Squinzi: Ho avuto pressioni per isolare Epifani

28/09/2010

Per qualche passo in avanti sulla strada della ripresa del dialogo con il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, quelli compiuti da Confindustria a Genova e salutati con favore anche da Marchionne, se ne rischiano altrettanti a ritroso per le sospette pressioni anti Cgil emerse nello scorso rinnovo contrattuale dei lavoratori chimici.
LA SPERANZA DI MARCHIONNE Restano sempre alte le aspettative sul riavvicinamento tentato pochi giorni fa da Marcegaglia eBombassei nei confronti di Corso d’Italia. A parlare di «apertura molto positiva » è stato nientemeno che l’amministratore delegato di Fiat: «Sono sempre stato convinto che è sulla strada del dialogo costruttivo che si devono affrontare i problemi e trovare le soluzioni. Ripartire dal confronto, da un impegno che veda coinvolte tutte le parti sociali è un segnale di grande speranza per il nostro Paese» ha commentato Sergio Marchionne. Il Lingotto ci spera per evitare lo scontro frontale sul progetto di Fabbrica Italia, considerato «la risposta di chi non si rassegna a restare ai margini o, peggio ancora, fuori dal gioco», perchè «i lavoratori meritano soluzioni e prospettive certe». Ma il manager Fiat, rivendicando la natura e il ruolo di «un’azienda pienamente consapevole delle proprie responsabilità sociali », non si riferisce solo al mercato internazionale dell’auto. Pensa, addirittura, all’economia nazionale: «Fiat può rappresentare una svolta storica per l’industria italiana, usiamo Fiat per questo,ma non abusiamo di lei per fini politici».
L’ACCUSA DI SQUINZI Ma sul percorso di un sereno dialogo con il maggior sindacato del paese pesano anche le accuse sollevate ieri dal presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi: «È stato spinto per lasciare fuori la Cgil, io mi sono impuntato e ho detto che il contratto dei chimici doveva essere firmato da tutti». Parole subito smentite dai vertici di viale dell’Astronomia, che in una nota ha ribadito di «non aver mai messo in atto comportamenti volti a escludere la Cgil dalla firma dei contratti collettivi di lavoro». Quindi dal diretto interessato: «Ricevetti dagli associati il mandato di chiudere un accordo con tutte le organizzazioni sindacali». Ma comunque sufficienti a rinverdire vecchi dubbi: «Le spinte per lasciar fuori la Cgil dal contratto dei chimici? Ne sospettavo. Per fortuna anche nel mondo delle imprese esistono i galantuomini» ha commentato il segretario generale della Filctem-Cgil, Alberto Morselli. «Si è tentato di far prevalere il pregiudizio nei confronti della Cgil che non la discussione di merito sindacale» ha continuato Vincenzo Scudiere, della segreteria confederale.