Standa, la «casa dei tedeschi»

24/12/2000

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Sabato 23 Dicembre 2000
italia – economia
Distribuzione
: Firmato l’accordo preliminare per la cessione a Rewe, colosso dei supermercati.
Standa, la «casa dei tedeschi».
Mediocredito lombardo cede il controllo della holding, esce in via definitiva la famiglia Franchini

MILANOAccordo preliminare sostanzialmente fatto tra il Mediocredito lombardo (gruppo Banca Intesa) e il colosso distributivo tedesco Rewe per la cessione a quest’ultimo del controllo della Standa alimentare (si veda «Il Sole-24 Ore» dell’8 dicembre); nell’ambito di questa operazione la famiglia Franchini, che aveva rilevato il ramo food della «casa degli italiani» dalla Fininvest (i grandi magazzini sono poi stati acquisiti da Coin), si prepara a uscire di scena. L’operazione è stata seguita come advisor dalle società Bain Cuneo e Livolsi.

Il gruppo distributivo Rewe, che ha un fatturato di oltre 70mila miliardi di lire, è presente da tempo in Italia con le controllate Billa (supermercati) e Penny market (discount). Complessivamente la rete italiana, con oltre 150 punti vendita tra supermercati e discount, ha un giro d’affari (alla vendita) di circa 1.200 miliardi di lire. Standa alimentare, interessata da una massiccia ristrutturazione (il ramo meridionale è stato ceduto in estate al gruppo Conad) ha un giro d’affari di circa 1.700 miliardi di lire con 120 punti vendita. L’esercizio 2000, dopo l’operazione di ricapitalizzazione da 80 miliardi varata in estate e che ha portato il Mediocredito a controllare il 90% della capogruppo, dovrebbe chiudersi con una perdita intorno ai 60-70 miliardi.

Quindi sul piano numerico con l’operazione Standa alimentare il gruppo Rewe compie un netto salto di qualità in Italia. Finora la sua presenza è risultata pressochè limitata al Triveneto con i supermarket Billa, filiazione della controllata austriaca. Nelle altre regioni del Nord Rewe risulta presente con i Penny market avviati in Italia inizialmente in sinergia con Esselunga, e poi sviluppati in autonomia, dopo lo scioglimento dell’alleanza.

Da questa intesa nasce dunque un gruppo da circa 3mila miliardi di fatturato e oltre 250 punti vendita, con alle spalle tutta la forza e il know how di uno dei principali protagonisti della distribuzione europea. Viste le attuali condizioni del mercato e la paralisi delle autorizzazioni amministrative, il perfezionamento dell’operazione Stranda alimentare rappresentava per Rewe una opportunità decisiva per aspirare a un ruolo significativo sul mercato italiano. Da questo punto di vista è probabile che, se vuole avere una dimensione realmente nazionale, Rewe debba studiare altre operazioni di shopping altrimenti la marcia della crescita sarà lenta.

La «digestione» di Standa alimentare non sarà poi una vera e propria passeggiata. Da parte sindacale le prime valutazioni ufficiose sull’ipotesi di intesa sono positive anche perchè per i 4mila dipendenti dovrebbe terminare un periodo molto lungo di incertezze e indecisioni, si sottolinea tra i rappresentanti dei lavoratori. Comunque l’opera di ristrutturazione di Standa alimentare, iniziato dal management attuale, dovrà proseguire per ridare slancio alla formula commerciale che è multicanale, quindi fa leva su diverse tipologie commerciali coordinate da una unità centrale. Insomma, il lavoro di ristrutturazione sul pino della struttura dei costi, della logistica e delle politiche commerciali dovrà poi riconnettersi con la realtà di Rewe in Italia. È anche possibile che qualche punti vendita ritenuto non strategico venga ceduto a terzi. Il confronto con le organizzazioni sindacali sulla nuova situazione è previsto per gennaio.

Per quanto riguarda i termini finanziari si è partiti da una valutazione globale dell’azienda intorno al 40% del giro d’affari rettificata però con il patrimonio netto. Il valore finale della transazione dovrà tener conto poi delle verifiche sul campo effettuate dai manager Rewe, sulla base delle stime realizzate nelle ultime settimane. È possibile che il valore della transazione si aggiri intorno ai 200 miliardi. È anche possibile che il Mediocredito lombardo non esca subito in via definitiva dalla holding di controllo di Standa alimentare ma mantenga una partecipazione minoritaria.

Vincenzo Chierchia