“StatoLiquido” Portavoce di tutte le scemenze? (L.Tornabuoni)

23/06/2005
    giovedì 23 giugno 2003

      Pagina 5

      PERSONE

        Portavoce
        di tutte
        le scemenze?

        di Lietta Tornabuoni

        FORSE bisognerà che i media si diano un’assestata, trovino una misura: possono continuare a fare da portavoce e da amplificatore di tutte le scemenze pronunciate dai governanti? Esempi ultimi? Il presidente del Consiglio, sventato e vanesio come sempre, dice di aver dovuto «fare il playboy» e corteggiare la presidente finlandese per conquistare all’Italia, a Parma, la sede dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare. E’ una battuta? No, non fa ridere. E’ una notizia? No, è una sciocchezza: immaginare un uomo di quasi settant’anni che fa il galante per la patria, tipo Contessa Castiglione… Il ministro delle Riforme dice che, come rimedio antistupri, l’unica è «la castrazione chimica e chirurgica». E’ una battuta? No,non c’è proprio niente da ridere. E’ una notizia? No, è una stupidaggine: il ministro, impegnato a veder di sostituire Bossi alla guida della Lega, con simili dichiarazioni pensa di rendersi gradito ai leghisti; pensa di figurare al posto d’onore sui media («parlate, parlate, qualcosa resterà»). Ha ragione, naturalmente: titoli vengono dedicati alla sua dichiarazione, e per chi vuole mettersi in mostra non c’è premio più ambito.

        I media possono magari avere l’intenzione di dimostrare quale sia il livello dei nostri governanti? Ma, a parte il fatto che ormai li conosciamo fin troppo bene, registrare ogni scemenza, amplificarla chiedendo pareri in proposito a questo e a quello, a destra e a sinistra, oltre ad appagare le vanità individuali collabora all’infinita perdita di tempo della politica, contribuisce a trasformare la politica in uno show comico e ad aumentare il disprezzo dei cittadini. Questo i media lo sanno benissimo: ma non resistono al piacere del trascurabile, al timore della concorrenza («gli altri lo faranno, dobbiamo farlo anche noi»), alla speranza spesso malriposta che ascoltatori o lettori ne saranno a loro volta interessatissimi e sceglieranno sempre quella fonte d’informazione più spassosa anzichè un’altra.

          Ora, se i governanti si rivelano disistimabili, è anche un dovere parlarne e disistimarli. Se si rivelano divertenti, è anche un piacere divertirsi. Il fatto è che divertenti non sono mai, e che se compiono azioni criticabili non sempre vengono criticati: la gaffe risulta spesso più forte della notizia, l’irrilevanza risulta più facile della serietà. Nessuno invoca autocensure, ci mancherebbe altro, ma una certa misura negli spazi, nei toni e nel valutare le cose potrebbe forse essere utile a tutti: ai vanitosi dell’ostentazione, ai media e, moltissimo, ad ascoltatori o lettori.