“Statali” Sì alla riforma con esodi e mobilità

19/01/2007
    venerdì 19 gennaio 2007

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      Statali, sì alla riforma
      con esodi e mobilità

        Arriva la meritocrazia, dirigenti licenziabili e telelavoro

          PAOLO BARONI
          ROMA

            Decolla la riforma della pubblica amministrazione. In arrivo un assaggio di mobilità, meritocrazia, esodi incentivati, telelavoro, pagelle dei cittadini sulla qualità dei servizi, licenziabilità dei dirigenti, stretta alle esternalizzazioni e stabilizzazione dei precari. L’obiettivo dell’intesa governo-sindacati siglata ieri è quello di migliorare l’efficienza della macchina pubblica e di riflesso aiutare la crescita del paese e rendere più agevole investire in Italia. Si parte con gli statali, ma «nei prossimi giorni» un’intesa analoga sarà estesa ad Autonomie locali e Sanità, che assieme valgono almeno un terzo dei 3,3 milioni di dipendenti pubblici.

              «È un momento di grande cambiamento per il lavoro pubblico – ha dichiarato il ministro per le Riforme, Luigi Nicolais -. Si è lavorato molto per raggiungere questo obiettivo, sono stati introdotti concetti sostanziali per il lavoro pubblico, per una pubblica amministrazione efficiente, capace di raggiungere i cittadini e di essere motore per lo sviluppo e non un peso allo sviluppo». L’altro firmatario del protocollo, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ha invece sottolineato che l’accordo permetterà di gestire le amministrazioni «in funzione di una produttività maggiore e di migliorare il controllo della spesa».

                Le misure annunciate ieri vanno toccare un po’ tutte le criticità. Innanzitutto per agevolare la mobilità del personale (per ora solo a livello provinciale) vengono previsti meccanismi, anche contrattuali, di sostegno e incentivazione. Le amministrazioni che presentano carenze d’organico avranno poi a disposizione strumenti per favorire l’incontro tra domanda di personale e l’offerta dei dipendenti intenzionati a cambiare collocazione. La mobilità verrà utilizzata anche per far fronte ad eventuali esuberi. E nel caso questi non siano ricollocabili potranno beneficiare di forme incentivate d’uscita. Nicolais, che punta anche ad un sostanziale ricambio generazionale quando dal 2008 verranno sbloccate le assunzioni, non esclude nemmeno il ricorso a prepensionamenti.

                  Per i dirigenti si annuncia invece un vero e proprio giro di vite: saranno ridotti di numero e verrà eliminata ogni progressione automatica di carriera, incarichi e promozioni verranno rigidamente collegati ai risultati. Inoltre, in caso di bilanci in rosso, si potrà arrivare anche al licenziamento, così come oggi avviene nel settore privato. Mitigato invece il ricorso allo spoil system: sarà applicato solamente alle posizioni che collaborano direttamente con l’autorità politica. Anche consulenze ed esternalizzazioni dovranno essere drasticamente ridotte, mentre sul fronte dell’efficienza è prevista una «informatizzazione a tappeto» della macchina pubblica che prevede anche forme di telelavoro. A misurare i risultati saranno anche i cittadini che collaboreranno con amministrazioni, associazioni di utenti e sindacati nella stesura delle «pagelle» dei vari servizi. Nell’ambito della legislatura il governo prevede anche di assorbire ogni forma di precariato, mentre viene ribadito che per ottenere un posto pubblico l’ingresso per concorso resterà la modalità ordinaria.

                    Soddisfatti dell’intesa Cgil, Cisl e Uil. «Sarà una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini» afferma Guglielmo Epifani della Cgil. Non la pensano allo stesso modo le Rdb-Cub del settore già pronte a proclamare lo sciopero generale.