Statali, il governo offre 4 euro in più

10/05/2005
    martedì 10 maggio 2005

    pagina 12

    Statali, il governo offre 4 euro in più

      Incontro Palazzo Chigi-sindacati. Siniscalco frena: io penso ai conti

      Felicia Masocco

        ROMA Per gli statali non è ancora tempo di aprire la trattativa ufficiale, un incontro informale che ieri mattina in un albergo romano ha messo a confronto i leader di Cgil, Cisl e Uil con i ministri Siniscalco e Baccini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta si è concluso con un nulla di fatto. Il governo ha avanzato la proposta di uno stanziamento aggiuntivo di 300 milioni di euro, sarebbero 4 euro in più che ogni mese andrebbero a sommarsi ai 95 già previsti in Finanziaria. Inoltre lo 0,8% di questa cifra verrebbe scorporato e destinato alla produttività e non al recupero dell’inflazione. Nessuno dalle centrali sindacali ha voluto confermare il vertice con i ministri quindi commentare l’ultima offerta. Ma il fatto stesso che non vi sia traccia della convocazione annunciata per l’inizio di questa settimana (ieri o oggi si era detto) è la conferma che non ci sono le condizioni per arrivare ad un accordo.

          I contatti tra le parti sono continuati per l’intera giornata, oggi potrebbe essere cruciale, questa sera forse un nuovo incontro tra esponenti governativi e Cgil, Cisl e Uil. Evidentemente l’esecutivo ha impresso un’accelerazione alla vertenza ferma ormai da 17 mesi. Più miti consigli insomma, suggeriti dalla sconfitta subita alle regionali e da ultimo anche dalla minaccia di uno sciopero che si allargherebbe alle categorie dell’industria.

            Ma non è solo una questione di soldi. Da tempo i sindacati sostengono una lettura «politica» dello stato delle cose, ieri lo ha confermato lo stesso Siniscalco. «Il bello è che nel governo ci sono forze contrastanti», ha ammesso il ministro dell’Economia, «una sarei io che guardo alla stabilità dei conti poi ce n’è più di una che considera il proprio elettorato, i pubblici dipendenti, e un’altra che ritiene Roma non proprio il centro delle virtù». Siniscalco da una parte, An e Udc da un’altra, infine la Lega. Ed è quanto il ministro avrebbe detto anche davanti a Epifani, Pezzotta e Angeletti. «Bisogna lasciarli discutere e poi si vede – ha aggiunto – sono convinto che in ogni situazione se si è razionali e non populisti alla fine si trova una soluzione». Come la pensa il titolare dell’Economia l’ha spiegato in un convegno a Torino quando si è richiamato ai settore privato «lì i contratti sono biennali e hanno chiuso tutti sotto i 100 euro – ha detto -. Troverei complicato spiegare agli italiani che li tassiamo per chiudere a 110 euro il contratto dei pubblici dipendenti che non sono per altro il top della produttività». Quello che Siniscalco non dice è che se venisse accettata la nuova proposta i ministeriali avrebbero 90 euro lordi mensili, gli insegnanti 93 euro, gli enti locali 80 euro, tutti insomma ben al di sotto del tetto indicato dal ministro. Anche il viceministro Giuseppe Vegas considera «eccessivo» l’aumento dell’8% richiesto dai sindacati, perché – argomenta – anche gli statali «hanno avuto un ritorno» con gli sconti Irpef. Quelli che alla maggior parte degli italiani, dipendenti pubblici compresi, hanno portato in busta paga l’equivalente di una pizza o di un caffé. A Siniscalco risponde la Fp-Cgil: «Il ministro conferma che per il governo la partita dei contratti va gestita in simbiosi con Confindustria – dice Carlo Podda – ma se tende al blocco generale dei contratti avrà la risposta generale che si merita». «Parole veramente stupefacenti» anche per il senatore della Margherita Tiziano Treu, visto che «il governo ha dissipato risorse fondamentali in mille rivoli negli anni passati». In tutto questo il ministro della Funzione pubblica, Baccini, annuncia: «Vedrò ufficialmente le forze sociali questa settimana e stabiliremo le cifre» tenendo conto delle «risorse del Paese».

              Intanto i sindacati confermano le loro condizioni. «Ci convochino -ha detto il leader di Fps-Cisl, Rino Tarelli -solo se c’è una effettiva proposta per i contratti, non si ripeta la solita stanca commedia». La Fp-Cgil dice «no a soluzioni pasticciate». «Le condizioni del sindacato sono note e inderogabili -ha avvertito Podda- riguardano gli aumenti, che devono valere per tutti i dipendenti e la contrattazione deve poter decidere liberamente come spendere le risorse concordate. Tutto a modello contrattuale invariato».