Stangata lacrime e sangue. Se ne accorge anche Letta

25/05/2010

«La manovra conterrà sacrifici molto pesanti, molto duri, che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia». Con queste parole Gianni Letta «blinda» la Finanziaria lacrime e sangue di Giulio Tremonti, una stangata che pare tornata al livello di 24 miliardi in due anni, senza contare però gli effetti correttivi già in vigore da quest’anno. Nella tumultuosa vigilia degli incontri ufficiali previsti per oggi (giornata infernale: prima i tavoli con enti locali e parti sociali, poi il consiglio dei ministri) poche ore prima del difficilissimo vertice in casa Pdl, il sottosegretario alla presidenza del consiglio lancia un allarme da ultima spiaggia. Del tipo: la casa brucia, bisogna correre ai ripari. La speculazione è in agguato, l’Italia rischia tanto quanto gli altri Paesi mediterranei. Gli fa eco il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota, che fa appello alla «responsabilità di tutti ». Infine, poco prima dell’incontro in via dell’Umiltà, interviene Maurizio Gasparri. «Chi ha di più dovrà sacrificarsi», dichiara spargendo un «fumo» di equità su una manovra che in realtà colpisce soprattutto il lavoro dipendente. Nel Palazzo della politica il cerchio si è già chiuso ieri sera: Pdl e Lega, Stato centrale e Regioni: tutti blindano il titolare dell’Economia. Anche se sotto la cenere i carboni sono ancora ardenti, per via dei tagli dolorosissimi che si preparano per il Paese. I DEBOLI
La scure si abbatte sulla parte più debole della popolazione. Finora il tesoro aveva parlato di falsi invalidi. Ieri sera il ministro ha annunciato un taglio agli invalidi veri: per ottenere l’assegno la percentuale di invalidità sale dal 74 all’80%. Quanto alla sanità, sembra scongiurata l’introduzione di nuovi ticket. Si punta all’ implementazione del progetto tessera sanitaria, prosecuzione dei piani di rientro per le regioni, sospensione delle azioni esecutive nei confronti delle regioni commissariate fino al 31 dicembre 2010, potenziamento del meccanismo di acquisti centralizzati, e controllo della spesa farmaceutica. In generale il comparto sanità è chiamato a contribuire con un taglio alla spesa sui farmaci e una riduzione dei trasferimenti di 418 milioni di euro per 2011 e di 1,132 miliardi per il 2012. Forte l’intervento sulla spesa per i farmaci, con il recupero extra sconti praticati dai grossisti ai farmacisti e la riduzione della distribuzione ospedaliera di farmaci. Il testo prevede anche pesanti interventi sulle pensioni. Slittano di sei mesi le finestre d’uscita e si prevede un’accelerazione dall’adeguamento dell’età pensionabile delle donne della pubblica amministrazione. Invalidi, malati e infine lavoratori dipendenti. I pubblici avranno stipendi bloccati ai livelli del 2009. Deboli restano i dipendenti pubblici, i cui stipendi restano fermi al 2009 per i prossimi tre anni. Accantonata la riforma Brunetta, i rinnovi sono sospesi, gli scatti di anzianità degli insegnanti cancellati (risparmi per 322 milioni all’anno). In sostanza hanno la stessa sorte degli altri dipendenti pubblici, così come al dicastero di Viale Trastevere è chiesto il taglio dei costi di funzionamento del 10% . Non si bloccano gli insegnanti di sostegno. POLITICA Ma Tremonti ha una freccia al cuore: punta a far pagare la politica, ascrivendosi il merito dell’assalto alla casta. In un solo colpo decreta il taglio del10%degli stipendi di ministri e sottosegretari, e dimezza il contributo pubblico ai partiti. Sforbiciata anche per i dirigenti pubblici (con diverse quote), misura che e prò è a forte rischio incostituzionalità. Da un euro a voto a 50 centesimi. La somma recuperata è di circa 170 milioni. Se le disposizioni resteranno tali, il Pdl passerà a 31, il Pd a 27 e la Lega si fermerà a poco più di sei milioni. Sono chiamati a contribuire gli enti locali, con un taglio di 800 milioni ai Comuni e di circa 4 miliardi alle Regioni. Il taglio dei costi della politica andrà a finanziare le casse integrazioni. Nonostante le smentite, resta il condono sotto le mentite spoglie della regolarizzazione delle case fantasma, con una sanzione ridotta di un terzo. Altri risparmi riguardano lo svuotamento dei fondi inutilizzati negli ultimi tre anni e l’abolizione di enti pubblici.