Sostenere lo sciopero Cgil, nuova grana nell´Ulivo

10/10/2002




          (Del 10/10/2002 Sezione: Interni Pag. 7)
          UN DOCUMENTO FIRMATO DA PARLAMENTARI DELLA QUERCIA CHIEDE LA REVOCA, MA POI SCOMPARE
          Sostenere lo sciopero Cgil, nuova grana nell´Ulivo
          ROMA
          Tranquillità e concordia sembrano essere due condizioni che i ds non conoscono più ormai da qualche tempo. Nella Quercia, infatti, non si riesce a chiudere una polemica che, subito, se ne riapre un´altra. L´ultima mina in casa diessina l´ha fatta esplodere un documento in cui si chiede alla Cgil di revocare lo sciopero generale, sottoscritto da poco meno di una trentina di deputati della Quercia (dalemiani e «liberal») e da altrettanti parlamentari della Margherita (tra cui Franco Marini, Antonio Maccanico e il rutelliano Giovanni Vernetti). Un´iniziativa non proprio provvida, visto che cade in un momento in cui la vita interna di quel partito è piuttosto complicata. Già, perchè il fatto che a firmare quel testo, preparato da Giorgio Benvenuto, siano stati diversi esponenti di provata fede dalemiana, come Nicola Rossi, Salvatore Buglio, Alberto Nigra, Luigi Olivieri, e, soprattutto, Antonello Cabras, che sta in segreteria nazionale, ha creato più di un sospetto tra i ds, e ha fatto infuriare non poco Piero Fassino, il quale è riuscito a bloccare l´operazione, ma solo quando ormai era diventata pubblica. La posizione ufficiale dei ds, infatti, è di appoggio allo sciopero, benchè D´Alema non abbia mai nascosto alcune sue perplessità. Alla fine, comunque, Fassino è riuscito nel suo intento: il documento è «miracolosamente» scomparso e sono arrivate smentite su smentite. Il tutto, mentre partiva già la controffensiva. Non solo del «correntone». Da una parte, Paolo Flores d´Arcais e Nanni Moretti lanciavano un appello di adesione allo sciopero, dall´altra Cofferati faceva filtrare la sua arrabbiatura. Il Cinese, infatti, considera quell´iniziativa come un attacco alla Cgil e una forma di pressione dei dalemiani nei confronti di Fassino per costringere il segretario ad adottare la linea del presidente della Quercia. Un ragionamento, questo, che Pietro Folena, esplicitava nel pomeriggio di ieri con queste parole: «E´ un´iniziativa molto inopportuna che contiene un elemento di critica evidente alle posizioni giuste di Fassino sullo sciopero». Già, perchè la sortita di questo gruppo di parlamentari rischia di incidere sulle vicende interne dei ds. Dove c´è D´Alema che spinge il segretario ad adottare la sua linea, e, di contro, c´è il correntone (che oggi vedrà Fassino) che non dispera di riuscire a evitare che il leader si appiattisca sulle posizioni del presidente della Quercia. C´è da dire, però, che l´ennesima polemica che si è aperta ieri in casa diessina è, almeno in parte, frutto di un incidente. Da un mesetto, infatti, alcuni dalemiani e altri esponenti della Quercia ragionavano sull´opportunità di fare un´uscita sullo sciopero generale, magari portando la questione in sede di direzione di partito. Poi, però, la cosa è scivolata di mano ai suoi stessi promotori, finchè si è giunti a quel documento, con le firme anche della Margherita. Gli stessi dalemiani a quel punto si sono accorti che l´iniziativa poteva trasformarsi in un boomerang per il presidente della Quercia. Perciò alcuni di loro hanno tirato il freno a mano, sconfessando i compagni di corrente che avevano sottoscritto il testo. Il capogruppo ds a Montecitorio Luciano Violante ha fatto una reprimenda a Nicola Rossi, mentre personaggi come Peppino Caldarola e Franca Chiaromonte bocciavano pubblicamente l´iniziativa. Ma è indubbio che i firmatari del documento hanno raccolto gli umori di una parte della dirigenza della Quercia. Tant´è vero che Claudio Burlando, pur sconfessando l´operazione, ha ammesso di condividerne lo spirito e ha lanciato una frecciata all´indirizzo di Cofferati: «Sbagliava chi diceva che Cisl e Uil sono perse». Mentre Cabras ammetteva di aver firmato il testo e aggiungeva: «Non ho bisogno del permesso di Fassino per farlo». Quel che pensi Guglielmo Epifani di tutto ciò è cosa nota, perchè in un forum sull´Unità il segretario della Cgil ha già definito «singolare» il comportamento di quelle forze politiche che chiedono al sindacato di rinviare lo sciopero. Ma la vera singolarità sta nel fatto che questa polemica tra i ds è scoppiata proprio quando le organizzazioni confederali cominciano a mandarsi i primi segnali d´apertura, con Epifani il quale ha detto che se Cisl e Uil lo chiedessero la Cgil potrebbe considerare, «in via teorica», di rimandare lo sciopero per indire una mobilitazione unitaria, e con Savino Pezzotta che ha dichiarato: «Alla fine dovremo trovare il modo di ritessere i fili».
          Maria Teresa Meli