Standa, Accordo 21/01/1977

    21 gennaio 1977
    ACCORDO AZIENDALE NAZIONALE SU RISANAMENTO,
    POLITICHE COMMERCIALI E SOSPENSIONE

    Le parti premesso che:

    La Standa ha denunciato sino dal 15 Ottobre 1976, un’eccedenza di organico di 5.000 unità lavorative e l’esigenza di procedere in tempi ravvicinati, ai conseguenti provvedimenti di licenziamento del personale esuberante in assenza di strumenti legislativi di sostegno quale la cassa integrazione;
    Le Organizzazioni Sindacali hanno respinto totalmente le soluzioni prospettate ed hanno proposto alla Società una strategia alternativa di risanamento;
    La Standa al fine di ricercare una soluzione concordata, si impegna a definire la propria condotta secondo quanto previsto dal presente accordo.
    Preso inoltre atto
    del grave stato di crisi della società che richiede interventi urgenti, per il riequilibrio del rapporto costi-ricavi, capaci di avvicinare la produttività individuale e globale ai livelli del 1971;
    degli impegni assunti dalla società in ordine al nuovo ruolo che la stessa perseguirà in materia politica commerciale, di formule di presenza sul mercato e di prezzi ed a cui sono finalizzati i piani di ristrutturazione e sviluppo;
    dell’impegno assunto dalle Organizzazioni Sindacali in ordine alla accelerazione dell’attuazione dei piani di risanamento e sviluppo ed alla riduzione in tempi brevi dell’incidenza del costo di lavoro sul fatturato;
    hanno stipulato l’accordo di cui appresso da valere per la STANDA Spa e la S.T.S. Spa.

    STRATEGIA DI MERCATO
    La Standa è impegnata al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

    1)Offrire al pubblico una gamma selezionata, ma completa di merci destinate a soddisfare le esigenze delle larghe masse di consumatori relative all’alimentazione, all’abbigliamento e all’abitazione.
    Ciò implica la costruzione e il mantenimento di assortimenti organici ed equi-librati composti da articoli selezionati per qualità e garantiti dalla continuità dei rifornimenti ai punti di vendita al fine di mantenere un rapporto di fiducia con il consumatore.

    2)Formare prezzi a partire da corrette e trasparenti analisi di costo, al fine di massimizzarne la convenienza per il consumatore, la stabilità nel tempo, la competitività sul mercato, e, pertanto, la capacità calmieratrice.
    In particolare la STANDA:
    — rinuncia a trasferire sui prezzi al dettaglio del 1977 una parte dei maggiori costi sopportati per l’acquisto delle merci; (allegato A)
    — si impegna ad avviare la politica dei prezzi trasparenti a partire dalla formazione di un paniere di prodotti alimentari di prima necessità (come ad esempio pasta, riso, olio, burro, carne etc.) per i quali renderà pubblici tutti gli elementi che determinassero eventuali variazioni dei prezzi e si inserirà attivamente in analoghe iniziative promosse dalle autorità locali.
    La definita composizione del paniere e la data della sua attuazione saranno concordate entro il 28 Febbraio 1977.

    3)Curare una precisa informazione al cliente, attraverso l’assistenza dei personale al fine di indicare il più esatto uso e trattamento dei prodotti acquistati, migliorando la prestazione in rapporto alla spesa sostenuta.
    Orientare allo stesso fine le risorse riservate alla pubblicità.

    4)Gestire i rapporti con i settori agricoltura e industria con l’obiettivo di favorire il processo di integrazione tra la produzione, la trasformazione e la distribuzione ed eliminare ogni sfrido economico. Assicurare assoluta priorità ai rapporti con la produzione nella selezione delle fonti di approvvigionamento; in particolare privilegiare, a parità di condizioni di reciproca convenienza, i rapporti con i produttori cooperativi ed associati.
    La Standa allo scopo di fornire elementi di orientamento e programmazione alla produzione e trasformazione dei prodotti agricolo-alimentari, promuoverà, nell’ambito delle convenienze economiche, contratti di conferimento con i produttori.

