“StatoLiquido” Fazio si aggrappa alle parole del premier

27/09/2005
    martedì 27 settembre 2005

    VISTO DA VIA NAZIONALE IL MINISTRO AVVERTE IL CAVALIERE: CHI LO HA DIFESO È FINITO NEI GUAI

      Fazio si aggrappa alle parole del premier
      «Su di me non è stato del tutto chiaro»

        retroscena
        Augusto Minzolini

          ROMA
          Per dimostrare che Silvio Berlusconi non ha abbandonato il Governatore al suo destino il senatore Luigi Grillo, un «pasionario» del partito pro-Fazio, è arrivato a raccontarne una davvero grossa a qualche amico: il premier sarebbe intervenuto per interrompere il tormentone messo in piedi dalla redazione di Striscia la notizia che vuole consegnare a tutti i costi il Tapiro all’inquilino di palazzo Koch. Vera o falsa che sia la notizia dimostra che i due partiti (quello pro-Fazio e quello anti-Fazio) continuano a tirare Silvio Berlusconi per la giacchetta, a lusingarlo, a strattonarlo per farlo avvicinare alle loro posizioni.

            E, diciamoci la verità, il cavaliere non ne può più. Se fosse stato per lui, ad esempio, avrebbe fatto volentieri a meno di intervenire oggi alla Camera e al Senato sulle dimissioni del ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, proprio per non tornare sull’argomento Fazio. E anche il testo del discorso che oggi pronuncerà, ha avuto una gestazione alquanto lunga e tormentata.

              Nella prima bozza la questione del Governatore era affrontata sinteticamente. In termini quasi notarili. Il giudizio sulla permanenza di Fazio al vertice di Bankitalia era negativo, ma le parole erano misurate. Lontane dai toni usati dal Cavaliere dopo il vertice di maggioranza della scorsa settimana. Ieri, però, uno dei capi del partito anti-Fazio, Giulio Tremonti, che è andato a trovarlo a palazzo Grazioli, gli ha chiesto qualcosa di più, almeno per coprire il suo operato visto che ha speso gran parte del tempo trascorso al Fondo monetario a Washington per battibeccare con il Governatore e per provocarlo. «Ha visto che fine hanno fatto quelli che ha difeso Fazio? – è in sintesi il discorso che il ministro Economia ha fatto al suo premier – Gianpiero Fiorani è finito in guai giudiziari. Più passano le settimane e più la permanenza di Fazio al vertice di Bankitalia crea grossi problemi all’immagine internazionale del paese. Bisogna almeno ripetere in Parlamento che il governo si aspetta un gesto di responsabilità da parte del Governatore».

                Berlusconi lo ha ascoltato. Ha detto di essere d’accordo su gran parte del ragionamento del suo ministro, ma non ha potuto non fargli notare quello che le ultime settimane hanno dimostrato: «Sappiamo entrambi che Bankitalia è autonoma. La sua autonomia è salvaguardata sia all’interno del nostro ordinamento, sia da trattati internazionali. Per cui quando ci muoviamo teniamone conto». Poi, finito il colloquio con l’uomo di punta del partito anti-Fazio, il premier – a quanto pare – ha sentito e ha fatto sentire gli esponenti dell’altra fazione a cominciare, appunto, dal senatore Grillo. Rassicurandoli.

                  Appunto, Berlusconi in questa vicenda ha affinato le sue doti di equilibrista. La sua posizione coniuga l’esigenza di chiedere al Governatore di fare un passo indietro con la constatazione che Fazio ha delle prerogative che gli consentono di comportarsi come crede. Un messaggio fin troppo chiaro che Fazio ha colto o che qualche emissario del Cavaliere gli ha fatto cogliere.

                    Non per nulla domenica scorsa, tornato da Washington dove aveva ricevuto l’affronto di Tremonti che gli aveva impedito di intervenire al Fmi, Fazio se ne è rimasto tranquillo sulle sue posizioni. E a chi gli chiedeva un parere sulle dichiarazioni del Premier di venerdì scorso, che gli chiedevano di lasciare il vertice di Bankitalia, il Governatore ha risposto senza alterarsi. «Vede – ha spiegato – io le parole del Presidente del Consiglio le debbo studiare bene. Non sono così nette, la sua posizione è complessa. Debbo analizzare sia quello che ha detto a Palazzo Chigi dopo il vertice di maggioranza, sia quello che ha dichiarato intervenendo in diretta a Porta a Porta, alla trasmissione di Bruno Vespa. Non sono così univoche come qualcuno pensa».

                      Già, e si torna al paradosso berlusconiano per cui il Governatore farebbe bene a lasciare anche se, nei fatti, l’interessato ha il diritto, se vuole, di rimanere. Del resto lo aveva detto dieci giorni fa il Cavaliere che «non vuole essere il boia del Governatore». E coerente con quell’impostazione lui – spinto da parte della sua maggioranza (Fini e Tremonti) – mette il cappio al collo di Fazio, ma gli riconosce il diritto di toglierselo.