“StatoLiquido” L’ultima di Berlusconi:la Lista delle stelle d’Oriente

17/11/2005
    giovedì 17 novembre 2005

    L’OTTIMISMO DEL CAVALIERE DOPO IL VOTO A PALAZZO MADAMA ORA PENSA ALLE ELEZIONI POLITICHE ED E’ CONVINTO DI CAMBIARE LA «PAR CONDICIO»

      L’ultima trovata di Berlusconi:
      la Lista delle stelle d’Oriente

        Il simbolo di Forza Italia attorniato da quelli di Dc, Pri e Nuovo Psi

          retroscena
          UGO MAGRI

            ROMA
            Fatta la devolution, Silvio Berlusconi è sempre più convinto di poter vincere le prossime elezioni. Nei colloqui privati nega che il centrosinistra sia parecchio avanti, e perfino che si trovi in vantaggio. I sondaggi, sostiene, «non considerano l’apporto che ci verrà da formazioni politiche minori» come la Dc di Gianfranco Rotondi, Alternativa sociale di Alessandra Mussolini, per non dire del Pri di Giorgio La Malfa e dei socialisti di Gianni De Michelis. Metterli tutti quanti insieme è possibile, assicura Berlusconi, che immagina sulla scheda elettorale un simbolo con Forza Italia al centro e tutt’intorno gli emblemi dei partitini confederati. Dalla somma viene fuori, secondo i calcoli del premier, come minimo un pareggio. Ma non basta: Berlusconi ritiene di avere altre due frecce nel suo arco.

              La prima consiste nella revisione della par condicio. Ancora ieri mattina confidava la sua ferma intenzione di tornare alla carica con gli alleati. Non adesso, che «c’è troppa carne al fuoco», ma subito dopo il varo di leggi importanti come la riforma elettorale, la Finanziaria e il Tfr. A quel punto (primi di gennaio) Berlusconi metterà in campo una proposta per correggere il divieto di spot televisivi, convinto che né l’Udc né la Lega avranno la forza di continuare a opporsi.

                L’altra freccia è rigorosamente top secret. Il premier ne parla come di una «grossa sorpresa» capace di ribaltare i pronostici. Quale può essere questo «colpo di scena»? I collaboratori cadono dalle nuvole. Ma dai contatti del Cavaliere, qualche indizio viene fuori. Ad esempio, Berlusconi non ha ancora rinunziato alla speranza di riportare Clemente Mastella dalla sua parte.

                  Addirittura, sarebbe già pronto un «comitato di accoglienza». A Rotondi il premier ha spiegato pochi giorni fa che non gli dispiacerebbe per nulla se alle prossime elezioni si presentasse una lista composta da Udc, Nuova Dc e per l’appunto Udeur. Gli ha pure detto, Berlusconi, che «con Clemente tiene i contatti Pier Ferdinando». Cioè Casini. A Mastella, Berlusconi garantirebbe mani libere sul piano locale, con la possibilità di allearsi con chi vuole.

                    Se questa è davvero la «sorpresa» in cui confida il premier, sembra difficile che vada a buon fine. Ambienti ex-dc prevedono che Mastella si farà forte dei corteggiamenti per meglio contrattare con Romano Prodi, ma alla fine l’Udeur resterà dov’è. Berlusconi dovrà dunque arrangiarsi con gli altri partitini. Complicazione: la legge elettorale in via di approvazione pone una soglia di sbarramento che sarà del 2 per cento a Montecitorio, del 3 a Palazzo Madama. Solo la Nuova Dc di Rotondi può sperare in un balzo oltre la siepe, forte dell’intesa praticamente raggiunta con il movimento autonomista siciliano di Raffaele Lombardo (l’annuncio entro la prossima settimana); però non ha rappresentanze parlamentari, e se vorrà correre in proprio dovrà raccogliere un mucchio di firme. Per tutti gli altri, la soglia è attualmente un miraggio.

                      Fino a qualche giorno fa, Berlusconi pensava dunque di accogliere questi partitini sotto l’ala materna di di Forza Italia: ai rispettivi leader una candidatura da capolista, e tutti insieme a remare. Però nessuna delle formazioni più piccole si è dichiarata disposta a rinunciare al simbolo. D’altra parte, neppure una coalizione tra i piccoli andrebbe lontano: ecco perché tanto De Michelis che i repubblicani si sono mostrati piuttosto freddi davanti alle avances di Rotondi.

                        Una possibile chiave del rebus è saltata fuori venerdì, in un colloquio tra Berlusconi e il segretario del Pri, Francesco Nucara. Profittando del fatto che la scheda elettorale sarà più grande per aiutare gli anziani, e ciascun simbolo di ben 3 centimetri, Forza Italia potrebbe presentare il proprio emblema contornato da quelli (minuscoli) di chi ci sta. Un sole, appunto, e tante «stelle d’Oriente». Resterebbe fuori soltanto la Mussolini, che verrebbe però ripescata in seguito grazie alla norma che recupera il primo dei perdenti di ogni coalizione. Con il risultato che nei conteggi finali Forza Italia potrebbe limitare le perdite rispetto al 2001 (era al 29 per cento), e restare il primo partito italiano. Circostanza preziosa in caso di Grande coalizione, poiché – come in Germania – il Capo dello Stato darebbe l’incarico al leader del partito di maggioranza relativa.