    5)Articolarsi in strutture che soddisfino le esigenze del mercato con minimi costi di investimento e di gestione, al fine di dare la massima efficacia alla strategia commerciale.
    E’ pertanto prevista la seguente struttura:
    — centri di distribuzione al servizio dei punti di vendita Standa ed affiliati;
    — centri di distribuzione e cash & carry al servizio di commercianti indipen-enti associati e cooperative.
    Questa struttura garantisce maggiori vantaggi al consumatore attraverso:
    — la riduzione dei costi di distribuzione per le filiali Standa;
    — la costituzione di centri di raccolta delle produzioni locali da offrire in via prioritaria alle forme associate di vendita, assicurando continuità di servizio e massima stabilità dei prezzi;
    — l’estensione dell’offerta a prezzi ingrosso STANDA (anche nelle zone ove la Standa non sia presente con propri punti di vendita) alle aziende al dettaglio allo scopo di promuovere e sostenere processi di associazionismo, di aggregazione e, quindi, di razionalizzazione.

    PIANO DI RISANAMENTO E SVILUPPO
    Per consentire il rilancio dell’Azienda e la realizzazione della strategia di mer-cato di cui al punto precedente.

    A) NUOVI INSEDIAMENTI.

    1°) Il piano dei nuovi insediamenti e lo stato degli investimenti 1977, costituisce parte integrante del presente accordo (allegato B);

    2°) Il piano è informato alle seguenti scelte:
    — realizzazione delle unità di vendita complete di tradizionali ed alimentari, secondo modelli unificati, tesi al raggiungimento della massima efficienza con il minimo costo, ubicati nelle aree privilegiate dai nuovi insediamenti abitativi;
    — realizzazione di unità della vendita di soli prodotti alimentari (supermercati) sempre secondo modelli ottimali unificati da realizzare prevalentemente nelle zone più arretrate dal punto di vista del commercio organizzato;
    — limitazione della presenza STANDA, nel settore degli ipermercati alle sole nuove unità, per le quali la società è già fortemente impegnata, di Verona, Assago e Casoria, località che presentano caratteristiche favorevoli per tale tipo di insediamento e nelle quali le unità stesse possono efficacemente concorrere a risolvere gravi problemi occupazionali.

    3°) Per la realizzazione del piano, la STANDA mobiliterà investimenti per circa 220 miliardi di lire che consentiranno di realizzare nel triennio 1977/1979, oltre 5.000 nuovi posti di lavoro, così ripartiti:
    — 1.138 posti di lavoro entro il 1977;
    — 1.733 posti di lavoro entro il 1978;
    — 2.220 posti di lavoro entro il 1979.

    4°) Le parti si danno atto che l’attuazione del piano è anche condizionata dall’ottenimento da parte della società delle autorizzazioni di legge.
    5°) Le parti dichiarano che intendono operare al fine di rimuovere gli ostacoli programmatici e burocratici che impediscono o rallentano l’attuazione del piano.

    B) INTERVENTI SULLE STRUTTURE ESISTENTI
    1) Centri di distribuzione:

    — ristrutturazione dell’intera rete di trasporti a monte e a valle;
    — riorganizzazione dei rifornimenti tramite l’uso di containers e programmazione dei trasporti con sistemi computerizzati;
    — utilizzo di centri di distribuzione specializzati per specifiche merceologie;
    — programmazione dei flussi di lavoro in modo da stabilizzare l’utilizzo del personale dipendente, consolidare l’occupazione e ridurre il ricorso al lavoro in appalto.

    2) Punti di vendita al dettaglio.

    Per l’ammodernamento e la razionalizzazione delie filiali esistenti, il piano prevede interventi di:
    — riadeguamento del lay-out, per meglio aderire alle esigenze dei con-sumatori e razionalizzare l’utilizzo delle strutture esistenti, giungendo alla specializzazione in soli alimentari o in soli non alimentari là dove i parametri di costo e di mercato lo rendano necessario;
    — perfezionamento delle tecniche di presentazione, con eventuale rinnovo delle attrezzature per migliorare l’utilizzazione dello spazio e quindi ridurre l’incidenza sui costi;
    — perfezionamento dei mezzi di informazione del consumatore, in particolare tramite l’imballaggio e la pubblicità sul punto di vendita, ridisegnando, quando è il caso, vetrine – display etc.
    Il programma è già stato avviato con lavori interessanti a 24 unità, che costituiscono il “ gruppo campione ”, atto a fornire le necessarie indicazioni di ordine tecnico, organizzativo e commerciale per la prosecuzione degli interventi nelle altre filiali. Per 47 filiali, pesantemente critiche, sarà approfondita la possibilità di recupero di una metà delle stesse attraverso appropriate modificazioni delle tecnologie e delle lay-out o attraverso diversa utilizzazione per vendite particolari.
    Per la residua metà, tenuto conto dell’obsolescenza territoriale e strutturale per la quale non sono stati identificati idonei interventi di recupero, verrà studiata in alternativa alla chiusura la possibilità di trasferimento in nuove sedi.
    I risultati di tali approfondimenti e studi saranno verificati con le organizzazioni sindacali territoriali.

