Stabilimenti balneari, business a 1,3 miliardi €

19/04/2002





I dati dell’indagine Sib e Fipe-Confcommercio
Stabilimenti balneari, business a 1,3 miliardi €

Michele Menichella
ROMA – Superano di poco il tetto delle 12mila unità le imprese balneari italiane e fatturano almeno 1.300 milioni di euro, pari all’1,4% del totale dei consumi turistici. Sono dislocate in massima parte (41,7%) nel Meridione e in minima percentuale (9,6%) nel Nord Ovest; quelle situate nel Centro rappresentano il 25,5% del totale mentre le imprese del Nord-Est vantano una quota pari al 23,1 per cento. È questa la prima fotografia sugli stabilimenti balneari coordinata da Emilio Becheri per conto della Fipe (pubblici esercizi) e del Sib (Sindacato imprese balneari) che aderiscono a Confturismo di Confcommercio. Il rapporto (104 pagine in tutto) fornisce «stime e dati sufficientemente precisi», frutto di continue elaborazioni che pongono in evidenza – ha riferito Becheri – che le imprese che operano nel settore sono ben più numerose di quelle segnalate da Infocamere che ha contato 6.289 sedi con attività principale e secondaria e 5.252 unità con attività principale. La diversità – ha riferito Becheri – dipende dal fatto che le strutture presenti nel Sud sono notevolmente sottostimate e che spesso svolgono l’attività sotto altre voci, come alberghi, bar o campeggi. Ecco perché oltre ai 12.055 stabilimenti balneari, il Rapporto commissionato da Fipe e Sib affianca anche 2.684 alberghi con servizi balneari, 3.200 chioschi e 1.713 campeggi. Dall’indagine emerge che la palma d’oro degli stabilimenti balneari spetta all’Emilia-Romagna (che ne annovera 1.680), seguita da Toscana (1.280), Campania (1.124), Liguria (1.120) e Puglia (1.080). Fanalini di coda risultano Umbria e Piemonte (8) e Valle d’Aosta (1). Spetta, invece, al Nord Est il primato del fatturato medio per impresa che si è attestato nel 2000 su 149.910 euro contro una media nazionale di 102.022 euro. Al secondo posto le aree del Centro (111.034 euro) seguite da quelle del Nord Ovest (89.452) e del Sud (72.872). Dal punto di vista giuridico risultano assai limitate le società di capitale mentre prevalgono le imprese individuali, specie nelle aree meridionali e centrali. E dimostrato che il settore balneare ha un peso non indifferente, per il presidente del Sib, Riccardo Scarselli, non è più rinviabile la necessità di ammodernarsi. Il presidente di Confturismo, Sergio Billè, ha poi rivendicato maggiore attenzione al settore, capace di crescere ancora di più.

Venerdí 19 Aprile 2002