Spiagge, il turismo boccia Tremonti

27/04/2005
    mercoledì 27 aprile 2005

    Turismo – pagina 16

      L’Emilia Romagna: passaggi tecnici lunghi. Confesercenti: così si fa largo ai potentati economici
      Spiagge, il turismo boccia Tremonti

        di Massimo Galli

        Un coro di no si è levato sull’ipotesi, lanciata dal vicepremier Giulio Tremonti, di vendere le spiagge italiane ai privati. A cominciare dalle regioni, che hanno competenza amministrativa sui canoni demaniali marittimi.

        Walter Verlicchi, responsabile servizio turismo dell’Emilia Romagna, si dice contrario a livello di principio. Comunque, ´la cosa è possibile a termini di legge, ma le procedure sono complesse, perché bisogna trasformare il demanio indisponibile dello stato in demanio disponibile, che può essere alienato. La procedura necessita del parere delle regioni, c’è la possibilità di fare osservazioni e ci vuole almeno un anno solo per questo’.

          Di ´ipotesi grave’ ha parlato Gian Valerio Sanna, assessore all’urbanistica ed enti locali della Sardegna, che ha aggiunto: ´Noi vogliamo conservare i litorali per tutelarli, e quindi, paradossalmente, saremmo interessati persino ad acquistarli se fosse necessario’. Anche dal settore turismo della regione Lazio viene un invito a trattare la materia con la massima attenzione.

            Sul fronte degli operatori, Marco Venturi, presidente della Confesercenti (di cui fa parte la Fiba-Federazione italiana balneari), ha definito l’idea frutto della ´finanza creativa’. Il pericolo di un’operazione di questo tipo, secondo Venturi, è quello che le piccole imprese siano costrette a cedere l’attività, lasciando spazio ´a multinazionali e potentati economici’. Possibilista, invece, il Sib (Sindacato italiano balneari, aderente a Confcommercio) che, per bocca del presidente Riccardo Borgo, si dice favorevole alla vendita non di tutte le spiagge, che sono un bene pubblico, ma di quelle dove gli imprenditori hanno creato strutture e fatto grossi investimenti.

              Andrea Giannetti, numero uno di Assotravel-Confindustria, ha detto che questa vendita ´fa pensare a interventi che vanno a incidere, in negativo, sulle bellezze paesaggistiche’. Infine, Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria, si trova d’accordo sulla possibilità di ´contrattare anche obiettivi di miglioramento della fruibilità del patrimonio delle coste, ferma restando la tutela piuttosto che l’alienazione’.