IL TRIBUNALE DI SAVONA CONDANNA LIDL ITALIA PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE




FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
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9 luglio 2003

IL TRIBUNALE DI SAVONA CONDANNA LIDL ITALIA PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

La Filcams di Savona, a conclusione della vertenza con Lidl risolta dalla sentenza del giudice del lavoro, ha stilato questo comunicato.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Savona, dott. Giacomo Muraglia, ha accolto il ricorso della Filcams Cgil contro la Lidl Italia per comportamento antisindacale.

La sentenza ordina la cessazione immediata del comportamento illecito del datore di lavoro, il pagamento delle spese di giudizio e l’affissione di copia della sentenza alla bacheca aziendale per la durata di in mese.

Il fatto denunciato dal sindacato si era verificato il 22 aprile durante una riunione di lavoro, presso il punto vendita di Albenga in provincia di Savona. Il caposettore, a nome dell’azienda, aveva chiesto conto dell’adesione delle lavoratrici ad un’iniziativa promossa dal sindacato, ribadendo la necessità di venir informato preventivamente di ogni ulteriore forma di protesta per avere la possibilità di discuterne con le lavoratrici. Durante la riunione il caposettore ha poi attaccato la delegata sindacale, sig.ra Magone, cercando di mettere in cattiva luce la sua attività e sostenendo che non si atteneva alle direttive aziendali in materia di sicurezza e diffondeva informazioni non corrette.

Il gruppo Lidl, presente in Italia da più di 10 anni, leader nazionale nel segmento discount e che si vanta di far parte dei primi 20 operatori mondiali della grande distribuzione, non ha molto a cuore le condizioni di lavoro dei propri dipendenti.

L’abbattimento dei costi è il “must” di quest’azienda.

Il numero medio degli addetti per unità produttiva non supera i dieci lavoratori e ciò non consente né la costituzione di rappresentanze sindacali né il diritto di assemblea.

Molti lavoratori non possono venire a conoscenza dei loro diritti e delle iniziative sindacali tese a contrastare la politica dell’azienda quando questa oltre ai costi taglia anche i diritti.

La maggior parte del personale ha contratti di lavoro part-time con orario fisso - cui dà diritto la legge 863/84 -, sottoscritto alla firma del contratto, non rispettato dalla ditta, che usa l’orario di lavoro dei dipendenti adattandolo, con la massima flessibilità, ad ogni nuova esigenza organizzativa.

I lavoratori Lidl sono chiamati a svolgere ogni genere di mansione: dalla pulizia dei servizi igienici e delle aree antistanti i negozi ai lavori di facchinaggio.

Le norme della 626, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sono frequentemente disattese. Gli orari di lavoro di alcune figure professionali, spesso arrivano alle 12/14 ore al giorno. Il turn-over del personale è continuo e il ricorso al mobbing è frequente.

Chi fa sindacato, chi rivendica diritti contenuti nei contratti o previsti dalla legge, è considerato un nemico dell’azienda, uno che “ rema contro”.

Di recente le organizzazioni sindacali sono state costrette, vista l’indisponibilità dell’azienda, a interrompere le trattative per la stipula di un contratto integrativo aziendale. A seguito della rottura del tavolo delle trattative, sono state indette da Filcams Fisascat Uiltucs diverse iniziative di protesta tra cui uno sciopero nazionale lo scorso 3 maggio.

Il giudice Moraglia, con questa sentenza, invita l’azienda a cambiare registro, ristabilendo una situazione di legalità e di rispetto del diritto dei lavoratori alla attività sindacale.

Per ulteriori informazioni contattare Alberto Lazzari, segretario della Filcams di Savona, tel. 3351218773, e-mail filcams.savona@mail.cgil.it



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