Statali, si studiano i tagli. Vertice senza Epifani. Cgil, metodo inammissibile

14/05/2010

La Spagna va allo sciopero generale, come la Grecia, perché il governo di Zapatero vuole tagliare gli stipendi pubblici. Si protesta in Romania dove ieri (foto sopra) si sono visti pensionati fronteggiare cordoni di polizia per opporsi all’assottigliamento di pensioni già leggerissime. La riduzione della spesa pubblica è considerata necessaria anche in Italia. Lo hanno già detto il premier Silvio Berlusconi e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Ma invece di coinvolgere tutte le parti sociali, come ci si aspetterebbe visto che si tratta di fare una manovra di ben 25miliardi, il ministro Giulio Tremonti ha incontrato mercoledì sera solo i «suoi» interlocutori. In via XX Settembre è stata ricevuta Marcegaglia e, secondo indiscrezioni, anche i leader di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti. La Cgil non è stata invitata e non è la prima volta. Dura la reazione del sindacato di Corso d’Italia. Un metodo «inammissibile: è ora di finirla», dichiarano fonti vicine a Guglielmo Epifani. Il leader Cgil aveva chiesto in modo esplicito un incontro con il ministro dell’Economia per discutere della manovra economica. Un confronto quanto mai necessario in questo difficile momento. Ora -si aggiunge- si apprende che il ministro continua a fare incontri riservati senza la Cgil. È ora di porre la parola fine a questo metodo. Evidentemente Tremonti si prepara a presentare il conto agli statali e il consenso dei sindacati sarebbe auspicabile. Si parla di un possibile rinvio del rinnovo dei contratti per 3 milioni e mezzo di lavoratori pubblici e di blocco del turn over che con buona pace dei precari in attesa di assunzione. «Siamo pronti a fare la nostra parte ma chiediamo alcuni fatti», aveva detto in mattinata Guglielmo Epifani. La Cgil non si tira indietro rispetto alle difficoltà che si prospettano ma, avverte il segretario, «l’unica cosa che non può essere è che si bloccano i salari, si blocca il turn over, non si risolve il precariato e si riducono anche i diritti dei lavoratori. È troppo». Un «no» al modello Zapatero è venuto anche da Bonanni, «sarebbe un errore gravissimo», afferma, eda Paolo Pirani della Uil: «Sarebbe bizzarro »un blocco per i “contrattualizzati” e allo stesso tempo, invece, un aumento degli stipendi di baroni universitari, magistrati e alti gradi militari