Standa cerca insegne da acquisire

20/07/2007
    venerdì 20 luglio 2007

    Pagine 33

    Parla Francesco Rivolta, a.d. in Italia del gruppo tedesco che controlla l’insegna gdo tricolore

    Standa cerca insegne da acquisire

      Investimenti da 40 mln annui fino al 2012 per nuove aperture

        di Marco A. Capisani

          Standa alla riscossa del mercato alimentare italiano. Il gruppo tedesco Rewe rilancia la storica insegna della gdo, nata nel 1931, investendo 40 milioni di euro all’anno per aprire dal 2008 fino al 2012 15 supermercati e due ipermercati, ogni anno. Operazione dal valore complessivo di circa 200 milioni di euro. E soprattutto vuole svilupparsi ulteriormente, secondo quanto è in grado di anticipare ItaliaOggi, acquisendo una catena di supermercati simile alla sua, con una rete di vendita concentrata nelle regioni del Centro Nord. L’identikit della possibile preda è un’insegna food che disponga di supermercati con superfici tra gli 800 metri quadrati e i 1.200 mq e negozi di vicinato, all’interno di «centri molto urbanizzati». Nel frattempo, «Standa ha già rinnovato gli impianti e il layout dei suoi 70 punti vendita storici», spiega a ItaliaOggi Francesco Rivolta, a.d. di Rewe Italia che controlla anche l’insegna di supermercati Billa e quella Iperstanda, «dando maggior attenzione alle categorie del fresco e del freschissimo. L’investimento complessivo è stato di 130 milioni di euro».

            Ad oggi, Standa e Billa si concentrano su circa 200 punti vendita di circa 1.000-1.200 metri quadrati, mentre gli Iperstanda spaziano sui 3.500 mq. I primi con prevalenza nel comparto alimentare, i secondi con un assortimento più forte nel non-food. L’architettura dei marchi rispetta anche la dislocazione geografica dei brand, con ipermercati soprattutto a Sud o in Sardegna e supermercati al Centro-Nord, con un interesse particolare di Billa verso il Nord-Est (dove l’insegna ha debuttato). Nel Meridione l’espansione del gruppo tedesco, che ha avviato il risanamento di Standa nel 2002, passa poi anche attraverso il franchising e l’affiliazione.

              «Entro la fine dell’anno inaugureremo tre negozi a Milano, tra città e provincia», prosegue Rivolta, «uno a Trieste e due in Sardegna. Mentre sono in calendario, nel 2008, almeno 4 punti vendita a Roma, uno a Frosinone, due in Sicilia e poi altre nel Nord Est». Tra nuove aperture e acquisizioni in vista (in programma anche per il gruppo Rewe nell’Europa orientale), il fatturato della sede italiana dovrebbe crescere l’anno prossimo dell’8%. Nel 2006, il business tricolore è stato di 1,2 miliardi di euro, mentre l’itero gruppo ha mosso un giro d’affari di 43 miliardi di euro. Il gruppo Rewe dovrebbe consolidarsi, secondo le stime, del 12%.

                «La nostra quota di mercato sulla Penisola è pari al 2%», sottolinea l’a.d. «L’obiettivo è di andare almeno al raddoppio». A sostegno delle nuove aperture Rewe Italia investe il 2% del suo fatturato, tra pianificazione marketing e pubblicità tradizionale. Al centro della strategia Rewe resta un posizionamento che scommette sul profilo medio del consumatore, già conteso da concorrenti come Esselunga, Unes o Sma al Nord, Gs nell’area capitolina e piccoli imprenditori nelle zone del Nord-Est.
                «Ecco perché abbiamo rinnovato il nostro assortimento», chiosa Rivolta, che è anche presidente della commissione lavoro della Confcommercio in trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Terziario che coinvolge quasi due milioni di lavoratori e 820 mila aziende, «facendo delle produzioni biologiche, delle private label e delle linee primo prezzo i nostri punti di forza».