“Spiagge 1″ Litorali all´asta, c´è già un piano

27/04/2005
    mercoledì 27 aprile 2005

    Pagina 9 – Cronaca

    DOSSIER

      Litorali all´asta, c´è già un piano
      Uno studio operativo del Tesoro: concessioni fino a 50 anni
      Il progetto è stato ultimato proprio nei giorni scorsi dalla società Patrimonio spa
      Previsti introiti per 4-5 miliardi, destinati poi alla cartolarizzazione

        ROBERTO PETRINI

          ROMA – Tremonti è uscito allo scoperto, attirandosi ironie e contumelie da alleati di governo e oppositori: i più teneri hanno giudicato la sortita del vicepremier, ed ex ministro dell´Economia, alla stregua di una semplice provocazione. E invece lo studio operativo per vendere le spiagge c´è. E´ stato elaborato dalla società Patrimonio spa, controllata dal ministero del Tesoro, cui spetta il compito di valorizzare le risorse immobiliari e artistiche dello Stato, guidata da Massimo Ponzellini.

          Lo studio è stato ultimato nei giorni scorsi e proposto tra le varie opzioni da inserire nella Finanziaria 2006. Riguarda la valorizzazione delle 12 mila concessioni demaniali, affidate ad altrettanti operatori e ditte balneari, in parole povere bagnini e stabilimenti, con tanto di cabine e ombrelloni.

          L´operazione parte dalla considerazione che le 12 mila concessioni in essere rendono allo Stato una cifra che viene considerata esigua e che è valutata, ai prezzi del 2005, in 25-30 milioni di euro. Da anni si cerca di far crescere questo gettito, tanto che nella Finanziaria 2004 si è deciso un aumento del costo delle concessioni fino al 300 per cento, una norma in tal senso è stata approvata ma la sua applicazione è rimasta in mezzo ad un guado, dopo innumerevoli rinvii, per l´opposizione degli operatori del settore. Lo studio della Patrimonio valuta inoltre che la riscossione dei canoni di concessione è attualmente piuttosto disordinata: incassa lo Stato ma gli esattori sono in qualche caso le Regioni, in altre le capitanerie di porto, in altre ancora il ministero dei Lavori Pubblici o i Comuni.

          Così la Patrimonio ha pensato di avanzare un´opzione agli operatori balneari, che attualmente hanno concessioni della durata media di sei anni, in modo di allungare il periodo di concessione a circa 50 anni. Non si tratterebbe dunque di una vendita (come del resto ha precisato ieri lo stesso Tremonti) ma di un aumento di durata e canoni che sarebbe attuato, operativamente, dal ministero delle Infrastrutture e dall´Agenzia del territorio (cioè il vecchio demanio). La proposta, che si ispira a quanto è stato fatti in Gran Bretagna, potrebbe essere accolta con favore dai bagnini che sarebbero posti nella condizione di fare investimenti con un orizzonte temporale più ampio e con maggiore certezza.

            Le stime elaborate dalla Patrimonio spa, valutano che se solo la metà dei 12 mila operatori accogliesse l´offerta del Tesoro, l´incasso per l´erario sarebbe a regime di 4-5 miliardi di euro. A questo punto interverrebbe la parte finanziaria, e creativa, del meccanismo: gli incassi futuri di tutte le concessioni verrebbero cartolarizzati, cioè si chiederebbe un anticipo ad una serie di operatori finanziari che a propria volta emetterebbero obbligazioni sul mercato per reperire le risorse da fornire all´erario. L´incasso già dal 2006 sarebbe di 2-3 miliardi di euro e potrebbe essere computato tra le entrate della prossima Finanziaria. Le risorse, si spiega infine, non andrebbero a riduzione del debito ma sarebbero impiegate al Sud per realizzare infrastrutture e per migliorare l´assetto delle coste.