    GARANZIE OCCUPAZIONALI
    In relazione alle misure concordate per la riduzione dei costi di lavoro eccedentali, la STANDA si impegna ad attuare i programmi di ristrutturazione e risanamento senza ricorrere a licenziamenti.
    Per altro la Società non sostituirà il personale che per qualunque causa cesserà dal servizio, fino a integrale riutilizzazione delle eccedenze di cui all’allegato C), e provvederà quindi a ripristinare gradualmente gli attuali livelli occupazionali secondo quanto previsto dal piano di sviluppo.

    MOBILITA’
    Premesso che durante il triennio di ristrutturazione la mobilità è finalizzata:
    — al rilancio dell’efficienza e della produttività e dal miglioramento del servizio reso al consumatore;
    — al riequilibrio ed alla ridistribuzione degli organici tra le varie unità, tenuto conto delle esuberanze di personale denunciate dalla Società con riferimento alle singole realtà locali;
    — alla realizzazione delle soluzioni concordate in alternativa ai provvedimenti di riduzione di personale e di chiusura di unità obsolete, quali in particolare l’esodo volontario, il blocco del turn-over, le sospensioni dal lavoro generalizzate, il part-time volontario;
    — alla costituzione degli organici nelle nuove unità attraverso il riutilizzo di personale eventualmente ancora eccedentario dopo l’esodo.
    Si conviene quanto segue:

    A) L’Azienda verificherà preventivamente con le Organizzazioni Sindacali Provinciali i programmi di mobilità territoriale dei lavoratori che, per il personale non a livello quadro, sarà di norma circoscritta all’ambito della città e del suo hinterland.
    In occasione di tali verifiche le parti esamineranno eventuali problemi relativi ai trasferimenti al di fuori dell’ambito cittadino e del relativo hinterland e ne concorderanno le modalità.
    Nella gestione della mobilità territoriale prevista dai piani, l’azienda si im-pegna in ogni caso a:
    — privilegiare la consensualità, tenendo conto in particolare di gravi e comprovati impedimenti di ordine familiare;
    — salvaguardare in ogni caso l’inquadramento, il livello di professionalità e la retribuzione del lavoratore trasferito;
    — informare periodicamente le OO.SS. provinciali dei trasferimenti operati ai fini delle opportune verifiche in ordine all’osservanza dei criteri di cui sopra.

    B) Nell’ambito di ciascuna unità di vendita si attuerà la mobilità e l’intercam-biabilità interna necessaria per la realizzazione delle soluzioni organizzative previste dal presente accordo e per il conseguimento degli obiettivi commerciali dell’unità stessa e di quelli di incremento della produttività di completamento della professionalità dei lavoratori, di equa ripartizione dei ritmi e dei carichi di lavoro e di servizio alla clientela, sui quali le parti concordano:
    La mobilità e l’intercambiabilità saranno realizzate di norma attraverso la programmazione del lavoro dei gruppi.
    Le direzioni verificheranno preventivamente i relativi programmi con i CDA per tenere conto di ogni utile apporto critico e propositivo e per ricercarne il consenso.
    In situazioni particolari e non prevedibili, quali tassi anomali di assenteismo e punte eccezionali di vendita, la mobilità del personale potrà essere attuata anche al di fuori degli schemi programmati di cui sopra.

