Standa Commerciale, Verbale incontro 04/04/2001

VERBALE DI INCONTRO

In data 2 – 3 – 4 Aprile dell’anno 2001, presso l’HOTEL MERCURE di Milano, si sono incontrati:

per la STANDA COMMERCIALE S.p.A.
i Sig.ri: F. Rivolta
M. Sassi
M. Lepore
V. Toia
E. Mazzetti
G. Milazzo
L. Mezzasalma
C. Zavatti

Per le Organizzazioni Sindacali

F.I.L.C.A.M.S. – C.G.I.L. la Sig.ra M. Meschieri
F.I.S.A.S.C.A.T. – C.I.S.L. il Sig. P. Giordano
U.I.L.T.U.C.S. – U.I.L. il Sig. M. Marroni
la Sig.ra C. Fulciniti

unitamente ai componenti le rispettive delegazioni, per esaminare le problematiche evidenziate da STANDA Commerciale S.p.A. a seguito dell’ acquisizione da parte del Gruppo REWE.
Dopo ampia discussione le parti hanno convenuto quanto segue.

PREMESSA

Sulla scorta della documentazione messa a disposizione dalla Società ed oggetto di approfondite e dettagliate analisi è stata evidenziata la grave situazione economica, gestionale ed organizzativa consolidata dall’ Azienda negli ultimi anni, situazione dalla quale le vie di uscita che si delineavano potevano passare dal frazionamento della stessa Azienda nelle sue due componenti principali (Ipermercati e Supermercati) e, all’interno di questo, a soluzioni diverse per le varie realtà territoriali, con la conseguente eliminazione della Sede Centrale, sino ad arrivare a soluzioni di “gestione controllata”. In estrema sintesi la Società non era più in grado, con le sue risorse, di affrontare e portare a buon fine un piano di risanamento economico.

D’altra parte, la Società negli ultimi anni ha vissuto un processo involutivo che, nonostante i vari interventi posti in essere (piani di sviluppo non realizzati, interventi sul costo del lavoro e dismissioni varie) non si è arrestato.

In questa situazione, l’acquisizione da parte del Gruppo REWE, attraverso la sua controllata BILLA Italia S.p.A., rappresenta, per Standa Commerciale, una opportunità irrinunciabile per perseguire l’obiettivo di risanamento della Società, in tempi brevi al fine di creare i presupposti economici e “fiduciari” per il necessario successivo sviluppo. Questa operazione poteva essere attuata attraverso due processi molto diversi tra di loro:

1. Chiusura delle filiali critiche e della Sede Centrale
2. Conferma del perimetro attuale e mantenimento della Sede Centrale a Milano, attraverso un suo adeguamento quali-quantitativo finalizzato alle nuove esigenze di servizio alla periferia.

L’insieme delle azioni individuate dall’intesa che segue, la coerenza dei comportamenti ai vari livelli e la tempestività di attuazione, rappresentano il necessario supporto alla scelta di un percorso che le parti hanno condiviso; il venire meno, anche di una parte delle azioni stesse, comporterebbe la revisione dell’intero piano con ricadute oggi non prevedibili.

Premesso quanto sopra, il piano di risanamento e di sviluppo passa attraverso le aree di intervento come di seguito dettagliate.

RELAZIONI SINDACALI

Diritto di Informazione
La complessità e l’eterogeneità delle strutture di Standa Commerciale, la criticità in cui l’azienda si trova impongono la necessità di una rapida inversione di tendenza unitamente ad una fattiva gestione del cambiamento che non può prescindere dall’acquisizione di informazioni funzionali a:

  • Un modello di relazioni sindacali tale da favorire la convergenza sugli obiettivi strategici aziendali;
  • Un nuovo ruolo che il Sindacato potrà svolgere in materia di definizione congiunta di parametri di produttività e competitività ed alle successive fasi di controllo, nonché in materia di formazione congiunta su temi di interesse comune

Il rafforzamento del sistema del diritto di informazione si rendono opportuni in quanto il perseguimento degli obiettivi sopra richiamati, fermo restando la completa autonomia dell’Azienda e delle Organizzazioni Sindacali, richiede un coerente impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione del presente accordo.

