ín un`area sbagliata e priva dì strade». Dal fronte opposto Umberto Ferrari, candidato sindaco di Insieme per Azzano (centro-destra) alle ultime elezioni, sostiene che «Baronchelli ha strumentalizzato la campagna anticemento per farsi eleggere: appena 600 fir me raccolte su 2.20o votanti. La sostanza è che si sbatte la porta in faccia a una grande azienda come Esselunga che mette sul piatto 200 milioni che creerebbero occupazione e sviluppo: cose di cui abbiamo disperatamente bisogno». In dettaglio, la società edile Safer aveva ricevuto dalla catena commerciale Esselunga l`incarico di costruire un maxi magazzino da circa 400mila mq che avrebbe impiegato a regime 400 addetti. L`area prescelta era quella del comune di Azzano Mella, a sud ovest di Brescia e a pochi chilometri dalle autostrade Cremona-Brescia e Milano-Venezia. Nell`ottobre del 2010 il progetto viene approvato dalla Giunta guidata dal sindaco Franco Gaspari (Ferrari è vice sindaco), la Safer versa 5 milioni di oneri di urbanizzazione e apre il cantiere. «Altri 9,6 milioni- sostiene Ferrari- sono stati versati alla Provincia per sistemare la viabilità e costruire la tangenziale».
Subito però scattano le impugnazioni al Tar dei Comuni di Dello, Capriano del Colle e del Parco del Monte Netto, sui cui confini sarebbe sorto il polo logistico, Nel 2011 i giudici amministrativi accolgono le ragioni dei ricorrenti perché la delibera del Comune bresciano era priva della Vas (Valutazione ambientale strategica). L`appello al Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar di Brescia e sembra aver posto una pietra tombale sul progetto Esselunga-Safer, sul quale si è poi giocato il cambio dell`amministrazione azzapese alle elezioni del maggio 2011. «Non si è chiuso un bel niente. Il ricorso pendente presso il Consiglio di Stato – argomenta Ferrari-verte sulla successiva approvazione del Piano di governo territoriale che sana la mancanza di Vas.

Il Pgt è stato approvato anche dalla Provincia e dalla Regione. E del resto anche il secondo progetto presentato dalla Safer al Comune di Azzano si basa sullo stesso principio». E ora? La Safer è costretta a svalutare terreni acquistati come edificabili e ora agricoli. E con un`istanza al Tar pretende la restituzione di 2,6 milioni di oneri urbanistici di cui però il Comune non dispone e che la società edile non intende rateizzare. «La Safer – dice Baronchelli – li chieda all`ex sindaco. Altrimenti ci pensi la Corte dei conti a recuperarli». Ferrari invece sostiene che «il Comune ha fatto harakiri: ha creato le condizioni per chiedere alla Corte dei conti il pre-dissesto e se arrivasse un commissario le funzioni del sindaco si ridurrebbero alla firma delle carte d`identità».