“Statali” Ai tecnici piace la linea-Epifani

08/01/2007
    lunedì 8 gennaio 2007

    Pagina 10 – Economia

      ECONOMIA E POLITICA

      «Statali, sì alla rivoluzione»
      ai tecnici piace la linea-Epifani

        Il nodo degli incentivi
        Il Pdci: perché non se la
        prendono coi manager?
        Ichino plaude anche al ddl
        Nicolais. Gallino: lotta alla
        lottizzazione

          ROMA – Riformare il pubblico impiego: la parola d´ordine passa dal leader della Cgil Epifani, che parla di introdurre la mobilità nel settore, al leader dei Ds Piero Fassino che punta ad una produttività più alta, al governo che tramite una legge proposta dal ministro Nicolais rende più rigide le norme che regolano il licenziamento in caso di corruzione del pubblico impiegato. Un nuovo corso che pare volto a mettere mano agli storici problemi della burocrazia e che per Pietro Ichino, professore di diritto del lavoro, è però solo un punto di partenza. «L´iniziativa di Nicolais è apprezzabile – commenta – ma la questione è più ampia: bisogna fare in modo che i dirigenti esercitino il loro potere disciplinare. Se oggi non lo fanno è perché non hanno incentivi: lo stipendio è indifferente alle loro azioni e dall´agire non ne ricavano che grane. Se il governo vuol sferzare la burocrazia deve introdurre dov´è possibile elementi di mercato nella pubblica amministrazione e dove non è possibile accompagnare le iniziative dei dirigenti affiancando loro organismi indipendenti che li controllino e rafforzino le loro iniziative migliori». Quanto agli incentivi Ichino, con Turci alla Camera e Polito al Senato, ha proposto un disegno di legge, che sarà presentato con le firme di tutto l´Ulivo, per istituire organi indipendenti di valutazione e legare parte dello stipendio dei dirigenti al raggiungimento degli obiettivi. Anche per Luciano Gallino, professore di sociologia, «bisogna compensare chi merita, introdurre aumenti differenziati e misurare la produttività con nuclei di valutazione interni». Ma Gallino dubita che la riforma passi attraverso la mobilità e pensa che nulla possa cambiare fino a quando non sarà risolto «il problema dei problemi»: «In tutto il settore c´è una ramificazione diffusa della lottizzazione. Saranno in grado i partiti di anteporre il merito all´affiliazione?». Ma se la l´iniziativa di Epifani trova consensi fra i tecnici, la sinistra radicale la critica aspramente. «In questo paese succedono strane cose – dice Manuela Palermi senatrice Pdci – appena passa un emendamento sulla regolarizzazione dei precari, leader dell´Ulivo dicono che prima bisogna riformare il settore. Perché non parlare anche delle responsabilità dei manager? Perché nessuno ha chiesto le dimissioni dei vertici del Policlinico di Roma».