Stock option anche al part time

10/01/2002

Il Sole 24 ORE.com






    Per le Entrate si tratta di una condizione necessaria per concedere i benefici fiscali ai piani di azionariato

    Stock option anche al part time
    Valore sul patrimonio netto effettivo per le non quotate e tassazione al momento dell’intestazione in capo al dipendente
    Antonio Iorio
    I piani di azionariato, rivolti alla generalità dei dipendenti, per godere dei previsti benefici fiscali, devono essere rivolti anche a coloro che hanno stipulato un contratto di lavoro part-time. Inoltre, il valore normale delle azioni non quotate, deve essere determinato in relazione al patrimonio netto effettivo della società, e non al patrimonio contabile, mentre il momento fiscalmente rilevante per la determinazione del valore delle azioni è quello in cui le stesse vengono intestate o assegnate al dipendente, sia che si tratti di azioni ordinarie sia al portatore. Sono questi alcuni degli interessanti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 3/E datata 9/1/2002, emanata a seguito di un’istanza di interpello. La problematica. Nell’interpello veniva sostanzialmente evidenziato che in un piano di azionariato adottato da una società holding controllante questo prevedeva: l’attribuzione ai dipendenti delle società del gruppo del diritto ad acquistare azioni della società emittente a un prezzo predeterminato; l’esclusione dei dipendenti con contratto a tempo determinato, con contratto di lavoro part-time per un numero di ore settimanali inferiori al 50% del numero di ore ordinario, e dei dipendenti con contratto di formazione e/o apprendistato; la possibilità di acquistare azioni ordinarie non quotate, a un prezzo corrispondente al valore del patrimonio netto contabile determinato sulla base dell’ultimo bilancio pubblicato (da rivendere esclusivamente alla Società datore di lavoro) e di azioni al portatore quotate su borse estere. A queste ultime potevano accedere solo quei dipendenti che avevano già aderito al piano acquistando le azioni ordinarie. All’amministrazione finanziaria veniva conseguentemente richiesto di chiarire: 1) se il momento impositivo per l’acquisto delle azioni ordinarie fosse quello in cui le azioni vengono intestate al dipendente oppure il momento in cui lo stesso le cede alla società; 2) se per la determinazione del loro valore fosse necessario far riferimento in misura proporzionale al patrimonio netto contabile oppure al patrimonio netto effettivo della società; 3) infine, per le azioni al portatore, se il momento impositivo rilevante fosse quello dell’intestazione delle azioni al dipendente ovvero quello successivo in cui cessa il vincolo. Le risposte dell’Amministrazione. In merito alle suddette problematiche la risoluzione del l’Agenzia, chiarisce innanzitutto che il piano di azionariato destinato alla generalità dei dipendenti (articolo 48, comma 2, lettera g, del Tuir) beneficia della non imponibilità ai fini del reddito di lavoro dipendente del valore delle azioni offerte (e comunque non superiore nel periodo di imposta a 4 milioni di lire, 2065,83) a condizione che non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione. Nel caso di specie, sarebbe di ostacolo sia l’esclusione dall’offerta dei dipendenti con contratto di lavoro part-time per un numero di ore settimanali inferiore al 50%, sia la circostanza che l’acquisto del secondo tipo di azioni (al portatore), venga consentita esclusivamente ai dipendenti che hanno già aderito al piano acquistando le azioni ordinarie. Per quanto concerne il momento impositivo, rilevante per la determinazione dell’importo che non concorre a formare reddito di lavoro dipendente, esso è da individuare nella data in cui le azioni vengono assegnate al lavoratore. Relativamente, invece, alle modalità di determinazione del valore normale delle azioni ordinarie, secondo la risoluzione, esso deve essere determinato in proporzione al valore del patrimonio netto effettivo della società o ente (risultante da relazione giurata di stima) e non in proporzione al patrimonio netto contabile. Infine per l’ultimo quesito, relativo all’individuazione del momento impositivo per le azioni al portatore viene precisato che tale momento, rilevante per la determinazione dell’importo che concorre a formare reddito di lavoro dipendente, è quello in cui le azioni al portatore vengono assegnate.
    Giovedí 10 Gennaio 2002