A tal fine è istituita una Commissione Tecnica mista, composta, oltre che da una delegazione Aziendale e dalle Segreterie Nazionali, da tre componenti per ciascuna delle tre Organizzazioni Sindacali, firmatarie del presente accordo. Compito della predetta Commissione sarà quello di realizzare i necessari approfondimenti su tutte le materie che le parti, congiuntamente e/o disgiuntamente, riterranno poter incidere sul miglioramento e lo sviluppo delle relazioni sindacali, sulla gestione di problematiche scaturenti da processi di riorganizzazione e/o di innovazione tecnologica che possono influenzare il fattore lavoro nel suo complesso.

L’informazione di norma avverrà una o due volte all’anno, in funzione dell’evolversi della realtà Aziendale, e comunque su richiesta delle parti per ciascun livello di seguito previsto.

Livello Nazionale:

compete a questo livello l’informazione su

  • L’evoluzione del processo di risanamento;
  • Le politiche commerciali;
  • Piani di sviluppo e di investimento;
  • Piani di riorganizzazione e ristrutturazione;
  • Piani di formazione;
  • L’occupazione e la sua dinamica evolutiva;
  • Il consolidarsi degli obiettivi economici condivisi.

Livello Regionale:

compete a questo livello l’informazione su

Le materie di cui sopra, per le ricadute e le competenze regionali;

  • Mercato del lavoro;
  • Adempimenti legislativi in materia commerciale.

Livello Territoriale:
compete a questo livello l’informazione su

  • Attuazione del piano investimenti di competenza;
  • Attuazione dei programmi di addestramento, aggiornamento e riqualificazione professionale;

Utilizzo degli impianti, orari commerciali e conseguente riadeguamento dell’organizzazione del lavoro;

  • Andamento dei risultati conseguiti in tema di produttività;
  • Sicurezza sul posto di lavoro.

Per poter attivare un processo di crescita dei componenti la Commissione Tecnica, le parti potranno avvalersi di Tecnici esterni.

Rappresentanze Sindacali Unitarie
Le parti condividono e confermano le valenze delle intese raggiunte a livello interconfederale in data 27 luglio 1994.
Con riferimento alle previsioni di cui alla “clausola di salvaguardia” ; dell’accordo del 27 luglio 1994, le parti convengono sulla possibilità di nominare, ai soli fini della rielezione/rinnovo della R.S.U., un componente per ciascuna organizzazione firmataria del C.C.N.L. di categoria, nella costituenda R.S.A. che, con un mandato a termine di 30 giorni, procederà all’espletamento delle pratiche per indire nuove elezioni. L’insediamento della nuova R.S.U. determinerà il contestuale scioglimento della R.S.A. costituita al solo fine elettorale.

Procedure di raffreddamento dei conflitti – Contenzioso.
Le parti convengono che la sede sindacale rappresenta il percorso privilegiato per prevenire e dirimere l’eventuale contenzioso, sia individuale sia collettivo, riguardante l’applicazione e l’interpretazione di norme contrattuali e/o del C.I.A.. Per rendere operativo tale impegno, convengono di istituire una Commissione di Studio, operante a livello Regionale/Nazionale, composta da rappresentanti dell’azienda e delle Organizzazioni Sindacali, eventualmente supportati da consulenti e/o tecnici, che entro due settimane, esaminati i termini del contenzioso in atto, potrà sottoporre possibili soluzioni, fermo restando il tavolo negoziale con le strutture sindacali competenti.

Nelle more della procedura di cui sopra ci si asterrà da qualsiasi iniziativa di ordine conflittuale.

Le parti confermano altresì che, nell’ambito di relazioni sindacali così come congiuntamente definite dalla presente intesa, la sede sindacale non debba trovare, nella sede legale, una sua alternativa: pertanto eserciteranno la loro influenza perché i propri iscritti privilegino le sedi sindacali per la risoluzione delle eventuali problematiche emergenti.
Gestione concordata delle problematiche occupazionali.

