Stefanel e Pam ripartono dal duty free

10/09/2002

    10 settembre 2002

                  276 Milioni di euro il prezzo pagato dai due gruppi Stefanel e Pam per rilevare la rete di duty-free della Nuance (400 negozi in 55 aeroporti) dopo il fallimento del precedente gruppo di controllo, la compagnia SwissAir

                  Il marchio veneto pronto ad aprire 65 negozi negli aeroporti

                  Stefanel e Pam ripartono dal duty free

                      Lo shopping aeroportuale del gruppo Nuance riparte da Pam e Stefanel. La società svizzera, acquistata con una joint venture paritetica dai due gruppi italiani dopo il fallimento di SwissAir, allarga il proprio campo di azione. Dal duty-free in cui si concentra il business del gruppo, il primo passaggio sarà alla moda con l’apertura di 65 nuovi negozi Stefanel in tre anni (è già attivo il primo nell’aeroporto di Venezia). Mentre il secondo potrebbe essere la ristorazione, un passaggio che vedrebbe la discesa diretta in campo del gruppo di supermercati Pam delle tre famiglie Bastianello, Dina e Giol. «Per ora – ha detto l’amministratore delegato Arturo Bastianello – l’investimento in Nuance aveva un carattere finanziario. Ma quello di aprire nei punti di ristorazione utilizzando la rete che Nuance ha in 55 aeroporti nel mondo è un’opportunità di cui abbiamo parlato e che intendiamo esaminare in modo approfondito». D’altra parte Pam è già presente nel settore attraverso la controllata Cibis, con i marchi Brek, Pixx e De Gustibus. Ieri i vertici dei due gruppi insieme al management di Nuance, oltre ad aver annunciato la rinuncia di Save che aveva un’opzione per il 30% del capitale, hanno presentato il piano triennale disegnato prima dell’acquisizione e quindi rivedibile nei prossimi mesi che prevede una crescita del fatturato del 15-20% per i prossimi due anni, mentre il 2002 è atteso in linea con l’1,2 milioni raggiunti nel 2001. La prossima tappa potrebbe essere la partecipazione con Nuance alla gara per gli Aeroporti di ma.
                  M. Si.