    ESODO VOLONTARIO
    Entro i limiti e con le ripartizioni territoriali delle esuberanze di personale di cui all’allegato C), compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative, al personale dipendente che entro il 15 febbraio 1977 intendesse risolvere consensualmente il rapporto di lavoro con la società sono offerti, in alternativa i seguenti trattamenti integrativi:

    I) corresponsione di una annualità della retribuzione in atto al 31 gennaio 1977 al netto delle ritenute di legge.
    2) Impegno della società alla riassunzione, nel rispetto delle norme in materia di collocamento, entro un periodo massimo di tre anni dalla data di risoluzione del rapporto e corresponsione, in tre rate annuali di pari importo, del 120% della retribuzione di cui al precedente punto.
    Nell’ipotesi in cui la società provveda a riassumere il suddetto lavoratore nel corso del secondo o del terzo anno dalla data della risoluzione del rapporto le rate annuali di cui sopra saranno applicate pro-quota.
    Alla riassunzione di detti lavoratori verranno applicati concetti analoghi previsti a quelli per la mobilità territoriale.
    A far data dal momento in cui gli sarà offerta la nuova assunzione il lavoratore avrà 15 giorni di tempo per accettarla e prendere servizio nella sede assegnata. In difetto, la società sarà esonerata da qualsiasi onere di riassunzione e di corresponsione delle rate di integrazione residue.
    Ai lavoratori riassunti, verrà riconosciuto l’inquadramento e un trattamento economico globale non inferiore a quelli in atto al momento della risoluzione del rapporto di lavoro nonché un’anzianità convenzionale pari a quella del precedente rapporto da valere ai fini degli istituti contrattuali con esclusione dell’indennità di anzianità.
    Gli importi di cui sopra si aggiungono all’indennità di anzianità, sono com-prensivi dell’indennità di preavviso che non verrà effettuato in servizio e verranno assoggettati al particolare trattamento fiscale riservato alle competenze di fine rapporto.
    Per il trattamento integrativo di cui al punto 2) potranno operare soltanto i lavoratori che non abbiano ancora compiuto 50 anni se donne e 55 se uomini. Al personale che abbia superato tali limiti di età e che entro il 15 febbraio 1977 addivenga alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, sarà accordata, in aggiunta al trattamento di cui al punto 1), il beneficio della pensione “ Premio Standa ” al compimento rispettivamente di 55 e 60 anni di età sempre che abbia maturato o comunque avrebbe maturato al compimento della età pensionabile, un’anzianità minima di servizio nella società di 15 anni.

    SOSPENSIONE DAL LAVORO
    Considerato il grave stato di crisi dell’Azienda e la mancanza nel settore del commercio di strumenti legislativi di sostegno per i processi di ristrutturazione, le OO.SS., rendendosi interpreti della volontà dei lavoratori di ripartirsi in materia egualitaria e solidaristica l’onere dell’alleggerimento temporaneo dei costi aziendali, diversamente conseguibile solo con una corrispondente riduzione effettiva degli organici, propone quanto segue:
    Nel corso del 1977 a decorrere dal mese di febbraio tutti i lavoratori, a turno, saranno sospesi dal lavoro per il periodo complessivo di un mese, senza diritto alla retribuzione, ma con decorrenza di tutti gli altri istituti contrattuali.
    Tale periodo sarà di norma frazionato in settimane salvo particolari esigenze tecnico organizzative. Potrà essere ridotto o aumentato fino a un massimo di due mesi procapite, in relazione all’andamento dell’esodo volontario e all’attuazione del piano di sviluppo.

    I programmi di frazionamento e di rotazione saranno comunicati preventi-vamente alle OO.SS. territoriali.

    La società, nell’aderire alla proposta delle OO.SS., si dichiara disponibile a corrispondere, ai lavoratori sospesi che ne facciano richiesta, un prestito, senza interessi, pari al 40% della retribuzione lorda mensile in atto al momento della sospensione dal servizio e comunque non inferiore a L. 160.000 uguale per ogni mese di sospensione, con quote corrispondentemente ridotte per il personale con contratto a tempo parziale. Il prestito sarà recuperato dalla società sulle competenze di fine rapporto.

    ASSENTEISMO
    L’Azienda fornirà trimestralmente alle OO.SS. nazionali e provinciali per le opportune valutazioni aggiornate, statistiche in materia. Eventuali situazioni particolari saranno prese in esame dalle direzioni dalle singole unità e dai relativi C.d.A.
    Al fine di verificare il raggiungimento di significativi traguardi sin dai primi mesi di applicazione del presente accordo, le parti si incontreranno trimestralmente.

    Per quanto sopra il primo incontro avrà luogo entro il 28 febbraio 1977.

    Analoghi incontri saranno programmati a livello provinciale, nonché per quanto in particolare attiene all’attuazione delle strategie di mercato e del piano di sviluppo a livello regionale.