Spunta un «tesoretto» Inps

13/06/2007
    mercoledì 13 giugno 2007

    Pagina 13 – Economia

      LE MISURE

      Domani vertice governo-maggioranza sul Dpef. Fondo monetario, missione a Roma sui conti pubblici

        Spunta un "tesoretto" Inps
        Rifondazione: ora via lo scalone

          Per gli aumenti delle pensioni basse 700 milioni a partire da luglio

            ROBERTO PETRINI

            ROMA – Ore di lavoro febbrile per le mosse di politica economica di metà anno: domani il premier Prodi vedrà a colazione il ministri dell´Economia e del Lavoro, Padoa-Schioppa e Damiano e poi i capigruppo della maggioranza; venerdì è previsto il vertice con i sindacati e la riunione del consiglio dei ministri. Tutto in vista del rush finale per il «tesoretto» e Dpef di cui si prevede il varo a fine mese: con l´avvicinarsi della scadenza si accalcano le voci e le richieste. Più forte di tutti quella di Rifondazione: secondo il leader Franco Giordano c´è più spazio di quanto si crede per eliminare lo scalone perché l´Inps – ha dichiarato ieri – ha un «tesoretto» di 3 miliardi e 109 milioni (si tratta dei maggiori incassi dovuti all´aumento dei contributi previsto dalla Finanziaria 2007 come ha confermato l´ente previdenziale). Il ministro delle Politiche Sociali, Ferrero, sempre di Rifondazione, chiede l´aumento delle pensioni minime. Di Pietro reclama 30-35 miliardi per le opere pubbliche.

            Ma la vicenda dell´entità del «tesoretto», nonostante la scoperta di Giordano, continua a ballare: si tratterebbe di soli 2,5 miliardi (quelli già certificati dalla Relazione trimestrale di cassa) mentre il restante surplus (che pure è previsto) potrà essere speso solo a luglio avanzato quando ci saranno i conti definitivi (i dati sulle entrate di Bankitalia, che indicano una crescita del 6,9 per cento nel primo quadrimestre, lasciano ben sperare).

            A costellare la giornata ad alta tensione sui conti pubblici la presenza a Roma della «staff visit» del Fondo monetario internazionale: gli «sceriffi» sono arrivati lunedì e in due giorni hanno condensato in due paginette un fuoco di fila di domande per il viceministro alle Finanze Visco e per il sottosegretario Sartor. Riduzione dell´Ici, riforma delle tasse, bilancio e «tesoretto» al centro della loro attenzione.

            Quasi certo che la somma da redistribuire non potrà essere più di 2,5 miliardi, si deve sciogliere un altro enigma: una parte di queste risorse servirà anche per correggere i conti in corso d´anno (visto che i tagli ai ministeri non tengono e serve 1 miliardo per le infrastrutture)? Oppure i 2,5 della prima «tranche» del «tesoretto» saranno interamente spesi per pensioni basse e ammortizzatori sociali? La Cgil nel dubbio mette le mani avanti: «Giù le mani dal "tesoretto"», ha detto ieri Marigia Maulucci, «ci hanno detto 2,5 miliari e questi dovranno essere, la manovra correttiva è affar loro».

            Quello che è probabile – ma la decisone scaturirà solo dal confronto con i sindacati – è che ci sarà un intervento sulle pensioni basse: quelle di lavoratori che hanno una vita contributiva che li ha portati ad avere oggi tra i 600 e gli 800 euro al mese. Per questi è previsto un intervento di 6-700 milioni a partire dalla seconda metà dell´anno (dunque a regime si tratta di circa 1,4 miliardi). Gli altri interventi sono ancora tutti da decidere: nel governo c´è chi lavora per aumentare gli assegni al nucleo familiare e chi tira per anticipare per decreto un pacchetto di provvedimenti a favore dei giovani (ad esempio, contributi figurativi per i lavoratori discontinui).

            Oltre all´Fmi, i dati Istat sui conti pubblici del 2006 invitano alla prudenza: la spesa pubblica complessiva è cresciuta del 7,9 per cento con una dinamica «più accentuata» rispetto al 2005. L´Istat spiega inoltre che la pressione fiscale è aumentata «in maniera significativa» toccando quota 42,3 per cento.