Sono scomparsi gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali

22/12/2004

    mercoledì 22 dicembre 2004

    Pagina 3
    sezione: IN PRIMO PIANO

    Sono scomparsi gli stanziamenti
    per gli ammortizzatori sociali
    Per l’indennità di disoccupazione mancano i fondi 2005-2007

      LINA PALMERINI

        ROMA • Nel cantiere ancora aperto della Finanziaria, al momento, non ci sono più le risorse sufficienti per la riforma degli ammortizzatori. Dalle ultime tabelle e calcoli arrivati ai tecnici del ministero del Welfare, quei 785mila euro necessari per consentire l’entrata in vigore della nuova indennità di disoccupazione, non ci sono più. E non solo per il 2005. Anche il 2006 e il 2007 restano sguarniti dopo le ultime incursioni parlamentari. In particolare, per l’anno prossimo, il finanziamento si riduce a 525.098 euro. La cosa non sarebbe così grave se si limitasse solo al 2005.

        Il disegno di legge, infatti, è ancora in prima lettura al Senato e non entrerà in vigore prima della metà dell’anno: i soldi che serviranno, dunque, saranno inferiori ai 785mila euro visto che si spalmerebbero non sull’intero anno ma su sei mesi.

        Grave è invece che manchino le risorse per i due anni successivi perché la riforma non entrerebbe a regime. Non sarebbe possibile, cioè, dare piena attuazione a quell’aumento da sei a dodici mesi dell’assegno di disoccupazione. Assegno che viene anche irrobustito nell’importo: dall’attuale 40% al 60% dall’ultima retribuzione per i primi sei mesi per passare poi al 40 e al 30% negli ultimi trimestri. Ecco, tutto questo, con le attuali voci della Finanziaria, resta sulla carta. Al Welfare stanno ragionando su queste cifre e stanno tentando recuperi di risorse in extremis. Operazione non facile anche perché non sostenuta da fatti di cronaca, come è accaduto con il blocco dei forestali.

        Al di là delle polemiche — finte o reali — sull’articolo 18, il tema vero sono i soldi per i nuovi ammortizzatori sociali. Un problema che si pone con maggiore urgenza ora vista la fila di crisi aziendali che si è formata fuori da Palazzo Chigi. Un’ennesima sconfitta per il sindacato che vede una nuova mancanza del Governo agli impegni presi con il Patto per l’Italia. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha sottolineato l’importanza di approvare la riforma dei nuovi sussidi sociali glissando sulla questione delle risorse. E ribadendo, invece, le recenti dichiarazioni «di coerenza» sull’attuazione della deroga sull’articolo 18 che è contenuta nello stesso provvedimento degli ammortizzatori sociali. Il disegno di legge in questione tiene, infatti, insieme sia la riforma dell’indennità di disoccupazione che dell’articolo 18. Il provvedimento è il frutto di quello stralcio — dalla legge Biagi — deciso proprio nell’accordo sul Patto per l’Italia del luglio 2002. Sono passati due anni e il disegno di legge (848 bis) non si è mosso dalla commissione Lavoro del Senato. Una lentezza che alcuni addebitavano solo al "contestato" articolo 18 che alcuni senatori avevano perfino pensato di stralciare dal testo per accelerare l’iter degli ammortizzatori. Ora, però, la lentezza rischia di diventare una fermata per l’assenza di soldi.