Stop ai maxisconti nei negozi

25/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Commercio – Salta in extremis il rinvio promesso dal Governo: da oggi vendite sottocosto vietate

    Stop ai maxisconti nei negozi
    Esentati ambulanti, grossisti e sistemi distributivi speciali – I controlli alle amministrazioni comunali
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Rivoluzione in negozio: da oggi addio ai supersconti. Entra infatti in vigore il regolamento che vieta (sia pure con qualche deroga) a un dettagliante la possibilità di vendere un prodotto al di sotto del prezzo di acquisto dall’industria o dal grossista. Da questo punto di vista l’Italia si adegua a quanto disposto da tempo in altri Paesi della Ue. Quindi le vendite a prezzi stracciati, soprattutto nei periodi di festività, saranno da oggi un ricordo, mentre per i consumatori ci saranno delle clausole di salvaguarda in favore di una maggiore trasparenza sulle campagne promozionali. L’entrata in vigore dunque del regolamento sul sottocosto è stata molto tormentata in questi ultimi giorni. Basti pensare che erano arrivate al Governo pressanti richieste da un fronte molto ampio affinché le nuove norme fossero spostate ad aprile. In pratica Confcommercio, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Centromarca, Indicod e numerose federazioni aderenti a Confindustria, più una nutrita serie di medi a grandi gruppi di imprese e società commerciali del largo consumo aderenti a Ecr Italia avevano rinnovato gli appelli al ministro Antonio Marzano con l’obiettivo di ottenere una proroga. Uno slittamento dei tempi finalizzato a superare la fase del changeover lira/euro (visto anche un patto di stabilità di filiera sui prezzi tra novembre e marzo 2002) e a consentire l’adeguamento dei contratti di fornitura industria-distribuzione alle nuove norme, peraltro da più parti giudicate farraginose e in molto casi inapplicabili. Il Governo in un primo momento aveva mostrato disponbibilità ad accogliere le richieste pervenute, presentando un emendamento al decreto euro con la previsione della proroga. L’Esecutivo si è trovato però di fronte a dissensi in seno alle forze politiche della maggioranza (Fi e An in pole position) in un momento molto delicato e con forti contrasti sul decreto euro, e ha fatto marcia indietro, abbandonando l’idea di promuovere la proroga del regolamento sul sottocosto. Il voto di fiducia sul decreto euro ha poi fatto decadere anche gli emendamenti favorevoli alla proroga presentati dai parlamentari Paola Manzini (Ds) e Fabio Minoli (Fi). Pertanto ieri si è svolto un vertice al ministero delle Attività produttive nel corso del quale è stata presentata ufficialmente la circolare interpretativa del regolamento sul sottocosto che dovrà servire di riferimento sui punti più controversi della normativa, anche se restano ancora dubbi diffusi sui criteri di calcolo dei prezzi all’origine per la individuazione corretta delle pratiche del sottocosto (la circolare dovrebbe essere disponibile presto sul sito Internet www.minindustria.it). Rispetto alla formulazione originaria del regolamento (Decreto del presidente della Repubblica 6 aprile 2001, numero 218, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 12 giugno) la circolare presentata ieri ufficialmente dal sottosegretario alle Attività produttive Mario Valducci contribuisce a chiarire e precisare alcuni punti. Il divieto di vendita sottocosto si applica solo ai negozi al dettaglio in sede fissa, non riguarda le vendite su aree libere (ambulanti), i grossisti e neppure le cosiddette forme speciali (circoli privati, corrispondenza, tv, a domicilio e con macchine di distribuzione automatica). Resta ancora da sciogliere il nodo complesso del criterio di calcolo del prezzo di cessione di un bene tra industria e distribuzione in relazione al vasto ventaglio di sconti praticati tra le due parti. L’applicazione delle norme sarà dunque complessa e ci potranno essere contenziosi. La vigilanza è affidata ai sindaci, che potranno comminare sanzioni fino alla chiusura dell’esercizio recidivo. Il sottocosto è sempre vietato a chi ha una quota di mercato del 50% e oltre calcolata sulla superficie commerciale totale a livello provinciale. Per gli altri negozi sono previste delle deroghe. Innanzitutto sono liberi gli sconti senza limiti sugli scontrini complessivi. Sono poi consentite tre campagne promozionali in sottocosto l’anno per un massimo di 50 prodotti e di dieci giorni. Flessibilità sugli alimentari deperibili e sui prodotti obsoleti. Rigide norme sulla pubblicità sul punto vendita e sulle promozioni sono state poste in difesa dei consumatori.
    Giovedí 25 Ottobre 2001
 

 
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