“StatoLiquido” Scontro sul ddl competitività: si dimette il relatore

01/07/2005
    venerdì 1 luglio 2005

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      POLEMICA COL VICEMINISTRO VEGAS SULLE COPERTURE PER IL GPL E IL SOSTEGNO ALL’INDOTTO MECCANICO

        Scontro sul ddl competitività,
        si dimette il relatore

          Slitta il voto. Crosetto: il Tesoro non ci ha ancora detto quanti fondi ci sono

            ROMA
            Niente voto finale. E molte tensioni. Il disegno di legge con una serie di misure dirette a stimolare la competitività del sistema economico è al centro di forti contrasti che coinvolgono il governo Berlusconi e la sua stessa maggioranza di centrodestra. Il relatore di maggioranza Guido Crosetto, esponente di Forza Italia, si è dimesso, il via libera dell’assemblea dei deputati è saltato e l’esame riprenderà martedì prossimo. E anche ieri il governo è stato battuto una volta nel corso delle votazioni, dopo essere andato sotto in cinque occasioni il giorno prima.
            Crosetto ha rinunciato all’incarico «in polemica con l’atteggiamento del ministero dell’Economia». Crosetto parla di atteggiamento del ministero in modo da non rivolgere le sue parole contro il ministro Domenico Siniscalco: il suo bersaglio infatti è il viceministro Giuseppe Vegas che ha il compito di di seguire l’iter del provvedimento in aula a Montecitorio.

              Crosetto afferma che Siniscalco «è totalmente d’accordo con me». Ma è il ministero, invece, all’origine della questione: «Da due settimane aspettiamo che il ministero dell’Economia ci dia il via libera sulle coperture di alcuni emendamenti che hanno il sostegno del governo».

              Però il ministero, afferma il relatore dimissionario, «non ci ha ancora fornito le coperture e ci ha anzi chiesto non so quante volte di cambiarle».

                Le coperture di cui si parla sono le fonti di finanziamento per alcuni emendamenti concordati che riguardano l’utilizzo del gpl per l’autotrazione, il sostegno all’indotto Fiat e al settore degli elettrodomestici, la possibile deroga al tetto del 2% per l’aumento delle spese per i comuni impegnati nelle opere delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Crosetto spiega che i primi due emendamenti «aiutano l’industria automobilistica italiana al Nord, ma anche al Sud visto che il 70% della produzione di auto a gpl da parte della Fiat avviene a Melfi».

                  Secondo l’opposizione di centrosinistra, come sottolineato dal capogruppo ds nella commissione bilancio Michele Ventura, «le dimissioni del relatore Crosetto dimostrano ancora di più, se ce ne fosse bisogno, la vacuità del disegno di legge competitività e avvengono di fronte all’incapacità del governo di chiarire persino in che modo coprire emendamenti che riguardano l’indotto Fiat. Ventura sostiene che «il governo non può continuare a legiferare a dispetto anche della sua stessa maggioranza».

                    E il capogruppo della Margherita Gianfranco Morgando sostiene che «il ministero dell’Economia ha snobbato il provvedimento partecipando saltuariamente alle riunioni in commissione» e non chiarendo la «copertura di importanti emendamenti» di un provvedimento definito «tardivo e inutile».

                      Prima delle dimissioni di Crosetto da relatore, ieri mattina c’è stato un nuovo voto negativo per il governo. Un voto unanime: tutta l’aula si è pronunciata contro l’indicazione del governo. E’ stato così bocciato l’emendamento presentato dal governo e diretto a eliminare l’articolo 17 contenente agevolazioni fiscali per incentivare gli investimenti nel settore fieristico. In pratica il governo ha cercato invano di cancellare l’articolo che era stato approvato in commissione.

                        Per sostenere l’emendamento del governo, Vegas ha avanzato «ragioni di copertura» dichiarandosi «nel merito» non contrario: «Se vogliamo ragionare in modo serio questa norma dobbiamo sopprimerla». Ma l’abolizione dell’articolo non è avvenuta.

                          La seduta è stata sospesa intorno alle 14 con l’obiettivo di trovare un’intesa sulle norme in materia di volontariato sociale. Poi tutti i problemi sono esplosi e in un’aula deserta è stato annunciato il rinvio della discussione a martedì.

                            I ds sono usciti dall’aula per far mancare il numero legale e far emergere il forte dissenso sulle norme per il volontariato. Mimmo Lucà ha spiegato di aver «chiesto lo stralcio dell’articolo 26 dal disegno di legge sulla competitività perché i tagli del 50% al volontariato e la riduzione dell’autonomia dell’associazionismo, nulla hanno a che vedere con questo provvedimento che si sta discutendo alla Camera».