Le parti convengono che la sede sindacale rappresenta la sede deputata ad affrontare con spirito positivo e propositivo, anche uscendo dagli schemi dei consueti ammortizzatori sociali, eventuali problematiche emergenti a seguito di processi di riorganizzazione e/o ristrutturazione. In tale ottica, l’ Azienda assumerà, nei confronti delle risorse interessate, una obbligazione di mezzi, anche a livello individuale, che, pur non fornendo soluzioni automatiche, indica percorsi di lavoro attraverso i quali perseguire la ricerca delle soluzioni.

INVESTIMENTI E POLITICA COMMERCIALE

L’Azienda ha illustrato e già posto in essere un piano che prevede investimenti in sole ristrutturazioni pari a 50 MMl. per il primo anno, unitamente ad una politica commerciale che punta al rilancio del marchio “ STANDA” attraverso un deciso rafforzamento dell’offerta commerciale sul fresco.

Affrontati ed avviati ad una rapida normalizzazione i rapporti con i fornitori, attuata una decisa svolta sul settore della logistica, dove il servizio ha raggiunto livelli di efficienza, si sta procedendo ad una revisione degli assortimenti e del posizionamento commerciale dell’offerta, che, nell’ultimo periodo, ha visto anche l’introduzione di una linea di prodotti biologici che sta incontrando i favori del mercato.

A questo si affianca la progressiva revisione della struttura commerciale ed organizzativa attraverso una prima suddivisione tra Ipermercati e Supermercati, alla quale è necessariamente abbinata una diversa politica commerciale in funzione del mercato di riferimento. Rientra in tale logica la ristrutturazione già avviata sull’Ipermercato di Rivoli che, unitamente all’intervento in programma su Castellanza, dovrebbero ridefinire la caratterizzazione della presenza di STANDA Commerciale in questa importante fascia di mercato.

MERCATO DEL LAVORO

Apprendistato La particolare situazione aziendale relativamente all’area delle risorse rappresenta uno dei punti critici dell’azienda. La necessità di affrontare contemporaneamente aspetti apparentemente inconciliabili quali:

  • La quantità delle risorse
  • Il costo unitario
  • La necessità di elevare la professionalità sull’alimentare in genere e sul “fresco” in particolare
  • L’introduzione di nuove merceologie quali il pesce fresco e/o la panetteria/pasticceria
  • La provenienza dal settore “non-food” di parte delle risorse attualmente occupate porta a riconoscere nell’istituto dell’apprendistato lo strumento atto ad affrontare e risolvere buona parte dei problemi succitati.In tale ottica le parti si impegnano a promuovere, in tempi stretti, iniziative congiunte presso le istituzioni al fine di definire un percorso privilegiato in grado di superare gli eventuali intoppi burocratici legati alle procedure attualmente in atto, attraverso la valorizzazione del ruolo degli Enti Bilaterali.In tale sede, anche al fine di garantire il corretto e positivo svolgimento della formazione prevista, convengono che la formazione venga preferibilmente svolta con un corso apposito programmato in concorso con e/o presso l’Ente Bilaterale, anche con il supporto di interventi economici previsti dai fondi delle Regioni. In tale ottica auspicano che la formazione, concentrata nel primo anno dall’assunzione, avvenga al di fuori dell’ orario di lavoro programmato e, come tale, recuperata in tempi successivi, e comunque entro il termine previsto per la qualificazione, con permessi a gruppi di quattro/otto ore Formazione e lavoro .

Le parti confermano la valenza del Contratto di Formazione Lavoro quale ulteriore strumento per la formazione, insieme all’apprendistato, di quelle professionalità, carenti sul mercato specie nell’area del “fresco”, nonché per la formazione di figure emergenti e/o ad alto livello di qualificazione.In pari tempo, considerato che le condizioni che avevano portato alle scelte contenute nel precedente C.I.A. del 3 giugno 1989 siano venute meno, convengono comunemente di considerare decaduto il contenuto del quinto paragrafo del capitolo relativo ai Contratti di Formazione e Lavoro.

Lavoro interinale.

