Sottocosto, una mina sui contratti di fornitura

29/10/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Commercio – Con il nuovo decreto è scattata la revisione dei prezzi di vendita e delle intese industria-distribuzione

    Sottocosto, una mina sui contratti
    Martedì vertice all’Indicod – Allarme sui poteri conferiti ai Comuni
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – C’è una rivoluzione nei contratti di fornitura tra le imprese produttrici di beni di largo consumo e le catene distributive all’indomani dell’entrata in vigore delle norme di legge che impongono il divieto di effettuare vendite sottocosto. Un vertice è in programma martedì prossimo a Milano (Indicod), nel corso del quale rappresentanti dell’industria e della distribuzione faranno il punto a tutto campo sul nuovo scenario, dopo che il Governo non ha concesso la proroga richiesta a gran voce dalla maggior parte delle imprese e delle associazioni dell’industria e della distribuzione. Da Centromarca si fa sapere che nel vertice di martedì saranno valutati gli effetti sul patto di stabilità industria-distribuzione per l’euro e le modalità applicative sui contratti di fornitura. Una analisi svolta di recente da Bain ha mostrato la sostanziale diversità e complessità dei contratti di fornitura italiani rispetto a quelli medi europei, in relazione anche alla tradizionale frammentazione del nostro sistema distributivo. «Gli accordi commerciali vanno cambiati – ha sottolineato Riccardo Francioni, direttore generale del gruppo Selex – con le nuove regole introdotte col sottocosto va rivisto tutto, soprattutto le modalità di calcolo degli sconti, la redazione dei contratti e le fatturazioni. Comunque ci troviamo di fronte a un periodo di forte instabilità, sarebbe opportuno evitare che si scateni una massiccia battaglia sui prezzi, che troverebbe alcune imprese impreparate». Nel settore commerciale c’è una profonda fibrillazione, anche perché si temono contraccolpi negativi in un momento assai critico per la situazione di instabilità a livello mondiale, di fronte alla quale la fiducia delle famiglie e delle imprese fa registrare continui cali (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). In ambienti dell’industria si fa sapere che tensioni su listini e contratti sono probabili. «L’accordo per la stabilità siglato in sede Indicod credo che sia ormai impraticabile, non ci sono più le condizioni – ha affermato Vincenzo Tassinari, presidente della centrale acquisti Coop e di Italia distribuzione -. Ora comunque si rifanno tutti i contratti e con regole nuove, tenendo conto del fatto che in generale ci sono aumenti forzati sui prezzi». La stima fatta in seno a Coop è di una spinta ulteriore intorno allo 0,8% alla dinamica dei prezzi del largo consumo (grocery). Secondo Iri-Infoscan la crescita dei listini grocery è oggi in media del 3,3% su base annua: alimentare +3,2%; prodotti per la casa +4,1%; detergenti persona +3,5 per cento. «I contratti vanno rifatti con una forte semplificazione e per le grandi industrie di marca prevedo pesanti difficoltà operative – ha aggiunto Tassinari -. Dai contratti occorre rimettere mano, ad esempio, ad almeno 18 voci di sconti differenti. Il vero nodo oggi è che va salvaguardata la politica delle imprese commerciali che hanno fatto della convenienza per il consumatore la loro bandiera. Già oggi abbiamo dovuto da un giorno all’altro rivedere al rialzo molti prezzi e stiamo rimettendo mano alle promozioni già programmate. Resterà poi da rimettere mano a un provvedimento che, tra decreto e circolare applicativa, è notevolmente farraginoso e manca in alcuni punti della chiarezza sufficiente». Tra le imprese lo sconcerto è stato pesante, come ha rilevato lo stesso Vincenzo Vitelli, presidente di Henkel e di Ecr Italia, paventando contraccolpi seri per la stabilità del mercato e per le relazioni nell’ambito della filiera. «Il fatto è che permangono aree di incomprensibilità nel provvedimento che appaiono insanabili – ha commentato Roberto Dessì, segretario generale Ancd-Conad -. Ci sono troppi aspetti negativi che vanno semplificati. I contratti sono in essere ma ora ci sono anche nuove regole. Il vero problema che si affronterà il cruciale periodo natalizio in una situazione confusa e difficile. Nell’ambito delle relazioni tra industria e distribuzione va poi verificata la complessa questione degli sconti. Vanno ancora chiariti problemi procedurali relativi alle promozioni già avviate e a quelle programmate. Pertanto industria, distribuzione e ministero delle Attività produttive devono riavviare il confronto per sciogliere i troppi nodi ancora presenti. Al tempo stesso l’Anci e i Comuni dovrebbero mobilitarsi per formare il personale che dovrà effettuare i controlli su contratti commerciali molto complessi».
    Sabato 27 Ottobre 2001
 
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