Starwood Italia, Ciga Gestioni, esito incontro 06/12/2016

Roma, 6 dicembre 2016

Testo unitario

Il 6 dicembre 2016 si è tenuto il previsto incontro nazionale con Ciga Starwood rispetto il complesso iter di acquisizione, formalmente conclusosi in novembre, da parte della multinazionale americana Marriott.

Il processo societario è terminato ma il riassetto organizzativo del gruppo procede con lentezza e risulta essere molto laborioso ed oneroso.

La più grande catena al mondo dell’ hotellerie sarà infatti costituita da 5700 alberghi (equivalenti a un milione e centomila stanze), 30 diversi brand e opererà in 110 paesi.

Solo in Italia gli hotels saranno 46 di cui 28 in franchising; questa linea gestionale/commerciale si riconferma come la preferita da Marriott, mentre in Starwood attualmente prevale il management.

In Belgio è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo riguardante 170 addetti della sede amministrativa di Bruxelles, avendo l’acquirente già due sedi analoghe a Londra e Francoforte.

Secondo la suddivisione stabilita dalla nuova proprietà, l’Italia farà parte della “region” Sud Europa assieme a Spagna, Portogallo e Grecia.

Sul fronte degli andamenti economici, l’anno che si sta chiudendo registra una sostanziale tenuta anche se non paragonabile ai risultati positivi (dovuti in parte ad eventi straordinari come EXPO e Biennale), che avevano caratterizzato il 2015.

Preoccupano nell’immediato futuro, il blocco del mercato americano e il calo delle prenotazioni per il 2017.

L’occupazione si attesta a 1700 FTE il 40% dei quali costituiti da personale femminile.

La produttività continua a scendere e questo elemento è stato più volte rimarcato come “critico” dalla direzione aziendale che ha anche lamentato le difficoltà, incontrate a livello locale, a implementare le misure previste sul piano dell’organizzazione del lavoro dall’ Accordo del 2009.

Pur non essendosi chiuso ancora l’anno, l’azienda ha offerto una proiezione abbastanza credibile dei risultati del premio variabile (in pagamento nel 2017), la cui erogazione media sarà di 750 euro.

Il sistema incentivante attualmente previsto dalla contrattazione integrativa potrebbe divenire oggetto di rinegoziazione in quanto non più attuale rispetto al nuovo assetto organizzativo.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo rimarcato la necessità sempre più pressante e urgente di conoscere le reali intenzioni di Marriott a partire dal nuovo modello di organizzazione complessiva e l’impatto dello stesso sull’occupazione.

Il ricorso pressoché costante al franchising e alle terziarizzazioni sono fattori che allarmano e in assenza di un chiarimento sulle strategie complessive, risulta difficile pensare di intervenire anche solo parzialmente sul contratto integrativo aziendale. La nostra volontà è di procedere al rinnovo ma solamente in presenza di un perimetro chiaro e condiviso di affidamenti e impegni fra le parti.

Il patrimonio di corrette e proficue relazioni sindacali dovrà infatti essere riconosciuto come tale anche dalla nuova proprietà (e dai singoli proprietari degli alberghi italiani, come strumento utile a condividere e raggiungere obbiettivi di crescita e sviluppo che salvaguardino e valorizzino l’occupazione.

La direzione aziendale ha ribadito l’impegno a mantenere costante l’informazione e vivo il confronto su tutti questi temi a partire dal piano industriale del nuovo gruppo che, all’oggi, risulta ancora nebuloso e che potrà assumere una fisionomia precisa solamente entro il primo semestre del 2017.

p. La Segreteria Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena