Soste più Fini in autostrada

03/06/2004



3 giugno 2004 N.23


 

Economia e Carriera



Soste più Fini in autostrada
 
di  Guido Castellano

28/5/2004


Cibi di qualità e arredi stile Guggenheim. Con questa formula i re del tortellino sfidano l’Autogrill. In società con l’Eni.

 
Nella battaglia per il business della
ristorazione autostradale scende in campo il tortellino. Chi si fermerà in uno dei nuovi punti di ristoro Fini Grill lungo le autostrade o nei centri commerciali potrà gustare i veri tortellini di pasta fresca della tradizione emiliana, mantecati al momento. Il tutto in un ambiente hi-tech.
Alla
Finifast, società partecipata al 50 per cento dalla famiglia Fini e al 50 per cento dall’Eni, credono molto nel binomio «cibo di alta qualità e architettura» per rendere più gradevole la pausa durante un viaggio o lo shopping. Del resto, è grazie a questo nuovo modo di concepire il punto di ristoro che la Finifast ha ottenuto dalla Autostrade per l’Italia (gruppo Benetton) la concessione per gestire sette nuovi locali e ha rinnovato gli accordi per i ristoranti esistenti.

La strategia di espansione è stata elaborata insieme alla Marketvalue, uno dei più importanti studi francesi specializzato in «brand design» e architettura. Sulla scommessa la società ha deciso di puntare 30 milioni di euro per riallestire i 17 punti già aperti e per costruire da zero sette nuovi ristoranti in autostrada. «Contiamo di raddoppiare il nostro fatturato nei prossimi tre anni» prevede Vittorio Fini, amministratore delegato della Finifast. «Vogliamo passare dai 60 milioni di euro previsti per il 2004 ai 75 milioni del prossimo anno fino ad arrivare a 120 circa nel 2006».

Modello della nuova filosofia, alla quale saranno ispirati tutti i punti di ristoro Finifast, è quello appena inaugurato presso l’outlet di Castel Guelfo, a pochi chilometri da Bologna. «Abbiamo puntato molto sulla luce, le forme e materiali come l’acciaio per ridisegnare i locali Fini» spiega Alain de Mareilhac, presidente dello studio Marketvalue, che si è ispirato alle curve di un tortellino per progettare le isole di distribuzione dei piatti di gastronomia e le aree destinate a sala da pranzo. Precisa de Mareilhac: «Il cliente avrà la sensazione di muoversi in un ambiente stile museo Guggenheim».

Forme a parte, che nella sostanza il tortellino sia un punto chiave dei ristoranti Finifast lo dimostrano le cifre: nel 2003 ne sono stati serviti oltre 200 mila porzioni, numero destinato a raddoppiare nei prossimi due anni. «I piatti vengono cucinati dai nostri cuochi davanti al cliente che assiste alla lavorazione» spiega Fini. «Tutti i locali e le materie prime vengono monitorati da agenti che effettuano costanti e severi controlli qualità». Accanto ai primi e ai secondi nei nuovi punti ristoro ci saranno aree destinate a chi ha più fretta. «Puntiamo sulla pizza al trancio, ma anche su quelli che noi chiamiamo panini ricchi» aggiunge Fini. Un modello di ristorazione che la Finifast sta pensando di esportare anche all’estero.

Le idee di Fini, che con la sua famiglia gestisce da generazioni un famoso ristorante a Modena, non si fermano qui. Sono infatti in cantiere l’inaugurazione di un hotel a 5 stelle con 25 suite nel centro di Modena e l’apertura a Milano o a Roma di un ristorante per gourmet simile allo storico Fini modenese.



30 MILIONI DI INVESTIMENTI

Entro il 2006 previsti 24 ristoranti

La Finifast, controllata al 50 per cento dalla famiglia Fini e al 50 per cento dall’Eni, ha 650 dipendenti e gestisce 11 locali sulla rete autostradale e 6 all’interno di centri commerciali.

Nei prossimi 2 anni sono previsti in vestimenti di 30 milioni di euro tra restyling e nuove aperture: i dipendenti saliranno a mille e i locali a 24.

Nel 2003 i Grill della Finifast hanno ospitato 14 milioni di clienti, servito oltre 200 mila porzioni di tortellini e 4 milioni di caffè.