Con riferimento alla legge 24 giugno 97 – N° 196 – articolo 1, comma “2” – lettera “a)” – ed al successivo accordo del 27 maggio ’98, le parti convengono sulla possibilità /utilità di far ricorso al lavoro interinale, oltre che nei casi espressamente previsti dalla legge e dalla contrattazione sindacale ai vari livelli, anche per far fronte a particolari situazioni derivanti sia dalle difficoltà di riqualificazione sul “fresco” di personale interno (operazione comunque da perseguire , che richiede però tempi adeguati) sia alle gravi difficoltà di reperire dette risorse sul mercato del lavoro Contratti a tempo determinato.

Le parti, hanno esaminato le specificità della situazione economica in cui da anni si dibatte l’Azienda e, considerate sia le difficoltà di rilancio della stessa sia la necessaria riconversione/riqualificazione sui freschi di personale che, proveniente da esperienze non food e con elevata anzianità aziendale, trova enormi difficoltà di reinserimento, convengono, per il periodo di vigenza del presente accordo, sulla possibilità di instaurare rapporti a tempo determinato ai sensi del combinato di cui all’art. 21 – lettera “a” del vigente C.C.N.L. ed all’art. 23 della legge 56/87, oltre che nei casi previsti dallo stesso C.C.N.L, anche per far fronte alle eventuali alte punte di assenteismo ed alla necessità di fronteggiare esigenze temporanee (progetti di ristrutturazione), legate al rilancio dell’Azienda e quantitativamente non predeterminabili con un margine di attendibilità, circa gli obiettivi economici posti a base del rilancio stesso, da consentire inserimenti a tempo indeterminato. In tale ottica potranno essere definiti accordi, anche in deroga alla percentuale prevista dal vigente C.C.N.L..

Mercato Interno del Lavoro (M.I.L.) L’Azienda riconosce e favorisce lo sviluppo delle professionalità esistenti al suo interno. Nell’ambito delle disponibilità/esigenze che dovessero nascere dal suo riassetto organizzativo e dallo sviluppo di ruoli specialistici, sia in sede che sul territorio, prenderà prioritariamente in considerazione, a parità di condizioni e competenze, le candidature interne che i suoi collaboratori avranno fatto pervenire.

LAVORO A TEMPO PARZIALE

Contratti di lavoro part-time
Con riferimento alle ultime modificazioni di legge, nel comune intento di favorire l’incontro tra le reciproche esigenze di Azienda e lavoratori, le parti convengono e concordano sulla necessità di individuare “ fasce orarie” predeterminate, all’interno delle quali si potranno articolare le prestazioni dei lavoratori, secondo una turnazione programmata a rotazione, (fasce diverse potranno essere definite a livello territoriale, in funzione di esigenze “mirate”):

    a) dalle ore 6,00 alle ore 12,00
    b) dalle ore 7,00 alle ore 13,00
    c) dalle ore 8,00 alle ore 14,00
    d) dalle ore 11,00 alle ore 17,00
    e) dalle ore 15,00 alle ore 21,00
    f) dalle ore 15,30 alle ore 21,30
    g) dalle ore 18,00 alle ore 24,00

Le parti convengono inoltre che:

  • In relazione alle previsioni di cui all’art. 42 del C.C.N.L. del 20/9/99 – punto “2” – ultimo capoverso, si possa far ricorso all’utilizzo di contratti a part-time della durata di 8 ore, da instaurare nei confronti sia di lavoratori studenti sia di lavoratori occupati a tempo parziale presso altri datori di lavoro, da collocare preferibilmente nella giornata di sabato e, in presenza di deroghe, anche nella giornata della domenica. In quest’ultimo caso, verrà riconosciuta la maggiorazione prevista per il “disagio”.
  • con riferimento alle previsioni di cui al D.L. n° 61/00, anche il personale inserito con contratto a tempo determinato, (non in sostituzione di personale assente con diritto alla conservazione del posto), possa prestare lavoro supplementare entro i limiti che le parti convengono, per tutti i lavoratori con prestazione a part-time, non possano superare la prestazione settimanale prevista dal vigente C.C.N.L. per i lavoratori a tempo pieno;
  • Sempre con riferimento alle previsioni del succitato decreto, considerata la particolare situazione Aziendale, non possa trovare applicazione la possibilità di consolidamento di cui all’art. 3 – comma 6° ; – ultima parte.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO – ORARI DI LAVORO –ORARI COMMERCIALI.
Organizzazione del lavoro
La definizione in un quadro di riferimento dell’organizzazione del lavoro, dell’orario di lavoro nonché la gestione dei nastri orari e degli orari commerciali costituiscono coerente e congiunto supporto:

