Statali, Brunetta non chiama la Cgil – Epifani: autogol, intervenga il premier

03/12/2009

ROMA — Non poteva che finire così. Lo scontro quotidiano, che da molti mesi va avanti tra il ministro della Pubblica amministrazione e la Cgil, è culminato ieri nell’annuncio di Renato Brunetta che il sindacato di Guglielmo Epifani non verrà convocato al tavolo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Decisione che ha scatenato la protesta della Cgil, che parla di atto «gravissimo » e chiede l’intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ma Brunetta motiva l’esclusione del maggiore sindacato con il fatto che la Cgil non è firmataria dell’accordo sulla riforma del modello contrattuale sottoscritto invece da tutti gli altri sindacati il 30 aprile scorso. «Se si parla di contratti — ribatte Epifani — il ministro ha il dovere di convocare tutti. In tutti i tavoli contrattuali, sia dove abbiamo firmato sia no, la Cgil è stata sempre convocata».
Sul tavolo c’è la questione del rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici, che scadono il 31 dicembre. A essere in fermento sono tutti i sindacati perché nella legge Finanziaria non ci sono gli stanziamenti necessari all’adeguamento delle retribuzioni all’indice Ipca (inflazione armonizzata al netto della componente energetica), ma solo i fondi per il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale, in pratica, secondo i sindacati, una ventina di euro al mese di aumento. Mentre la Funzione pubblica- Cgil guidata da Carlo Podda aveva già da tempo proclamato uno sciopero generale per venerdì 11 dicembre, negli ultimi giorni si sono mosse anche le altre organizzazioni. Da ieri è partita la mobilitazione a livello locale della Fps-Cisl e della Fpl-Uil. Cisl e Uil hanno inoltre indetto per giovedì 10 dicembre una manifestazione davanti alla Camera e alle prefetture. Infine, la Uil ha indetto uno sciopero generale dei pubblici dipendenti per lunedì 21 dicembre e ieri ha annunciato la mobilitazione anche la confederazione autonoma Confsal.
Brunetta, l’altro ieri, aveva replicato a queste iniziative garantendo l’avvio delle procedure previste per il rinnovo dei contratti, ricordando però che, secondo la riforma, i comparti contrattuali dovranno scendere a quattro. Solo successivamente, aveva aggiunto, potranno partire le trattative per il nuovo contratto triennale 2010-2012.
Ieri, l’annuncio della convocazione per avviare appunto l’iter, ma con la sorpresa dell’esclusione della Cgil. «Una scelta sbagliata — dice Epifani —. Potrei dire molto scortese per un ministro che chiede ai dipendenti di essere cortesi. Una scortesia istituzionale e quindi anche un gravissimo autogol».
Al di là di quest’ultima polemica i rapporti tra il ministro e la Cgil sono di fatto interrotti da tempo e c’è un continuo scambio di accuse. Per Brunetta la Cgil vuole boicottare la riforma della pubblica amministrazione, per la Podda il ministro vuole semplicemente far fuori la Fp-Cgil.