Stipendi, il sorpasso delle donne

24/09/2010

Le neolaureate guadagnano 50 euro più dei colleghi. Ma solo all’inizio
Al conseguimento della laurea le donne raggiungono pari opportunità occupazionali nei confronti dell’uomo. Con retribuzioni, a inizio carriera, del tutto allineate. La situazione però cambia dopo i 30-35 anni. Qui le quote rosa iniziano a essere penalizzate nell’avanzamento professionale. Questi in sintesi i risultati messi in luce dal primo rapporto Bachelor "Neolaureati e mercato del lavoro" (l’azienda milanese, con quattro sedi operative europee, specializzata in ricerca e selezione di giovani laureati nei primi 48 mesi di lavoro). Il campione ha preso in esame 2.000 neolaureati che hanno conseguito il titolo di studio tra il 2004 e il 2008. Analizzando prima il percorso universitario, poi l’inserimento in azienda.
Spiega Salvatore Corradi, fondatore di Bachelor nel 1999: "La parità è di fatto ottenuta quando la candidatura, dopo il colloquio, si traduce in inserimento lavorativo. Perché a conquistare il primo posto di lavoro sono le donne nel 46% dei casi". Dal rapporto emerge che per dimostrare di essere competitive nei confronti dei maschi, durante il periodo universitario, le donne sono determinate a concludere il piano di studi prima e in modo più brillante. Sono infatti le ragazze a dimostrarsi secchione, ottenendo votazioni più alte e raggiungendo il titolo in tempi regolari. Con meno esami ripetuti. Dalla ricerca risulta anche che il "gentil sesso" si applica maggiormente nello studio e presenta metodi di apprendimento più efficaci. "Inoltre – continua Corradi – le studentesse presentano un atteggiamento costante verso lo studio, più orientato al raggiungimento dell’obiettivo che alla crescita personale". Una strategia premiante all’atto del colloquio che ne avvantaggia l’assunzione.
Tuttavia l’essere maschi o femmine continua a influire sulla scelta all’atto dell’iscrizione universitaria. Infatti risulta preponderante la presenza degli uomini (78%) all’interno delle facoltà ingegneristiche. Cambiamenti invece sul fronte degli studi economici, fino a qualche anno fa ad appannaggio maschile. Qui le donne hanno toccato punte di presenza vicine al 49%. A laurea ottenuta i settori occupazionali più gettonati risultano quelli dell’area amministrativo-finanziaria, marketing e comunicazione.
E per quanto riguarda le retribuzioni? Anche qui l’analisi Bachelor mette in evidenza l’uguaglianza. Infatti tra i neolaureati del campione le differenze sui compensi risultano minime. Addirittura si verifica il sorpasso delle donne che al loro primo lavoro superano il sesso forte di qualche decina di euro mensili. Registrando un guadagno medio di 1390 euro (netti), contro i 1340 euro dei maschietti. Una situazione favorevole che però non si protrae negli corso del periodo lavorativo. Perché nella fascia 30-35 anni la donna si trova di fronte al dilemma carriera o famiglia. "Una scelta spesso non facile – conclude Corradi – destinata a penalizzare le donne nell’avanzamento verso posizioni manageriali di alto livello".