Spese al bar da 9,4 miliardi

22/06/2004
    del lunedì

    sezione: ECONOMIA
    data: 2004-06-21 - pag: 9
    autore: VINCENZO CHIERCHIA
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    Spese al bar da 9,4 miliardi
    Il giro d’affari dei bar italiani si attesta intorno ai 9,4 miliardi, secondo le stime del Rapporto elaborato dalla società di ricerca TradeLab di Milano che verrà presentato domani. Caffè e cappuccino restano i prodotti più "gettonati" al bar, ma rappresentano soltanto il 27,3% del fatturato complessivo degli oltre 130mila esercizi in attività in Italia. I piatti pronti, invece — che per molti versi rappresentano la nuova frontiera dei bar —, costituiscono il 2,3% degli atti di acquisto e il 5,3% del giro d’affari complessivo. In pratica, mangiare al bar a mezzogiorno rappresenta un business da poco meno di 500 milioni circa, sempre secondo le stime TradeLab.

    Il forno a microonde — prosegue l’indagine coordinata da Luca Zanderighi — costituisce una componente essenziale delle attrezzature dei bar italiani, subito dopo il congelatore, insieme alla piastra scaldapanini. Al contrario, gli apparecchi per gelato sono sempre meno diffusi.

    Spese variabili. La spesa media per consumatore per i pasti al bar — rileva sempre l’indagine TradeLab — si attesta sui 4,9 euro con visibili differenze tra le varie città: la più "cara" è Milano (dove la spesa media a pranzo è di 6,2 euro); seguono Genova (5,8), Torino (5,6), Roma (3,9), Palermo (3,6) e Napoli (con una spesa media di 3 euro). Va comunque sottolineato il fatto che solo il 12,5% dei bar di Napoli accetta i buoni pasto contro una media italiana del 34,8% e un picco massimo a Milano con il 79,9 per cento.

    Per quanto riguarda la specializzazione dei bar, l’indagine di TradeLab ha individuato quattro tipologie: multipurpose (35% del totale), breakfast & morning (28), evening & night (20,2) e lunch (16,8%).

    Margini ampi. Una ricognizione sui comportamenti dei consumatori ha poi messo in rilievo il fatto che i margini di crescita dei bar sono ancora ampi. Per esempio, nel caso del pranzo la dichiarazione di frequentazione da parte dei consumatori risulta oggi limitata: 8% "saltuariamente" e 19,7% "spesso", con un 72,4% degli intervistati che dichiara di non andare mai o quasi mai in un bar a mezzogiorno. Nello stesso tempo il 52,6% dei consumatori va al bar per fare colazione.

    È Milano la grande città dove i bar sono in piena ristrutturazione. L’analisi TradeLab rileva, infatti, che la superficie media degli esercizi in attività nel capoluogo lombardo è di 80,1 metri quadrati a fronte di una media italiana di 74,4 metri. I bar più piccoli si ritrovano a Napoli con 53,7 metri in media.

    La stragrande maggioranza dei bar italiani risulta comunque compresa al di sotto dei 70 metri quadrati. Un retaggio della vecchia tipologia di bar, specializzata sul servizio veloce di caffè e bibite al banco, e disponibile a ogni angolo di strada.

    Per offrire servizi, però, ci vuole spazio. Milano con 41,1 posti a sedere in media guida la classifica italiana, contro una media di 22,7 posti a sedere per l’intera Italia. A Napoli (con 16 posti), Roma (15) e Palermo (11,2) si trovano invece i bar meno accoglienti.

    Imprese familiari. L’attività resta prevalentemente a carattere familiare e con tassi d’impiego contenuti: 2,2 addetti in media in Italia, con una punta di 3,6 a Palermo. Per quanto riguarda gli orari di apertura, infine, la palma d’oro spetta a Palermo con una media di 15,6 ore al giorno (14,9 la media italiana), seguono Roma (15,3), Napoli (14,9), Milano (14,4), Genova e Torino (14,2).

    Palermo è anche leader nella classifica della frequentazione: 1.659 clienti a settimana (1.349 la media italiana), mentre a Torino si registra il numero più basso (863).