Starwood Italia – esito incontro 08/11/2012

Roma, 9 novembre 2012

in data 8 novembre 2012 è ripreso il confronto con Ciga Starwood sulla difficile vertenza in atto per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.
L’azienda ha tratteggiato un quadro davvero preoccupante e manifestato un altrettanto preoccupante assenza di margini di manovra rispetto ai mandati ottenuti dal Board Internazionale.
Il delta retributivo accumulatosi negli anni è ritenuto ormai insostenibile nel rapporto con la concorrenza: interventi profondi e immediati sono stati conseguentemente annunciati come inevitabili.
Starwood per mantenere l’attuale sistema di relazioni industriali e l’impegno a non terziarizzare per i prossimi anni ha richiesto di rivisitare profondamente importi e struttura del premio variabile portandolo ad un massimo erogabile di 600 euro annui, comprensivo di 210 euro di quota garantita ( attualmente la sola quota di garanzia si attesta a 600 euro). L’abuso del primo giorno di malattia retribuita (condizione di miglior favore rispetto al CCNL) necessiterebbe la sua soppressione, mentre sarebbe necessario introdurre l’utilizzo del lavoro a chiamata accanto a non meglio specificate modifiche sul lavoro extra.
Ai nuovi assunti (compresi i lavoratori stagionali fidelizzati) troverebbero applicazione solo le condizioni salariali del CCNL.
Abbiamo replicato come sia necessario inaugurare una fase di trattativa vera che produca una sintesi equilibrata che non può essere la sommatoria delle restituzioni pretese ma, al contrario, veda in campo il ruolo di interlocuzione e proposta del sindacato.
Nel merito abbiamo rilevato come la soluzione per evitare gli abusi sul tema “carenza malattia” non possa essere quello di azzerare a tutti un diritto acquisito, bensì si debbano ricercare modalità volte a mantenere la condizione data per tutti i lavoratori intervenendo nel contempo per ripristinarne un corretto utilizzo.
Sui nuovi assunti abbiamo chiesto l’introduzione di forme di gradualità del raggiungimento delle medesime condizioni dei lavoratori in forza e anche garanzie per i lavoratori stagionali che da anni operano negli hotels del gruppo. Riguardo poi al premio di risultato, ferma restando la disponibilità a ridefinirlo in un’ottica di sostenibilità dell’istituto, abbiamo evidenziato come le cifre presentate siano assolutamente inadeguate e manifestato la nostra volontà di proporre altri indicatori che aumentino il livello di partecipazione e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Starwood ha ribadito l’impossibilità di produrre avanzamenti sui punti da noi sollevati, in assenza di operazioni anche rivolte alle quote salariali consolidate dei lavoratori in forza derivanti dalla contrattazione ante 1993.
Sulle reali intenzioni dell’ impresa in materia non è stato possibile avere ulteriori chiarimenti.
Ciò nonostante abbiamo rimarcato come qualsiasi intervento mirato ad assorbire quote di salario fisso che comporti una perdita secca di retribuzione sia impraticabile, soprattutto in un quadro complessivo come parrebbe auspicare l’impresa, di restituzione a tutti i livelli.
Il prossimo incontro si terrà a Roma il 15 novembre 2012 alle ore 14.00 (sede da definire).
Le prospettive di questo negoziato risultano assolutamente delicate. L’azienda infatti ha affermato apertamente e a più riprese che la disdetta degli accordi integrativi è una possibilità tutt’altro che remota, come tutt’altro che remota è l’eventualità di un processo finalizzato alla terziarizzazione. Su queste risoluzioni pesano ovviamente la fase di crisi del Paese, ma anche la suggestione che recenti vertenze dai risvolti drammatici (NH Hotels) sta esercitando anche a livello internazionale.
La sigla di un accordo integrativo aziendale avrebbe innanzitutto il valore politico non trascurabile di inviare un messaggio a Confindustria a ridosso dell’apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL, che, sull’ outsourcing, è possibile praticare ancora strade alternative, e che relazioni sindacali strutturate possono fornire risposte anche in tempi di difficoltà come questi. Quanto poi l’esternalizzazione sia assolutamente percepita come negativa dalle maestranze, è noto.
E’ chiaro però che il “prezzo” del rinnovo in termini economici (e politici) allo stato attuale è difficilmente sostenibile.
Riteniamo pertanto necessario condividere con delegati e strutture ogni passaggio in maniera trasparente di modo di creare i presupposti per l’assunzione di una responsabilità collettiva nel caso si opti per il raggiungimento di un’intesa che sarà comunque problematica o nel caso si debba tentare di contrastare con la mobilitazione l’ennesima disdetta e relativo rischio di desertificazione di questo importante patrimonio contrattuale.
E’ convocato pertanto il coordinamento nazionale di strutture e delegati per la mattina del 15 novembre 2012 a partire dalle ore 10.30 (sede da definire).

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena