“Staff leasing 1″ Chi approfitterà del nuovo contratto

13/07/2004


         
        Sette
         
         
         
        Numero 165, pag. 5 del 12/7/2004
        Autore: di Chiara Cinti e Pasquale Scordino
         
        Staff leasing da 3 mld €
         
        Call center, logistica telemarketing e funzioni commerciali i settori che approfitteranno delle potenzialità del nuovo contratto.
        È il valore del mercato a cui puntano le agenzie per il lavoro
         
        Staff leasing: obiettivo da 3 miliardi di euro. È quanto vale la possibilità, da parte delle agenzie per il lavoro, di somministrare manodopera a tempo indeterminato per interi reparti aziendali. Il nuovo contratto di lavoro, introdotto dalla Legge Biagi, coinvolgerà circa 300 mila persone nei prossimi tre anni. È quanto risulta da una ricerca sul settore condotta da Metis spa, agenzia per il lavoro, in occasione della pubblicazione del decreto del ministero del welfare nella G.U. del 2 luglio. Intanto le altre concorrenti, ex società di lavoro temporaneo, non restano a guardare e presenteranno entro il 31 agosto al ministero la richiesta di autorizzazione per poter operare negli ambiti disciplinati dalla riforma del lavoro: ricerca e selezione del personale, ricollocazione professionale, intermediazione ma soprattutto somministrazione di lavoro anche a tempo indeterminato (staff leasing). Secondo le stime degli addetti ai lavori, il valore globale di questo mercato è destinato a triplicare nel giro del prossimo triennio: i 9 miliardi di euro del 2003 (nel 2004 l’interinale da solo ha raggiunto un giro d’affari di 4-4,3 miliardi di euro) passeranno a 27 nel 2007.

        Il personale addetto a call center, servizi amministrativi, gestione della pulizia e magazzini aziendali finirà sotto il cappello dello staff leasing. ´Tutto ciò che non è core business dell’azienda potrà essere ceduto alle agenzie per il lavoro con la formula dello staff leasing’, spiega a ItaliaOggi Sette Gianfranco Testi, direttore generale di Ali. ´In questo modo l’impresa potrà dedicarsi meglio all’attività primaria pur mantenendo il controllo sulla qualità dei servizi senza l’appesantimento del vincolo del lavoro dipendente’. Il costo? Sarà equivalente a quello richiesto per il lavoro temporaneo: pari al 15-20% della retribuzione del dipendente. ´Abbiamo già fatto un check sui nostri clienti. Le risposte sono tendenzialmente positive. Dalle imprese ci arrivano richieste soprattutto per la gestione delle risorse umane, ma il loro sviluppo strategico continuerà a rimanere una competenza interna’. Le prime a usufruire dello staff leasing saranno le imprese grandi e medio-grandi. Poi le pmi. I progetti partiranno già da settembre di quest’anno. E per il 2006 già si prevede il boom.

        Se ne riparlerà dopo l’estate, ma è già tutto pronto. Anche Manpower, ex società di lavoro interinale in attesa di trasformarsi in agenzia per il lavoro, ha predisposto una divisione specializzata per lo staff leasing. ´Servizi e terziario avanzato saranno i settori dove il nuovo contratto avrà maggiore diffusione’, dichiara Paolo Donà, responsabile della divisione Staff leasing di Manpower. ´Ricorrere a questo contratto è una scelta di medio-lungo periodo di carattere organizzativo. Si tratta di optare per un’alternativa all’esternalizzazione e alla gestione diretta dei dipendenti, il cui costo sarà molto vicino a quello applicato per il lavoro interinale’. Con lo staff leasing è l’agenzia che si preoccupa di trovare personale specializzato e ne gestisce busta paga, malattia e ferie. ´Molte aziende che finora hanno utilizzato la collaborazione coordinata e continuativa potrebbero scegliere di usare lo staff leasing per quei co.co.co, il cui impegno è a tempo indeterminato, che non possono essere trasformati in contratti a progetto’ puntualizza Donà. Manpower ha già messo a punto qualche decina di progetti, gli staff sono composti in media da una quindicina di persone. E i committenti, per ora, sono solo le grandi aziende.

        Più cauta Temporary spa. ´Quanto si riuscirà a realizzare è da verificare solo nella pratica’, afferma Nicoletta Spina, amministratore delegato di Temporary. ´Ma il fatto che il lavoro interinale a tempo indeterminato non sia mai decollato, mi fa pensare che bisogna aspettare e vedere’. Saranno coinvolti principalmente operai, operatori di call center, magazzinieri e interi reparti Edp delle imprese. ´Rispetto all’attuale interinale lo staff leasing è un’occasione di lavoro più privilegiata. Quindi saranno coinvolti i lavoratori temporanei più fidati. L’azienda’, continua Spina, ´si sgraverà l’impegno della gestione del personale, delle procedure di assunzione e selezione, ferie, malattia e paga del lavoratore. L’agenzia per il lavoro, quindi, diventerà parte integrante della gestione risorse umane dell’azienda’. Il costo del servizio potrà variare da settore, ma il margine di guadagno per l’agenzia sarà quello previsto per il lavoro interinale (15-18% in più rispetto alla busta paga del lavoratore). Finora sono 30 i progetti di staff leasing a tempo indeterminato messi in cantiere per le grandi imprese. Saranno operativi dal mese di settembre. Ma nella formula staff leasing c’è spazio anche per i professionisti di alto livello, non solo per gli operai e addetti ai call center. Secondo Massimo Quizielvu, presidente Apla (Agenzie per il lavoro associate, che riunisce Adecco, Obiettivo lavoro, Vedior, Randstad, Kelly Services, Synergie, E-work, Italia Lavora e Quanta), ´le aree nelle quali il nuovo contratto potrà avere maggiore successo sono gli appalti di servizi e le figure professionali di fascia più elevata. In questo modo’, continua Quizielvu, ´anche le pmi potranno disporre di figure qualitative che altrimenti non sarebbero state attratte da aziende di piccole dimensioni’.

