Standa, 300 posti a rischio

08/11/2004


    Lunedì 8 Novembre 2004

    LA CRISI DELLA STANDA
    Sciopero di 8 ore, i sindacati denunciano la pesante ristrutturazione
    «Vogliono licenziare 300 persone e chiudere metà dei punti vendita»

    di Cesare Paroli

    MILANO — La grande distribuzione in Italia è terra di conquista. Ultima cessione, quella di Rinascente (alimentare) venduta da Ifil al gruppo francese Auchan (che era già socio). I transalpini di Leclerc hanno stretto un patto con Conad, i loro connazionali di Carrefour hanno realizzato un polo con con GS, Finiper e Unes. Il gruppo tedesco Rewe ha rilevato la Standa alimentare e controlla anche i supermercati Billa (presenti nel Nord Est) e Penny Market (in alcune regioni del Nord e Centro Italia). Gli ultimi baluardi che ancora resistono nel settore alimentare sono Coop, Pam, Esselunga. Ma per quest’ultimo gruppo, controllato dal cavalier Bernardo Caprotti (tornato proprio recentemente in sella, ridimensionando il ruolo dell’erede designato Giuseppe), giungono dagli Usa voci sempre più insistenti di qualcosa di più di un interessamento da parte del colosso WalMart.

    «Nella grande distribuzione il bilancio è pesante — ha sostenuto recentemente il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari —. Nel settore del largo consumo, almeno la metà del mercato fa capo a gruppi esteri, il che ha spostato oltreconfine il baricentro della politica del settore». La debolezza del sistema italiano è soprattutto strutturale: scarsa capitalizzazione, poche risorse, una legislazione che favorisce la frammentazione.


    Quello di Standa è un caso emblematico. Ieri in Lombardia i dipendenti di quel che resta del settore alimentare di Standa (acquisito appunto dal gruppo tedesco Rewe) hanno scioperato per 8 ore contro l’ennesimo annuncio di una ristrutturazione pesante, portata avanti senza un confronto coi sindacati, che prevede 300 esuberi e la chiusura di una quindicina di punti vendita. A Milano ieri mattina si è tenuto un presidio davanti alla storica sede della Standa in via Torino, in altre città si sono tenute manifestazioni analoghe. Secondo i sindacati, i dirigenti del gruppo che controlla Standa avrebbero comunicato che non è più possibile individuare soluzioni «non traumatiche per i lavoratori e che quindi si ricorrerà alle procedure di mobilità per ottenere una riduzione dei costi in tempi rapidi». Il che significa 300 licenziamenti.
    «Siamo molto preoccupati — sostiene Loredana Franco, segretario della Fisascat Cisl Lombardia —. Anche le 22 filiali lombarde sono a rischio e solo a Milano potrebbero esserci 80-100 lavoratori in esubero. L’azienda ha espresso una sostanziale indisponibilità alla nostra proposta di aprire una trattativa a tutto campo, a partire dal piano di sviluppo, coinvolgendo il ministero del Lavoro per utilizzare strumenti di tutela dell’occupazione. Si è limitata a comunicare di dover recuperare la differenza di bilancio nel 2005. Una posizione inaccettabile, che non tiene conto della necessità di trovare soluzioni nel rispetto e nella tutela dei lavoratori».
    I sindacati contestano anche la decisione dell’azienda di disdettare il contratto integrativo Standa e applicare unilateralmente, dal primo ottobre scorso, il contratto aziendale di Billa, con la conseguenza di «un peggioramento della condizioni economiche e di lavoro per i dipendenti». Alla vertenza sono interessati pure i dipendenti di Atlanta Market, anch’essa controllata dal gruppo Rewe.


    Il primo negozio di Standa (acronimo di Società Tutti Articoli Nazionali Dell’Abbigliamento e Arredamento) fu aperto a Milano il 21 settembre 1931. Nel 1939 i punti vendita erano già 19, nel 1995 in tutt’Italia si contavano 360 filiali più altre 360 delle società controllate. Nel 1958, proprio da Standa fu introdotto, per la prima volta in Italia, il settore alimentare con il sistema di vendita self service. Dal 1966 al 1988, Standa appartenne alla Montedison, che poi la cedette alla Fininvest. Tra il 1993 e il 1994, Standa acquisì il controllo del gruppo Essebi (i Supermercati Brianzoli di Angelo e Felice Franchini), nel 1995 il ramo d’azienda che gestiva gli ipermercati del gruppo, Euromercato, venne ceduto con l’intero patrimonio immobiliare alle società GS e Commerciale Immobiliare Atena. Nel 1998, Coin, gruppo veneto della grande distribuzione, acquisì dalla Fininvest il settore non alimentare di Standa, i cui spazi commerciali furono riconvertiti come Oviesse e Coin. Nello stesso anno, il marchio Standa e i supermercati alimentari vennero acquistati dalla Nuova Distribuzione (Mediocredito Lombardo) che dopo appena due anni li cedette al colosso distributivo tedesco Rewe.