Sprofondano i conti Coin ma gli operatori sono ottimisti

15/12/2003





FINANZA
lunedi 15 Dicembre 2003
pag. 45

chiusa la partita tedesca

Sprofondano i conti Coin ma gli operatori sono ottimisti



Patrimonio netto consolidato negativo e destinato a ritornare al segno più solo entro un triennio; 203,8 milioni di euro di perdita nei primi nove mesi dell’esercizio fiscale, tutti gli indicatori di redditività in rosso, a partire dal margine operativo (negativo per 8,2 milioni).
I conti di Coin sono quasi disastrosi ma, spiegano i vertici del gruppo, erano ampiamente previsti. E l’andamento in Borsa sembra dar loro ragione: il titolo è in forte risalita da qualche tempo, subito dopo l’andata in porto dell’aumento di capitale. Un paradosso, un abbaglio collettivo? Fino ad un certo punto. Una delle spiegazioni per la tenuta del titolo a Piazza Affari è che ormai gli investitori al dettaglio sono quasi completamente usciti, per lasciar posto agli investitori istituzionali. A quelli, insomma, che i conti li sanno interpretare, conoscono la situazione, magari sono in parte anche creditori del gruppo.
Il paradosso, infatti, è che l’ultima trimestrale, pessima, potrebbe anche essere l’inizio della ripresa: il gruppo, infatti, si è liberato quasi interamente della drammatica operazione tedesca. A Kaufhalle, acquisita tre anni fa, sono stati rivenduti contratti di negozi, magazzino e quant’altro. Un’operazione che è costata ben 122,2 milioni di oneri straordinari (un’altra ventina restano ancora da spesare) tutti imputati sull’ultima trimestrale. Così, chiusa la disastrosa campagna tedesca, potrebbe essere il momento di ripartire.
I segnali, a dire il vero, non sono tutti positivi. Basti pensare che nei primi nove mesi il risultato prima delle imposte e delle componenti straordinarie è comunque in rosso, per 74 milioni di euro, mentre nel corrispondente periodo del 2002 il buco era stato "limitato" a 45,8 milioni. Non basta, il fatturato dei marchi storici in Italia, Oviesse e Coin, ha registrato una contrazione del 2,4% (che sale al 4,8 per la sola Coin). I margini di redditività sono migliorati, ma i volumi sono scesi e anche dal fronte estero non tedesco, dalla Svizzera in particolare, le esportazioni si sono più che dimezzate.
Dal punto di vista meramente finanziario, la posizione non desta preoccupazioni immediate, visto che il debito è stato appena rinegoziato con le banche, ma resta sempre un’esposizione netta di 207 milioni di euro, e gli 80 milioni di aumento di capitale (peraltro finanziato dalle banche ai due fratelli Coin) sono già stati ampiamente inghiottiti dalla chiusura dell’avventura tedesca.
La vera scommessa comincia ora. E passa, in larga misura, per il ritorno alla piena redditività dei marchi storici.


(vi.p.)