Stangata per i buoni pasto Consip

02/07/2002




            L’Antitrust multa per 34 milioni le otto società che hanno vinto la gara nel 2000
            Stangata per i buoni pasto Consip
            MILANO
            Pastetta sui buoni pasto destinati ai dipendenti del pubblico impiego, e l’Antitrust interviene pesantemente con una delibera e una maximulta superiore a 34 milioni di euro a carico di 8 aziende specializzate nell’emissione di questi buoni sostitutivi del servizio mensa. Ma il gruppo italo-francese Gemeaz Cusin, leader di settore in Italia con il marchio Ticket Restaurant, sul quale si è abbattuto la parte più consistente della multa, non ci sta; e dà mandato ai propri legali «di ricorrere in tutte le sedi competenti al fine di tutelare le ragioni e l’immagine del gruppo».
            Il fatto. Due anni fa la Consip, società pubblica preposta alla gestione di servizi della pubblica amministrazione, assegna a otto società private una gara di appalto per l’erogazione ai dipendenti pubblici di buoni pasto. Il contratto è biennale e riguarda la fornitura totale di 90 milioni di buoni a 4,65 euro, per un totale di 418,33 milioni di euro (810 miliardi delle vecchie lire). Alla gara partecipavano dieci aziende, e sono state proprio le due escluse (Pellegrini e Repas lunch coupon) che hanno avviato le procedure di ricorso all’Autorità, sostenendo che tra le otto aziende vincitrici c’era stato un preaccordo sulle offerte da presentare a Consip. A un anno dall’apertura dell’istruttoria, l’Antitrust avrebbe appurato «l’esistenza di una pratica concordata per determinare congiuntamente le modalità di partecipazione alla gara stessa». Per l’Autorità garante, l’obiettivo delle società chiamate in causa era «quello di eliminare ogni possibile confronto concorrenziale, determinando congiuntamente un prezzo del servizio superiore a quello che sarebbe prevalso in assenza di concertazione». Una violazione grave per la libera concorrenza di mercato e, dunque, soggetta a sanzioni pecuniarie. Notevole l’entità della multa, fissata in 34,1 milioni di euro di cui 16,35 milioni a carico di Gemeaz Cusin, mentre la differenza è distribuita tra le altre sette aziende coinvolte. Ma il gruppo francese non è accetta e ricorre, dando appunto mandato alle vie legali, sostenendo che l’Autorità «abbia equivocato sulla natura stessa del servizio da noi prestato e sull’effettiva situazione competitiva del settore». Facendo inoltre capire di temere gravi conseguenze sul mercato italiano dei buoni pasto. Un mercato molto attivo con un numero di utenti e pubblici esercizi in continua crescita, dove il marchio Ticket Restaurant da solo copre una fetta superiore al 45% dell’intera torta.

            Martedí 02 Luglio 2002