Spese a Natale: si spera nel bonus

04/12/2000

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Lunedì 4 Dicembre 2000
europa mondol
Spese a Natale: si spera nel bonus.

Dalle playstation ai Dvd sono in primo piano gli acquisti di impianti elettronici

Grande incertezza regna nelle previsioni riguardanti le spese degli italiani nel periodo natalizio. Se il bonus fiscale che ha reso più pesante la busta paga di novembre può far ben sperare in una ripresa dei consumi, altri dati riducono le aspettative. Quasi sicuramente telefoni cellulari, play station, Dvd e ricevitori satellitari la faranno da padroni quest’anno, ma sull’importo complessivo delle spese gli operatori del settore non si sbilanciano, in attesa di avere un quadro della situazione più definito nelle immediate vicinanze delle feste.

Del resto negli ultimi anni si è diffusa sempre più la tendenza a ritardare gli acquisti e ciò rende più difficile riuscire a prevedere con largo anticipo le aspettative e i comportamenti dei consumatori.

In primo luogo, però bisogna registrare il dato positivo costituito dal bonus fiscale. «L’anno scorso il 24% della tredicesima è stata utilizzata per i consumi natalizi — afferma Marco Venturi, presidente di Confesercenti — e dato che quella quota equivale al bonus fiscale di quest’anno, in teoria si ha un raddoppio della somma a disposizione (per un totale di circa 26 mila miliardi)». Ma è tutto da verificare se gli italiani decideranno di spendere le 350mila in più che si sono ritrovati in busta paga. Di sicuro la tradizione dei regali non verrà meno, anche se negli ultimi anni ci si è progressivamente orientati su beni meno costosi. «Nel settore dell’abbigliamento — conferma Venturi — capi impegnativi come cappotti e vestiti si comprano ormai nel periodo di saldi e per Natale ci si orienta su articoli meno impegnativi». Certo che, secondo Confesercenti, un fine anno caratterizzato da grandi numeri potrebbe contribuire a ridurre il gap tra grande e piccola distribuzione.

«Per il periodo natalizio si prevede una ripresa dei consumi, soprattutto rispetto all’andamento di quest’anno — afferma Franco Mambelli, direttore commerciale di Conad —. Tuttavia non prevediamo un livello di spesa analogo a quello del 1999». In effetti i consumi, soprattutto nel settore alimentare, l’anno scorso sono stati favoriti dalla congiuntura, con i festeggiamenti di fine millennio. «Attualmente non si registra una propensione alla spesa eccezionale – continua Mambelli – ma bisogna verificare l’incidenza del bonus fiscale».

Prudenza negli acquisti è registrata anche da George Bertrand, direttore mercati-divisione ipermercati del Gruppo Rinascente che opera con insegne Auchan e Città Mercato: «La gente — spiega — si informa di più e tende a ritardare il momento degli acquisti. Nel complesso, comunque, prevediamo di mantenere un livello di vendite analogo a quello dell’anno scorso». Per quanto riguarda settori merceologici specifici, Bertrand conferma l’interesse per i prodotti tecnologici, come televisori di grandi dimensioni e Dvd, anche se «i prezzi sono ancora elevati».

Piuttosto curiosa, invece, la situazione che caratterizza il mondo dei giocattoli, con una grande richiesta di giochi elettronici non supportata da un’offerta adeguata, mentre si mantiene su buoni livelli la nicchia dei giochi tradizionali più semplici.

Previsioni rosee, invece, per il gruppo Interdis, anche se quale parziale conseguenza del fenomeno della mucca pazza, è previsto un surplus di lavoro rivolto soprattutto a informare e rassicurare i propri clienti sulla provenienza dei prodotti. E proprio la mucca pazza ha spinto il gruppo a variare maggiormente il proprio approvvigionamento di carne, come conferma Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing. Inoltre Santambrogio prevede «un acuirsi del fenomeno del prezzo civetta, soprattutto su prodotti come spumanti e panettoni, venduti sottocosto». Ma più che sull’abbassamento dei prezzi Interdis punta sul servizio al cliente, offrendo la possibilità di prenotazione degli alimenti per i pranzi di Natale e fine anno.

Resta l’incertezza, dunque, nel verificare quale effetto avrà il bonus fiscale concesso dal Governo sui consumatori italiani, sempre più propensi a valutare con cura la scelta dei regali e nel complesso a non impegnarsi nell’acquisto di articoli particolarmente costosi.

Matteo Prioschi