  • all’attuazione di politiche commerciali innovative
  • alla realizzazione della flessibilità occorrente per l’elevamento qualitativo del servizio alla clientela
  • alla gestione della mobilità territoriale finalizzata anche al superamento di problematiche occupazionali
  • al corretto proporzionamento delle risorse alle variabili qualitative e quantitative dell’organizzazione da perseguire

Le parti, assumendo quanto precede ad obiettivo comune, convengono che la situazione di partenza è tale da richiedere interventi straordinari, per i quali il fattore tempo è determinante ai fini del raggiungimento del risultato previsto.
Rientrano in tale percorso gli interventi relativi al riassetto organizzativo previsto in questo particolare momento aziendale ed ogni intervento relativo ad investimenti e/o ristrutturazioni. A livello territoriale, si dovrà procedere:

  • alla definizione degli orari con riferimento al giorno, alla settimana, al mese in funzione della distribuzione delle attività nei vari settori;
  • all’adeguamento del monte ore lavoro alle variare delle necessità operative dipendenti dall’andamento vendite;
  • mobilità interna tenuto conto della evoluzione organizzativa dei settori freschi;
  • mobilità territoriale.

In caso di mancato accordo, L’azienda dopo il secondo confronto potrà procedere alla revisione dell’organizzazione e degli orari conseguenti.
Orari commerciali.
Il dinamismo commerciale, accentuando la particolare complessità e concorrenzialità del mercato in cui Standa Commerciale si trova ad operare, rende irrinunciabile l’esigenza di un crescente e razionale maggior utilizzo degli impianti, dal quale non può prescindere la necessità di un rapido adeguamento dell’organizzazione del lavoro e degli orari conseguenti. L’entrata in vigore della nuova normativa, con la conseguente risposta positiva delle amministrazioni locali alla domanda sempre più crescente di aperture domenicali e/o di ampliamento dell’ ;orario giornaliero, impongono una gestione più equilibrata e flessibile della prestazione lavorativa, al fine di:

  • migliorare il servizio alla clientela
  • raggiungere gli obiettivi aziendali
  • salvaguardare e/o incrementare i livelli occupazionali.

In funzione di quanto precede e considerata la sempre crescente importanza che assumono le “deroghe” alle festività infrasettimanali ed alle domeniche, le parti convengono di programmare e tempestivamente definire, a livello locale, interventi organizzativi atti a garantire, in occasione delle deroghe succitate, un presidio quantitativamente e qualitativamente adeguato alle esigenze di servizio alla clientela.
Il presidio succitato dovrà essere garantito dal personale in forza, tenuto conto dell’ottimizzazione della forza lavoro di filiale e/o eventualmente integrata da prestazioni esterne così come previsto al capitolo “lavoro a tempo parziale”.
L’insorgenza di eventuali problematiche dovrà essere oggetto di esame congiunto, nella condivisa consapevolezza dell’obiettivo da perseguire.
Orario di lavoro.
Le parti si danno reciprocamente atto della mutata realtà sia di STANDA Commerciale sia del mercato in cui la stessa si trova ad operare. In questa ottica hanno convenuto sulla necessità di perseguire il comune, duplice obiettivo di una equilibrata e qualificata prestazione lavorativa congiuntamente ad un ottimale servizio alla clientela, presupposto essenziale per il raggiungimento degli obiettivi Aziendali e del miglioramento della condizione lavorativa.
Premesso quanto sopra, si è convenuto quanto segue.
1. A decorrere dal 1° aprile 2001, l’orario effettivo di lavoro viene riconfermato in 38 ore settimanali per i lavoratori a tempo pieno;
2. Per il personale della rete di vendita, la prestazione settimanale dovrà essere articolata in non più di dieci mezze giornate di lavoro (con esclusione della prestazione su turno unico), comprensive di una pausa fisiologica per ogni mezza giornata di prestazione;
3. In funzione delle caratteristiche strutturali, organizzative e di mercato della nuova rete di vendita la possibilità di cui al C.I.A. 3/6/89 – capitolo “Orario lavoro Filiali” – quarto capoverso, viene congiuntamente considerata decaduta; conseguentemente i permessi contrattuali di cui all’art. 68 del C.C.N.L. 3 Novembre 1994, saranno usufruiti con le modalità previste.
4. La riduzione dell’orario di lavoro per il personale con prestazione a tempo parziale sarà fruita settimanalmente.
Norme generali relative all’orario di lavoro
Straordinario
A livello di territorio ed a fronte di situazioni contingenti, potranno essere raggiunte intese per il superamento del vincolo delle 200 ore annue.
Trattamento in occasione delle deroghe.
Considerata la sempre crescente importanza che assumono le “deroghe” alle festività infrasettimanali ed alle domeniche, come evidenziato al capitolo “Orari Commerciali”, le parti convengono che, al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (compresi apprendisti e C.F.L), dopo il superamento del periodo di prova, a seguito di prestazioni lavorative in occasione delle domeniche, sia riconosciuto il seguente trattamento:

