Statali: i sindacati bocciano il piano Nicolais

19/09/2007
    mercoledì 19 settembre 2007

    Pagina 7 – Economia

    Statali, i sindacati bocciano il piano Nicolais

      No ai prepensionamenti e agli esodi incentivati, ma sono pronti a discutere di «efficienza»

        di Roberto Rossi/ Roma

        BOCCIATO Se il buongiorno si vede dal mattino, quello dato dai sindacati al progetto di Nicolais di un piano nazionale di prepensionamenti dei dipendenti pubblici fa prevedere una Finanziaria piuttosto complicata. Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno bocciato la proposta del ministro della Funzione pubblica per lo «svecchiamento» e la riqualificazione dell’amministrazione secondo la quale a fronte di tre uscite dovrebbe essere fatta una sola assunzione. Le organizzazioni dei lavoratori hanno espresso solo una disponibilità di massima alla discussione sull’efficienza delle singole amministrazioni.

        I sindacati hanno detto no, quindi, alle ipotesi di prepensionamento (l’uscita dal lavoro anticipata rispetto al raggiungimento dei requisiti di legge per la pensione) ma anche a una eventuale proposta di esodi incentivati (per quei dipendenti tra i 61 e i 67 anni che hanno i requisiti per la pensione di anzianità ma possono comunque decidere di restare al lavoro).

        Nicolais ha invece ribadito quanto detto la scorsa settimana. e cioè che il piano non prevede «veri e propri prepensionamenti ma esodi incentivati di personale che ha oltre 60 anni, e quindi potrebbe trovare conveniente andare via con degli incentivi». Il governo – ha spiegato inoltre in una intervista a Radio Popolare – ha «avviato un processo di ringiovanimento della struttura attraverso assunzioni al 60%, rispetto ai pensionamenti, per cui oggi sostituiamo 10 dipendenti che vanno in pensione con 6 persone che saranno giovani o persone che già lavorano nella pubblica amministrazione».

        Ma per i sindacati non è possibile fare una discussione a livello nazionale perché – come ha spiegato il segretario nazionale della Uil-pa Salvatore Bosco – si rischierebbe una «paralisi amministrativa» magari rinunciando a personale nei settori dove serve di più. Le politiche degli annunci «non fanno bene» per il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi che chiede piuttosto al governo di stanziare in Finanziaria risorse adeguate per i rinnovi contrattuali pubblici, in scadenza a fine anno. Convinto della necessità che si parli «di efficienza e non di risparmi» è il segretario confederale della Cisl Gianni Baratta che chiede il rispetto del memorandum secondo il quale la discussione sull’efficienza va fatta a livello delle singole amministrazioni.

        Il piano di Nicolais andrà comunque in Finanziaria. Che sarà discussa nel prossimo Consiglio dei ministri del 21 settembre dove ci sarà una ulteriore «sgrossatura» del testo che poi sarà presentato a tutte le parti sociali prima del varo definitivo previsto per venerdì 28. Sviluppo e aiuti alle famiglie (come gli sgravi fiscali per chi ha figli a scuola e un piano di edilizia popolare) saranno due pilastri della manovra allo studio. Il pacchetto, dopo le opportune limature tecniche che proseguiranno fino all’ultimo giorno utile, sarà inviato al Parlamento entro il 30 settembre. la Finanziaria sarà comunque snella e le norme che riguardano la riduzione delle imposte saranno contenute in un provvedimento collegato.

        E proprio per parlare di imposte, in particolare quelle sulle abitazioni, ieri Romano Prodi ha svolto una nuova riunione, con il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il ministro dell’Attuazione del Programma Giulio Santagata.