Stangata sulle pensioni d’oro

06/05/2004



 
ItaliaOggi Economia e Politica
Numero 108, pag. 5 del 6/5/2004
Autore: di Giulia Campise
 
Stangata sulle pensioni d’oro
 
Un emendamento propone di elevare il contributo di solidarietà dal 3 al 4%.
Maroni: sulla delega patto d’acciaio nella Cdl
 
Pensioni d’oro ridotte per finanziare i più poveri. La sorprendente mossa alla Robin Hood del governo è contenuta in un emendamento alla delega sulla previdenza presentato dal relatore, Carmelo Morra di Fi, che propone di elevare il contributo di solidarietà a carico delle pensioni d’oro dal 3 al 4%, di prolungare la misura fino al 2015 e renderla indeducibile dall’imposta sul reddito. Ad annunciarlo è stato ieri il ministro del welfare, Roberto Maroni, che illustrando i termini dell’emendamento ha precisato che il gettito del contributo ´andrà a co-finanziare il reddito di ultima istanza’, cioè il sussidio allo studio del governo per sostenere le fasce a rischio di esclusione sociale. Maroni ha anche sottolineato che nella maggioranza ´c’è un accordo d’acciaio sulla delega previdenziale’, che ora correrà senza più sorprese fino all’approvazione del senato, la settimana prossima, ´perché le modifiche, tutte di scarso rilievo, sono state concordate all’interno della Cdl’.

I lavori dell’aula. Anche ieri, però, nonostante l’accordo nella maggioranza per far arrivare in porto al più presto la delega pensionistica (che deve ancora passare alla camera in seconda lettura), l’assemblea di palazzo Madama ne ha rinviato l’esame, dopo aver terminato la discussione generale. In serata l’aula era ancora impegnata, infatti, nell’esame del provvedimento che riapre i termini del condono edilizio. La discussione e il voto sull’articolato del ddl pensionistico e sugli emendamenti al provvedimento, che sono circa 600, quindi, sono slittati a una seduta successiva, probabilmente quella di oggi.

Stangatina in arrivo sulle super-pensioni. ´L’emendamento che ho presentato’, ha spiegato Morra, ´si pone in perfetta continuità con l’analogo emendamento presentato in Finanziaria, che prevedeva un contributo del 3% fino al 2006. Con la proposta di ieri si prolunga il contributo dal 2007 al 2015, elevando l’importo al 4%, e si introduce l’indeducibilità dall’imposta sul reddito (questa misura sarà contenuta in un successivo subemendamento). Con la presentazione di questo emendamento, la Lega dovrà ritirare la sua proposta di modifica che fissa a 300 euro al giorno (anziché a 516 euro) il tetto massimo delle pensioni d’oro. Proposta bocciata dalla prima commissione con parere contrario di costituzionalità, e superata, comunque, dal nuovo emendamento Morra. Quest’ultimo, se approvato, imporrà anche di aggiornare il decreto dello scorso 1° aprile con il quale il ministero del welfare aveva dettato le regole per il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, fissandone la misura nel 3% dell’importo delle pensioni per il triennio 2004-2006. Morra, comunque, ha confermato che ´c’è l’intesa di procedere in questo senso all’interno della maggioranza’.

Lista unitaria e sindacati in campo contro la riforma. Piero Fassino, portavoce della Lista unitaria, al termine del vertice tra i leader della coalizione ha annunciato ´iniziative pubbliche per evitare lo strappo al sistema previdenziale che la politica del governo di centro-destra sta producendo’. Fassino ha espresso una preoccupazione molto seria per come la maggioranza di centro-destra sta stravolgendo il sistema pensionistico non offrendo garanzie né ai pensionati di oggi né a quelli futuri’. Caustico anche il commento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale il governo, dai problemi dell’Alitalia al welfare, ´ha delle tecniche di inabissamento perché appare e scompare’. ´È da un anno che tutto è paralizzato’, ha aggiunto Epifani, ´anche a causa dei contrasti all’interno della maggioranza, e il governo preferisce la fuga e lo status quo al confronto’. I sindacati sono in attesa da oltre un mese di essere convocati a palazzo Chigi per aprire una discussione sulla piattaforma sindacale che boccia in gran parte, tra lwaltro, la riforma delle pensioni, contro la quale Cgil, Cisl e Uil hanno scioperato a più riprese. Finora, però, da piazza Colonna non è arrivato alcun segnale, forse anche a causa di emergenze, come la crisi Alitalia, che hanno scavalcato la vertenza sulle pensioni. (riproduzione riservata)