SOSTEGNO ALL OCCUPAZIONE FEMMINILE, OPERAZIONI POCO EFFICACI

07/01/2013

7 gennaio 2013

Sostegno all’occupazione femminile, operazioni poco efficaci

"Siamo ben lontani da segnare una seppur minima inversione di tendenza rispetto al ritardo culturale del nostro paese in materia di occupazione femminile e sostegno alla genitorialità” è il commento di Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil all’introduzione del Ministero delle Politiche sociali, di un mini-pacchetto a sostegno dell’occupazione femminile, per il prossimo triennio.

“La scusa della mancanza di soldi addotta dal Ministro Fornero non è una giustificazione plausibile, perchè quando si tratta di donne e lavoro, soprattutto in una fase di crisi economica come quella attuale, bisogna avere il coraggio di investire e non limitarsi ad operazioni a saldi zero, che si riducono a mero maquillage."

Gli obbiettivi dovrebbero essere almeno due, secondo la Filcams Cgil: da un lato la reale compartecipazione del marito o partner alla cura del bambino, dall’altro una rete di welfare a sostegno delle madri che giustamente vogliono conciliare lavoro e famiglia senza effettuare dolorose scelte. Obbiettivi mancati dai recenti interventi normativi. Il congedo obbligatorio introdotto per i papà non ha che un valore simbolico, mentre l’introduzione della opzione per la lavoratrice di poter optare fra congedo parentale e voucher mensile per asilo o baby sitter, non sposta di una virgola il problema della conciliazione: “la donna” sostiene Sesena “viene ancora una volta lasciata sola: le sue tutele non vengono ampliate ma solo rimodulate. Non c’è nessun segno di "modernità" in questi interventi, che continuano a individuare nella genitorialità un ostacolo nella vita lavorativa di una donna e non un elemento fisiologico della stessa.”

In un paese come il nostro in cui ancora è fortemente radicata fra uomini e donne la convinzione che una lavoratrice che sceglie di continuare il lavoro dopo aver messo al mondo un figlio metta a rischio la propria credibilità di madre ci sarebbe stato bisogno di maggior radicalità e coraggio. “Il lavoro delle donne” conclude Sesena “è una miniera su cui sempre più colpevolmente si continua a star seduti negandogli quella centralità che servirebbe invece, e da cui tutta l’economia del nostro paese potrebbe trarre gran beneficio."