Statali, Brunetta taglia fuori la Cgil Epifani:”Grave autogol”.

03/12/2009

ROMA – È scontro tra il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta e il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Mentre in Parlamento il ministro dell´Economia Tremonti è impegnato in una faticosa spola fino a tarda notte tra Palazzo Chigi e Montecitorio per quadrare il cerchio della Finanziaria, sul fronte del contratto degli statali si alza la temperatura tra il governo e il maggiore sindacato italiano. Ad accendere la miccia è stato lo stesso Brunetta: «La convocazione delle parti è imminente, ma solo dei sindacati che hanno firmato il nuovo modello contrattuale». La Cgil, destinata a rimanere fuori dalla porta, ha reagito con decisione: «Una scelta sbagliata e scortese, è un grosso autogol». Una convocazione contrastata, dunque, che arriva dopo la proclamazione da parte di Cgil e Uil dello sciopero generale per la mancanza di risorse nella Finanziaria rispettivamente per l´11 e il 21 dicembre.
Nel frattempo la giornata è stata segnata da nuova tensione e vertici di maggioranza: il governo non è riuscito a disincagliare il giudizio di inammissibilità degli emendamenti bocciati martedì e dovrà riscriverli; qualche speranza resta solo per le coperture in capo allo scudo fiscale e per il pacchetto di tagli alle poltrone agli enti locali che tuttavia diventerà facoltativo. Diversa la questione degli emendamenti congelati: sono stati bloccati perché mancava la relazione tecnica, ma la relazione mancava perché non c´era la copertura. Ieri, indirettamente è stato lo stesso Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, a confermarlo puntando i piedi: ha scritto di suo pugno in calce alla relazione che il via libera ai tre emendamenti governativi (Ponte sullo Stretto per 470 milioni, Roma capitale per 600 milioni e pacchetto lavoro che costa 1,1 miliardi) è condizionato alle risorse disponibili. Queste risorse sono contenute nell´emendamento – che ancora manca e si attende – che va sotto il nome di «patto per la salute» ma che contiene sostanzialmente, in 90 commi, buona parte delle coperture. Alla fine – dopo un intenso lavoro tecnico – le risorse dovrebbero saltare fuori: dal fondo Letta di Palazzo Chigi (circa 3,5 miliardi), dalle province di Trento e Bolzano (1,1 miliardi), dal fondo Tfr e da altre partite minori. In questo modo, oltre alle risorse per i tre emendamenti in stand by dovrebbero emergere quelle per il patto per la salute. Sembra invece concludersi positivamente per Tremonti il dossier Banca del Sud: l´emendamento di origine parlamentare è stato riammesso. Alla fine ieri si è votato soltanto l´articolo 1 del provvedimento.
Sorte migliore per i fondi per la banda larga. Oggi sul tavolo del Cipe dovrebbe arrivare il via libera ad una prima tranche di circa 400 milioni (sugli 800 richiesti da Scajola) per Internet ad alta velocità.
Dettagli emergono, infine, sul contributo unificato per l´accesso alle cause di lavoro e previdenziali: comporterà aggravi per 60 milioni per coloro che chiederanno un giudizio su cause di lavoro o previdenza. «Si tratta di una tassa odiosa», ha detto Cesare Damiano del Pd. Spunta anche un altro balzello: un aumento da 1 a 3 euro per le tasse aeroportuali in un emendamento di Matteoli (ministro per le Infrastrutture