Sorpresa: gli stranieri stanno diminuendo

12/07/2002



(Del 12/7/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
Sorpresa: gli stranieri stanno diminuendo
Il prossimo dossier Caritas: nell´ultimo anno 25mila permessi di soggiorno in meno

DICE: l´immigrazione sta crescendo. Dice che i flussi sono sempre più instabili, ondate di disperati che si muovono in modo imprevedibile e sarebbero poco propensi a radicarsi nei paesi che li accolgono. Bene: non è vero. Se riuscite a dare un´occhiata alle prime cifre fornite dalla Farnesina ed elaborate dalla Caritas nel Dossier 2002 che verrà pubblicato a ottobre, dovrete prendere atto di un paio di circostanze che smontano parecchie retoriche: gli immigrati in Italia diminuiscono; oltretutto, sono orientati a trasferirsi «stabilmente» da noi. Il totale degli stranieri che vivono in Italia con permesso di soggiorno è sceso, di poco ma è sceso. Ci sono 25mila persone in meno rispetto all´anno precedente, e dire che nel milione e 363mila di immigrati regolari si calcolano anche 148mila cittadini provenienti da altri stati europei: gente che non desta particolari allarmi né dal punto di osservazione della legge Turco-Napolitano, né da quello della Bossi-Fini approvata ieri. Che vuol dire? Che la questione, se la analizzi al di là della disputa politica, taglia in modo trasversale la distinzione sinistra-destra e si avvia a diventare – più di quanto lo sia stato finora – il problema autentico del mondo piccolo. Uno dei corollari più sorprendenti di questa «mondializzazione migratoria» è la tendenza dei nuovi stranieri a radicarsi: si deduce dal fatto che la maggior parte dei permessi chiesti e ottenuti sono per lavoro (il 59 per cento, cioè 801mila persone) e per famiglia (il 29 per cento, 394mila persone), si intuisce anche dalla bassissima quota di disoccupati (l´8 per cento). Significa che il marocchino che sbarca a Mazara del Vallo tende a comportarsi – e a cercare di integrarsi – più o meno come il portoricano che varca la frontiera della tortilla e affitta una casa-scatoletta nel perimetro della Los Angeles ispanica? Con qualche cautela, sì. Significa, anche, che tutti trovano lavoro? No, e ascoltate perché. Secondo i dati del rapporto – che elaborano previsioni della Farnesina e del Viminale – il numero degli immigrati cala anche perché tanti si trasformano da regolari in irregolari: spesso proprio perché il contratto di lavoro scade. Non è casuale che uno dei tratti salienti della Bossi-Fini si chiami, appunto, «contratto di soggiorno». L´italiano sarà più tranquillo se saprà che l´immigrato arriva al soldo di una fabbrichetta? È la risposta che i numeri non possono dare. Perché è vero che il nord est, per dirne una, chiede più lavoratori extracomunitari (già nel 2001 il 57 per cento degli stranieri s´è stabilito da Emilia Romagna in su); verissimo che gli immigrati calano (le previsioni sul 2002 parlano di uno straniero ogni 38 residenti, il 2,8 per cento del totale della popolazione); eppure è innegabile che i paesi da cui provengono continuano a rassicurare un po´ poco la casalinga di Voghera e il disoccupato meridionale che teme di vedersi scippata una già precaria occupazione: i «nuovi» stranieri sbarcano dall´Europa dell´est (il 30 per cento del totale) molto più che dall´Estremo Oriente, ormai considerato «più integrabile». Il signor Rossi rischia di trovarsi vicino di casa il potenziale trafficante di prostitute albanesi più che la colf filippina, il ristoratore cinese, il programmatore di software indiano? A detta dell´Ins (l´Immigration and naturalization service americano), «oltre una certa soglia» maggiori rigidità nelle regolarizzazioni e nelle procedure di asilo «determinano un aumento della clandestinità»: è quanto accade in Europa e, stando al Dossier Caritas, in Italia. La risposta sarà un aumento delle espulsioni? Nel 2001 34mila stranieri «irregolari» – 10mila in più dell´anno precedente – sono stati rispediti nei paesi d´origine. L´altra faccia di questo incremento è che l´efficacia dei controlli di frontiera (tipo espulsioni e respingimenti) è solo del 56 per cento. Promette il governo di centro-destra: faremo di più. Replica l´opposizione: state facendo meno di quello che facevamo noi. Chi dice la verità, chi mente? La sinistra «antagonista», quella che non ama neanche i padri della Turco-Napolitano, strizza l´occhio a Sergio Cofferati e costeggia centri sociali e associazionismo cattolico, intima: nessuna persona può essere irregolare, «nessun essere umano è illegale». Non è l´opinione che si sta affermando, dalle metropoli Usa alle istituzioni comunitarie che scriveranno la Carta dei diritti del primo secolo dell´era globale.
Jacopo Iacoboni