Sos forza lavoro qualificata

06/11/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
263, pag. 7 del 6/11/2002
di Alessandra Ricciardi



Indagine Unioncamere per Job Orienta 2002 a Verona. Mezzogiorno indietro.

Sos forza lavoro qualificata

Imprese in difficoltà, non si investe in formazione

Imprese in affanno nel trovare dipendenti qualificati. Circa il 39% della forza lavoro necessaria non è infatti disponibile sul mercato: i pretendenti non sono all’altezza in termini di formazione. È il dato che emerge dall’indagine realizzata da Unioncamere per Job Orienta 2002, la rassegna nazionale della scuola e del lavoro che si terrà alla fiera di Verona dal 21 al 23 novembre prossimi. Su un totale di 685 mila nuove assunzioni, che le imprese hanno programmato di realizzare per quest’anno, delle quali il 57% a tempo indeterminato, oltre 267 mila sono considerate di difficile reperimento. In difficoltà soprattutto l’industria, che lamenta una carenza del 47,7%, contro il 32,5% del settore dei servizi. ´È indispensabile qualificare l’offerta di lavoro e uno strumento utile può essere l’alternanza scuola-lavoro’, ha spiegato Camillo Cametti, commissario straordinario di Veronafiere, commentando la riforma della scuola presentata dal ministro dell’istruzione Letizia Moratti. Il disegno di legge delega sui cicli scolastici, che proprio oggi dovrebbe ricevere il primo via libera dal senato, prevede la possibilità per i giovani che devono assolvere l’obbligo formativo di alternare la frequenza scolastica con stage in imprese. L’obiettivo è duplice: dare agli studenti la possibilità di avvicinarsi gradualmente al mondo del lavoro, e contemporaneamente fornire loro competenze adeguate in termini formazione, e frenare il fenomeno dell’abbandono scolastico. Ogni anno circa 240 mila studenti, tra i 15 e i 18 anni, abbandonano la scuola e non fanno più nulla, non frequentando neanche un corso di formazione professionale né cercando lavoro, ha detto il consigliere del ministero dell’istruzione, Domenico Sugamiele. E se il governo conta di arginare l’abbandono attraverso il nuovo sistema di istruzione-formazione, anche le imprese sono decise a fare la loro parte. Nel 2001 la percentuale di aziende che ha fatto formazione è passata dal 15 al 24% e per il 2002 il sistema impresa punta a incrementare ulteriormente la fetta degli investimenti. A questo scopo il salone lancerà la costituzione di un club di imprese, che utilizzeranno i 20 milioni di euro del fondo sociale europeo per la formazione nelle regioni dell’Obiettivo 1, cioè del Meridione. Sono infatti del Sud, e di solito di piccole dimensioni, le imprese che fanno meno formazione continua e che, di riflesso, sono meno aperte ad assicurare uno scambio con il mondo della scuola. Secondo i dati Unioncamere, solo il 10% dei dipendenti è coinvolto in attività formative, che si traduce nel 3,4% per le pmi, nel 5,1% nelle imprese da dieci a 49 dipendenti, nell’8,9% in quelle da 50 a 249 e nel 24,6% nelle grandi aziende (oltre 250 dipendenti). La percentuale scende passando dal Nordovest (11,2%) al Nordest (10,7%) al Centro (10,4%) e infine nel Mezzogiorno (9,7%). A pesare sugli stage per dipendenti e non sono innanzitutto i costi, che sono per la maggior parte a carico delle stesse aziende: circa 1.000 euro annui per unità, che diminuiscono al crescere delle dimensioni aziendali, fino ad arrivare a 1.800 euro nelle pmi e a 550 euro nelle imprese con più di 250 dipendenti. La quota pubblica di investimento nel Mezzogiorno è del 14,3%, di poco più alta rispetto alla media nazionale. A livello regionale, la maggiore incidenza sulla spesa pubblica la fanno registrare l’Umbria (21,9%), la Liguria (18,3%), la Calabria e il Friuli-Venezia Giulia (17,7%), il Molise (17,1%) e la Sardegna (16,1%). Proprio per venire incontro alle difficoltà, non solo economiche ma anche organizzative, delle imprese ´è opportuno dare impulso a misure di policy che favoriscano gli investimenti formativi, quali quelle recentemente previste dalla Tremonti-bis’, scrive Unioncamere, ´individuano il modo migliore perché di queste norme riescano ad avvalersi anche e soprattutto le imprese di minori dimensioni’.

La situazione

- il 39% della forza lavoro richiesta non è disponibile per mancanza di formazione;

- 267 su 685 mila figure professionali sono di difficile reperimento;

- solo il 10% dei dipendenti delle imprese è coinvolto in corsi di formazione;

- 20 mln di euro: fondo sociale Ue che verrà utilizzato al Sud