StatoLiquido” Il proporzionale rimette in moto i Poli

13/10/2005
    giovedì 13 ottobre 2005

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    MOSSA DEL PREMIER INVITA MARGHERITA E UDEUR NELLA CDL. LA REPLICA: «SI APRONO SCENARI NUOVI»

      Il proporzionale rimette in moto i Poli
      e il Cavaliere rilancia il partito unico

        retroscena
        AUGUSTO MINZOLINI

          ROMA
          Ieri sera, alla fine di un’altra giornata di voti segreti, seduto su uno dei divani di Montecitorio il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, dava questo mezzo consiglio a Silvio Berlusconi. «A me è già venuto il mal di gola – confidava – ma domani (oggi, Ndr) caro Silvio devi essere presente assolutamente in aula perché c’è la possibilità di chiudere in serata». L’altro, il Cavaliere, che da qualche giorno è in un mare di giuggiole (ieri ha fatto anche qualche passo di ballo nell’aula di Montecitorio per dimostrare a Daniela Santanchè di aver recuperato mobilità sulla gambe dopo la storta al piede), si è sperticato in ringraziamenti verso l’alta carica istituzionale: «Caro Pier Ferdinando hai condotto l’aula in modo esemplare».

            Appunto, la legge elettorale va avanti e anche se non è ancora approvata (dopo i voti di oggi alla Camera ci sarà il passaggio al Senato), poco ci manca. Il dato più importante di queste giornate, però, è che più si avvicina l’ora X dell’approvazione e più si avvertono le prime scosse negli schieramenti, quelle che potrebbero precedere il vero cataclisma. Ieri Silvio Berlusconi è tornato a lanciare segnali a Mastella e alla Margherita, a chieder loro di passare nel centro-destra. E specie il primo non ha risposto in modo sdegnato: «La nuova legge – si è limitato ad osservare in Transatlantico – apre scenari interessanti».

              Ovviamente, non si parla dell’oggi. E’ probabile che da qui alle prossime elezioni non cambi niente, a parte i piccoli passaggi. Ma nessuno osa metterci la mano sul fuoco anche perché non tutto è chiaro: ad esempio, quell’aut-aut del leader dell’Udeur, o io o Pannella, rivolto ai capi dell’Unione è reale, oppure no? Eppoi la corte spasmodica nei confronti di Mastella condotta da Casini, che ha bisogno dei voti dell’Udeur per aumentare il suo peso nel centro-destra, porterà ad un nuovo matrimonio, o no? La verità è che la nuova legge metterà sicuramente a dura prova la compattezza degli attuali schieramenti.

                Solo che a questo punto il problema del premier è anche quello di evitare che il proporzionale terremoti non solo il centro-sinistra ma anche il centro-destra. E il personaggio, che è uomo pragmatico di natura, ha capito che è necessario mettere dei puntelli. E in fretta. Ecco perché l’altro ieri in un colloquio con Ferdinando Adornato ha tirato di nuovo fuori il progetto del partito unitario. «Il proporzionale – si è limitato ad osservare il premier – non solo non è antitetico a questo progetto ma, addirittura, è propedeutico».

                  Così nei colloqui tra il Cavaliere e i suoi consiglieri sono venute fuori le prime ipotesi, quelle che probabilmente finiranno sul tavolo del comitato costituente che tornerà a riunirsi martedì prossimo. Ovviamente, l’idea di una lista unitaria alle politiche, a questo punto, sarà esclusa sicuramente per la Camera. C’è ancora qualche possibilità al Senato, dove esiste un premio di coalizione regionale: molto dipenderà da come si comporterà il centro-sinistra, ma anche lì è molto difficile che la cosa si faccia.

                    Quello che, invece, sicuramente andrà in porto è una dichiarazione di intenti che i leader dei tre partiti coinvolti – Forza Italia, An e Udc – firmeranno solennemente davanti alle telecamere prima del voto, nella quale prenderanno l’impegno di dar vita al nuovo soggetto politico dopo le elezioni dandosi addirittura delle scadenze temporali. Il documento potrebbe contenere anche il patto di dar vita a dei gruppi parlamentari unitari subito dopo il voto. Questa idea sta molto a cuore a Berlusconi che vuole introdurre dentro la coalizione dei maccanismi decisionali più efficaci. «Non possiamo essere paralizzati – continua a ripetere in questi giorni – dalla politica dei veti. Su un problema la coalizione deve riuscire a prendere delle decisioni a maggioranza che siano vincolanti anche per chi non è d’accordo. E’ un meccanismo che sarà contenuto anche nel programma elettorale che sto scrivendo: chi aderisce alla coalizione deve accettarlo». Infine nelle prossime elezioni amministrative in una grande città – Roma – è probabile che i tre partiti si presenteranno tutti insieme in una lista unitaria.

                      Insomma, con la nuova legge il centro-destra deve serrare i ranghi. Un’esigenza resa ancora più indispensabile dalla prospettiva di uno schieramento che nelle prossime politiche metterà i campo tutte le sue leadership in ogni circoscrizione elettorale, trasformando le elezioni anche in delle vere primarie tra Berlusconi, Fini e Casini. Un motivo in più per predisporre un’organizzazione dello schieramento che offra in caso di vittoria a tutti e tre i leader un ruolo di primo piano: per cui se Berlusconi andrà al Quirinale, per Fini ci sarà Palazzo Chigi e per Casini la leadership del partito unitario. O viceversa. L’importante per tenere salda l’alleanza è che quelle tre poltrone non manchino. In caso di sconfitta alle elezioni, invece, la nascita del partito unitario potrebbe rivelarsi ancora più importante specie dopo l’introduzione del proporzionale: nella mente del Cavaliere dovrebbe essere una sorta di rete di contenimento che eviti il fuggi fuggi generale.