Statuto lavoratori: Cisl «possibilista», Cgil «intransigente»

04/03/2002
La Stampa web






(Del 3/3/2002 Sezione: interni Pag. 5)
POSITIVO COMMENTO DEL MINISTRO ALEMANNO (DESTRA SOCIALE): COSI´ SI PUO´ SBLOCCARE IL DIALOGO SULLE RIFORME
Statuto lavoratori: Cisl «possibilista», Cgil «intransigente»
Da Epifani la più dura reazione al premier: «Il suo è un intervento un po´ furbo e un po´ arrogante»

ROMA I sindacalisti non sembrano credere al successo della trattativa tra le parti sociali sull´articolo 18. Silvio Berlusconi, da Manfredonia, sembra secondo alcuni osservatori aprire un piccolo spiraglio a una retromarcia del governo sull´articolo 18: «Noi siamo pronti a rinunciare alla nostra proposta – ha detto il premier – se ce ne sarà presentata una migliore». Vero è che nel corso del dibattito con il leader cislino Pezzotta e il presidente di Confindustria Antonio D´Amato il premier ribadisce la bontà della proposta di allentamento dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che è «liberta di assumere, non di licenziare». E in serata, per togliere ogni residuo dubbio, una nota di palazzo Chigi chiarisce che non c´è «nessun passo indietro sull’articolo 18: il presidente del Consiglio ha detto in maniera inequivocabile a Manfredonia – si legge nel comunicato – che il governo ha affidato alle parti il compito di trovare una intesa». In ogni caso, la battuta del Cavaliere ha messo in moto repliche e commenti. Favorevole quello del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, tutt´altro che entusiasta quello di Savino Pezzotta, decisamente critici quelli della Cgil. Come sempre, Pezzotta insiste sulla strategia a suo tempo decisa dalla Cisl: trattare è necessario, ma nessuna disponibilità sulla riforma dei licenziamenti. «La mia posizione non cambia – dice il sindacalista – noi siamo per andare al confronto con Confindustria, ma sull’articolo 18 manteniamo però la nostra posizione». E le disponibilità manifestate da Berlusconi? «Non sono né più ottimista né più pessimista – replica – L’articolo 18 è un problema che abbiamo e oggi siamo nella situazione di ieri. Vediamo come va il confronto. La Cisl è pronta al dialogo e disponibile al confronto – spiegato Pezzotta – ma voi sapete come la pensiamo sull’articolo 18. Noi andremo al tavolo, sapendo cose che ci sono cose possibili da fare, e cose impossibili da raggiungere». Molto ottimista appare il ministro Alemanno, esponente della «destra sociale». «Le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e la disponibilità manifestata dal presidente di Confindustria, Antonio D’ Amato, sono di estrema importanza per sbloccare il dialogo sociale sulle riforme necessarie allo sviluppo del paese». Per Alemanno, «rinviare la questione dell’articolo 18 ad un avviso comune significa responsabilizzare tutte le parti sociali per trovare una soluzione e un accordo». Secondo il ministro delle Politiche agricole, quindi, «se questa responsabilizzazione non dovesse trovare un esito positivo è evidente che tutto il sistema delle relazioni industriali in Italia ne risulterebbe gravemente indebolito». Dura la reazione della Cgil. Per il vicesegretario Guglielmo Epifani, quanto affermato da Berlusconi a Manfredonia non contiene «nessuna novità». «Il presidente del Consiglio – spiega Epifani – conferma le cose che aveva detto nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi. Resta quindi immutata anche la nostra valutazione». Secondo il numero due della Cgil, quello di Be
rlusconi è «un atto un po´ furbo e un po´ arrogante per sottrarsi alla propria responsabilità di fare fino in fondo i conti con la propria scelta sbagliata in materia di licenziamenti, rimettendo alle parti il negoziato». «Un negoziato – conclude Epifani – che per la Cgil resta impossibile, improduttivo e sbagliato». In mattinata, anche Sergio Cofferati aveva confermato la totale indisponibilità del suo sindacato. «Sull’articolo 18 non c’è alternativa – aveva detto -. Bisogna avere il coraggio dei no. Un sindacato che accetti modifiche dei diritti fondamentali poi non è credibile quando chiede diritti per chi non ne ha. Noi pensiamo di avere ragione». Cofferati (che nel pomeriggio ha partecipato da «iscritto Ds» alla manifestazione dell´Ulivo) ieri ha presentato il progetto di «film collettivo» sulla manifestazione del 23 marzo e sullo sciopero generale del 5 aprile. La manifestazione del Circo Massimo sarà, annuncia il sindacalista, «una giornata di festa dei diritti. Vogliamo fare una cosa che resti negli occhi di molti, perché diamo per scontato che ci sarà il tentativo di non vedere o di non far vedere». Lo sciopero generale, invece, sarà «una giornata di silenzio, tombale».