  • Maggiorazione del 90%, comprensiva di tutti gli istituti contrattuali e di legge connessi alla maggiorazione medesima, che pertanto si intendono in tal modo anticipatamente corrisposti (13a. – 14a. – ferie – permessi e T.F.R.) per le deroghe domenicali cadenti nel periodo Natalizio;
  • Maggiorazione del 60%, comprensiva di tutti gli istituti contrattuali e di legge connessi alla maggiorazione medesima, che pertanto si intendono in tal modo anticipatamente corrisposti (13a. – 14a. – ferie – permessi e T.F.R.) per tutte le restanti deroghe domenicali.

Ferie
Di norma, entro la fine di gennaio dovrà essere definito, previo confronto tra le parti, il nuovo calendario annuo che contenga la pianificazione di ferie, permessi contrattuali ed eventuali residui.
Fermo restando, quanto previsto dal vigente C.C.N.L., le parti convengono che l’articolazione del periodo di ferie:

  • debba garantire un periodo non superiore a due settimane consecutive;
  • sia distribuito su tutti i mesi dell’anno, fatta eccezione per il dicembre ;
  • non possa interessare, per i punti vendita situati in località turistiche, i mesi di maggior affluenza;
  • non comporti un aggravio di costi per la filiale.

PARTE SALARIALE
Premio aziendale
Con riferimento al contenuto dell’art. 113 del Vigente C.C.N.L. – SECONDA PARTE – le parti convengono che, per tutto il personale di nuova assunzione, sia a tempo determinato che tempo indeterminato, le eventuali spettanze di cui al punto “e”, comunque derivanti dalla pregressa Contrattazione Integrativa Aziendale, superata con il presente accordo per le parti non espressamente richiamate, saranno corrisposte al superamento del 36° mese di servizio effettivo.
SALARIO VARIABILE
Le parti, stante la particolare situazione della Società convengono che, per la gestione corrente, quanto sino ad ora corrisposto a titolo di “ anticipazione sul premio di produttività”, venga congelato sino al raggiungimento del pareggio economico della Società.
Presupposto indispensabile per poter successivamente accedere al “salario variabile” succitato è che la Società, nella sua globalità, abbia raggiunto l’obiettivo del risanamento economico.
Nuove iniziative, ristrutturazioni, acquisizioni.
Al fine di agevolare lo sviluppo aziendale, fattore determinante per accelerare il processo di risanamento, le parti convengono che per le nuove assunzioni effettuate a fronte di ristrutturazioni significative, nuove iniziative di sviluppo e/o acquisizioni, saranno attivate le seguenti leve:

  • moratoria nell’applicazione della parte normativa del contratto integrativo aziendale per un triennio, periodo durante il quale le parti si attiveranno per agevolare il processo di integrazione della nuova iniziativa nel Gruppo;
  • moratoria nell’applicazione della parte economica del contratto integrativo aziendale secondo la seguente gradualità:

a) premio aziendale a decorrere dal 36° mese di servizio effettivo 40%;
b) premio aziendale a decorrere dal 48° mese di servizio effettivo l’ ulteriore quota del 60%.

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     Nota esplicativa