Spunta un’idea per ricucire lo strappo Sabato in piazza e busta paga salva

10/02/2002



retroscena


Spunta un’idea per ricucire lo strappo Sabato in piazza e busta paga salva
      DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
      RIMINI –
      E adesso? Dopo un congresso dal quale la Cgil � uscita con posizioni pi� intransigenti che mai? E dopo che i rapporti tra lo stesso sindacato di Sergio Cofferati da una parte e la Cisl e la Uil dall’altra sembrano a un soffio dalla rottura? La partita sui licenziamenti � arrivata allo snodo decisivo.
      Non � un caso che il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, abbia detto: �Dell’articolo 18 non parleremo pi� in pubblico�. Le mosse, adesso, vanno studiate con cura e al riparo dai riflettori.
      Marted� la Cisl riunir� l’esecutivo e il segretario Savino Pezzotta respinger� la proposta di sciopero generale di Cofferati e proporr� invece �iniziative di mobilitazione che non gravino sulle tasche dei lavoratori�. Sempre tra qualche giorno la Cgil chieder� una riunione con Cisl e Uil. Che difficilmente potranno sottrarsi, perch� le tre confederazioni avevano gi� annunciato che, se il governo non avesse ritirato le modifiche all’articolo 18, avrebbero concordato nuove iniziative. Cofferati proporr� un percorso che culmini con lo sciopero generale. I segretari di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, non si accoderanno. A quel punto, un compromesso onorevole potrebbe essere quello della grande manifestazione nazionale, il sabato, senza sciopero. Non graverebbe sulle tasche, come dice Pezzotta. E riproporrebbe lo schema del ’94, richiamato non a caso da Cofferati a Rimini. Il 12 novembre del ’94 la manifestazione di un milione di persone contro la riforma delle pensioni del governo Berlusconi fu appunto di sabato. E senza sciopero. Pezzotta, per�, non vuole andare in piazza insieme col movimento no global, verso il quale, invece, Cofferati ha aperto proprio a Rimini.
      Ma esistono altri due scenari. Il primo: se Pezzotta e Cofferati passeranno dal braccio di ferro alla rissa, sar� rottura e ogni confederazione decider� le proprie mosse. Il secondo: se nei prossimi giorni il governo convocher� Cgil, Cisl e Uil, magari a Palazzo Chigi, non sar� pi� il tema dello sciopero a tenere banco, ma quello della trattativa. � quello che vuole Pezzotta. Che, a differenza di Cofferati, non pone una pregiudiziale alla trattativa: prima lo stralcio delle modifiche all’articolo 18 e poi il negoziato sul resto. Per la Cisl si pu� intanto trattare, lasciando alla fine il nodo dei licenziamenti. Confidando che su questo anche le imprese non sono compatte, con le grandi contrarie allo scontro finale.

Enr. Ma.


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