SORRENTINO, QUALITA DEL LAVORO E LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE

12/04/2014

12 Aprile 2014

Qualita del lavoro e lotta alle disuguaglianze – intervento Sorrentino

“Questo è il terzo congresso che noi svolgiamo in una fase di crisi economia. Siamo qui oggi avendo fatto una scelta: fare un congresso cercando di avere un rapporto con la realtà che ci circonda.” Serena Sorrentino segretaria nazionale della Cgil, ha concluso il XIV congresso della Filcams Cgil Nazionale, dando spazio, come piace alla categoria, a proposte concrete di cambiamento e soluzione e per “ rispondere all’emergenza dell’oggi. Per questo abbiamo voluto affrontare un congresso con delle “azioni”, dando la possibilità alle lavoratrici, ai lavoratori e ai pensionati di dire cosa facciamo, a quale modello sociale auspichiamo e come vogliamo contrattare.”

La richiesta è di mettere tra le priorità il lavoro: “cercando di non smettere mai di porre il lavoro al centro del nostro agire sindacale.” Ma anche, l’equità fiscale, perché “il vero segno di discontinuità di politica fiscale con il passato lo vedremo solo quando questo paese sceglierà di introdurre una tassa patrimoniale, che ripristini un meccanismo di redistribuzione fiscale equo.”

“Il jobs act ci aveva fatto ben sperare” afferma Serena Sorrentino, “ma quello che abbiamo visto è in continuità con il passato: ancora una volta, sui contratti più tutelati all’interno di un variegato mondo, si cerca di intervenire deregolamentando.”

“Se vogliamo innovare le politiche del lavoro, dobbiamo fare un riforma universale degli ammortizzatori sociali, una disoccupazione universale per tutti a prescindere dal tipo di contratto e del settore dell’azienda, ed estendere la cassa integrazione. Una solidarietà universale non lascia da solo nessuno, è il “core business” della contrattazione inclusiva.”

Ma bisogna anche ridurre le forme di atipicità dei contratti che direttamente creano dumping contrattuale visto che la maggioranza del lavoratori non è tutelata da un contratto nazionale collettivo. “Il lavoro si tutela attraverso i contratti. Includere gli esclusi.”

E rimettere al centro il lavoro vuole dire anche qualità e giusti compensi: “Se vogliamo porre fine al modello di turbo capitalismo, non possiamo essere un paese che compete solo sui prezzi e sul costo del lavoro, ma un paese che deve competere sulla qualità del prodotto, e che vuole ricostruire la qualità del lavoro; le competenze dei lavoratori diventano un elemento importante.”

Non quanto, ma quale e come. Un investimento diffuso sulla conoscenza e sul sapere, per elevare le qualità delle competenze, elevare la qualità del lavoro e dell’offerta, perché altrimenti si continua a diffondere un modello di disuguaglianza.

Prendendo spunto dall’interessante dibattito sulle infiltrazioni mafiose nel terziario, secondo la segretaria è importante “riportare trasparenza e legalità nel lavoro perchè sono esercizio sostanziale dei diritti delle persone, dei diritti contrattuali, ma è anche ripristino della concorrenza leale, liberando le aziende dal ricatto. I fenomeni di abuso e irregolarità vanno contrastati, ma soprattutto puniti.”

La Confederazione, continuerà con il suo impegno, per tramutare le azioni del documento congressuale in soluzioni reali e concrete: “E anche se ci sarà meno ascolto e meno concertazione” afferma Serena Sorrentino “avremo comunque modo di far sentire la nostra voce; con il diritto di proposta e con la partecipazione dei lavoratori, ma anche con la mobilitazione.”

“Ma abbiamo bisogno anche di un cambiamento, di uscire da questo congresso diversi, decidendo insieme il nostro cambiamento, mettendoci tutti in discussione, ma cercando di trovare una sintesi.”

Recuperiamo il gusto di fare battaglia politica, ma rispettando il diritto di opinione delle minoranze e le decisioni della maggioranza. C’è una linea di confine della confederalità: esercitiamo il diritto di scegliere, ma partecipiamo allo stesso modo senza alzare di più la voce.

Cambiamo le pratiche, i nostri linguaggi, troviamo il coraggio di sperimentare soprattutto nell’inclusività della contrattazione, ma “salviamo il principio della democrazia partecipata nella nostra organizzazione, perché è quello che ci ha permesso di essere una organizzazione libera.”

Confederalità, è una parola chiave per Serena Sorrentino, per “sollevare il popolo dalla sofferenza, come dice Di Vittorio. Il pane per noi è il contratto e la rosa i diritti.”