        Ma lo staff leasing è una torta che vale 3 miliardi di euro. La riforma del lavoro, infatti, movimenterà con il nuovo contratto circa 300 mila persone nei prossimi tre anni. Queste le stime di Metis spa agenzia per il lavoro, che in occasione della pubblicazione del decreto del ministero del welfare nella G.U. del 2 luglio, ha condotto attraverso il suo Osservatorio interno una ricerca sul settore. E per affrontare le nuove sfide del mercato ha brevettato tre servizi: staff leasing solution, staff leasing permanent e staff leasing payroll.

        Ammontano a 2.392.527 i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co). In base al dlgs 276 del 2003, i datori di lavoro dovranno convertire tali contratti nelle forme di lavoro disciplinate dalla stessa normativa.

        Secondo stime diffuse una parte dei circa 1 milione co.co.co. confluirà nei contratti a progetto o nel lavoro autonomo; i restanti 1,4 milioni, invece, passeranno al lavoro a tempo indeterminato. E da questo secondo gruppo saranno ´pescati’ i lavoratori per lo staff leasing. ´Una stima del nostro Osservatorio interno sul lavoro’, ha detto a ItaliaOggi Sette Piermario Donadoni, amministratore delegato di Metis spa, ´ci porta a pensare che 300 mila lavoratori che non sono lavoratori autonomi né riconducibili al contratto al progetto, saranno inquadrati con lo staff leasing’. Dal lato della domanda di somministrazione di lavoro a tempo determinato, ´similmente a quanto è avvenuto per il lavoro temporaneo’, ha continuato l’a.d., ´le prime a muoversi saranno le grandi imprese, poi le piccole e medie’. E i settori d’impiego più gettonati saranno quelli inerenti alle funzioni commerciali e i call center. Ma il servizio sarà oneroso per le aziende che lo richiederanno? Secondo Donadoni, l’effetto sarà probabilmente il contrario, perché ´il ricarico sul costo del lavoro è più che bilanciato dall’annullamento per le imprese dei costi di ricerca e selezione del personale, dagli oneri legati alla gestione amministrativa, al turnover e così via’. E, nel frattempo, la società ha brevettato tre nuovi servizi. Il primo, Staff leasing solution, mira a regolarizzare i contratti di co.co.co. garantendo al lavoratore di godere di una situazione contributiva e previdenziale analoga a quella del lavoratore dipendente. Mentre gli altri due, Staff leasing permanent e payroll, consentiranno alle imprese di esternalizzare la ricerca e la gestione amministrativa del personale.

        Intanto anche Adecco ha fatto le sue valutazioni sul caso. ´Oltre alla preparazione della domanda al ministero’, ha detto Gianni Bocchieri, direttore legale & public affair di Adecco, ´abbiamo condotto uno studio interno sul potenziale mercato. Abbiamo cercato di capire in che misura lo staff leasing si configura come un valido strumento alternativo alle altre forme contrattuali. Mentre la causale per la somministazione a tempo determinato’, ha continuato, ´è molto ampia, quella dello staff leasing è limitata a categorie specifiche’. Si tratta di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato per funzioni di alta consulenza (marketing, direzione, It) e attività non core, tipicamente gestite attraverso appalti di servizio.

        ´L’alta consulenza’, ha spiegato Bocchieri, ´è un potenziale settore di sviluppo dello staff leasing, ma richiede un grado di professionalità elevato. Per gli altri settori, invece, la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato sarà valida nella misura in cui offrirà una garanzia superiore rispetto all’appalto di servizio e operi una fidelizzazione delle risorse occupate’. Ancora però il mercato italiano sembra immaturo per il decollo dello staff leasing. ´I tempi di questa trasformazione’, ha aggiunto Donadoni, ´non saranno brevissimi perché la legge lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di prorogare l’utilizzo delle collaborazioni.

        Un esempio è l’accordo firmato nel marzo scorso da Assocallcenter e i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil, che ha prorogato i contratti di collaborazione coordinata e continuativa fino a ottobre 2005. A fronte di poche concessioni ai sindacati’, ha concluso l’a.d. di Metis, ´in tema di maternità e liquidazione, le 32 imprese iscritte ad Assocallcenter hanno ottenuto di rimandare l’assunzione di 10 mila lavoratori in maniera diretta o tramite lo staff leasing’. Anche per questo alcune agenzie per il lavoro si sono limitate a preparare la domanda da inoltrare al welfare, senza portare aventi nessun progetto. ´Presenteremo come le altre agenzie’, ha detto Maria Raffaella Caprioglio, consigliere delegato di Umana, ´la nostra richiesta per poter svolgere tutte le attività previste dalla normativa, ma abbiamo bisogno di maggiori chiarimenti da parte del ministero’. (riproduzione riservata)