Stazioni di servizio nei centri commerciali

11/06/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Stazioni di servizio nei centri commerciali

    La Gdo vuole fare il pieno
    Nonostante la deregulation, le licenze di fatto non sono disponibili
    Vincenzo Chierchia
    «Finché non ci saranno nuovi operatori sul mercato il business dei carburanti sarà contraddistinto da prezzi alti che penalizzano i consumatori:pertanto la grande distribuzione si candida a cambiare radicalmente questa anomalia tutta italiana e chiede che il Governo e le Regioni, da un lato, e l’Antitrust, dall’altro, adottino tutte le misure possibili per aprire il mercato e permettere il rinnovamento dei protagonisti. Se si facesse tutto ciò il prezzo della benzina, ad esempio, potrebbe scendere in media anche di 150 lire al litro, con evidenti effetti antinflazionistici». Giuseppe Fabretti, vicepresidente Ance-Coop, è molto determinato sulle istanze e sulle iniziative che la grande distribuzione intende portare avanti nei prossimi mesi, a tutti i livelli.
    «Abbiamo costituito un tavolo permanente al quale aderiscono un po’ tutte le principali realtà del settore – aggiunge Fabretti – e abbiamo già avviato un confronto con il ministero dell’Industria, l’Antitrust, le Regioni e le compagnie. Ci sono stati, nei mesi scorsi, dei passi in direzione della liberalizzazione del mercato ma all’atto pratico mancano ancora passaggi fondamentali: le licenze non sono disponibili e da parte delle amministrazioni locali sono arrivati anche segnali contrari alla deregulation. È questo il punto, occorre favorire il più possibile l’ingresso di nuovi operatori, la grande distribuzione, all’estero molto presente nel mercato dei carburanti si candida, ma servono comportamenti coerenti, altrimenti è tutto un bluff. E prendiamo in giro la gente, i consumatori».
    Nei giorni scorsi il colosso francese Carrefour (che è tra l’altro titolare di una quota del 15% del mercato transalpino dei carburanti, con proprie strutture) ha aperto la prima stazione di servizio in Italia, nei dintorni di Torino. Ma come affermano dal quartier generale di Carrefour Italia, il piano di sviluppo sarà molto lento, nulla di paragonabile con la Francia, perché non c’è in Italia un mercato delle licenze.
    «Abbiamo chiesto – spiega Fabretti – che venga istituito un fondo dove collocare le licenze nell’ambito del piano di riassetto della rete. Questo può essere il modo per far sì che chi vuole investire possa farlo sul serio. Altrimenti le licenze girano sempre tra le compagnie petrolifere e il mercato resta impenetrabile. In secondo luogo si sta lavorando per arrivare a un quadro di riferimento per le normative regionali che sblocchi anche il questo caso l’accesso al mercato. L’obiettivo immediato è che si possa mettere in moto almeno il business delle stazioni di servizio che oggi si trovano in ipermercati e centri commerciali che tra l’altro hanno otto o nove volte il volume di carburanti erogati della media e quindi possono lavorare in efficienza, con margini ridotti e consentire grandi risparmi ai consumatori».
    Conclusa la lunga pausa elettorale la grande distribuzione ha dunque intenzione di giocare sempre all’attacco del mercato dei carburanti per incrinare il monopolio dei big del petrolio.
    Lunedì 11 Giugno 2001
 
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