Sottocosto, appello dei grandi gruppi

04/10/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Oggi il Governo decide sulla richiesta di proroga

    Sottocosto, appello dei grandi gruppi

    Vincenzo Chierchia

    MILANO – Rush finale per bloccare l’entrata in vigore, il 25 ottobre, del decreto che disciplina (e proibisce in larga misura) le vendite sottocosto nei negozi. È in programma oggi, al ministero delle Attività produttive, l’incontro tra le associazioni del settore distributivo e i rappresentanti del Governo per esaminare la complessa vertenza. Negli ultimi giorni il pressing sull’Esecutivo è stato davvero incessante, perché sia i grandi gruppi della distribuzione che le aziende di marca vedono come il fumo negli occhi la concomitanza dell’entrata in vigore del regolamento sul sottocosto praticamente alla vigilia del debutto dell’euro e del changeover della lira. E così, in queste ore, oltre 200 grandi aziende aderenti a Ecr Italia (il laboratorio per il coordinamento e l’innovazione tra industria di largo consumo e distribuzione) hanno sottoscritto un documento inviato al Governo affinché il regolamento sul sottocosto venga sospeso. Su queste posizioni i principali gruppi della distribuzione: da Coop a Conad, da Carrefour Italia e Auchan-Rinascente a Finiper e Pam, da Selex a Interdis e Sisa. Sul fronte dell’industria sono scesi in campo big del calibro di Barilla, Parmalat, Ferrero, Unilever, Procter&Gamble, Pepsico, Coca Cola, Colgate-Palmolive e Granarolo. E si tratta solo di pochi nomi tra i numerosi firmatari, che rappresentano di fatto la gran parte della filiera del largo consumo. Una iniziativa coordinata quindi in ambito Ecr Italia in collegamento con quanto sviluppato in sede Indicod-Centromarca; un richiamo che si aggiunge alle prese di posizione avanzate nei confronti del Governo da tutte le associazioni del settore (esclusa la Confesercenti, contraria alla proroga): Confcommercio, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Faid insieme con diverse associazioni del settore industriale, Centromarca in pole position. Ha preso posizione ieri anche Esselunga, che in una nota ha denunciato il fatto che l’entrata in vigore del regolamento sul sottocosto creerebbe una confusione notevole tra i consumatori nel momento delicato di passaggio all’euro e vanificherebbe gli accordi in sede Indicod per rendere stabili i prezzi. Nel corso del vertice di oggi con l’Esecutivo dovrà poi essere discusso anche lo spinoso tema della circolare applicativa del regolamento sulle vendite sottocosto. Così com’è il testo del provvedimento da un lato lascia scontenti un po’ tutti e dall’altro si presenta assai poco applicabile e ricco di punti di interpretazione controversa. È timore diffuso che il testo, senza le opportune correzioni e precisazioni sul piano applicativo possa generare una enorme serie di contestazioni. Insomma si profila un contenzioso assai complesso tra imprese, con il rischio che i Comuni, cui sono affidati compiti di sorveglianza, dimostrino difficoltà a valutare contratti complessi come quelli tra industria e distribuzione.
    Giovedí 04 Ottobre 2001
 
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